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Visualizzazione dei post con l'etichetta Jean Paul Sartre

Le parole

Ho cominciato la mia vita come senza dubbio la terminerò: tra i libri. Nell’ufficio di mio nonno ce n’era dappertutto; era fatto divieto di spolverarli, tranne una volta all’anno, prima della riapertura delle scuole. Non sapevo ancora leggere, ma già le riverivo queste pietre fitte: ritte o inclinate, strette come mattoni sui ripiani della libreria o nobilmente spaziate in viali di menhir, io sentivo che la prosperità della nostra famiglia dipendeva da esse. […] Non ho mai razzolato per terra, non sono mai andato a caccia di nidi, non ho erborizzato nè tirato sassi agli uccelli. Ma i libri sono stai i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l’imprevedibilità. Jean Paul Sartre

Il mondo

Il mondo… questo grosso essere assurdo. Non ci si poteva nemmeno domandare da dove uscisse fuori, tutto questo, né come mai esisteva un mondo invece che niente. Non aveva senso, il mondo era presente dappertutto, davanti, dietro. Non c’era stato niente prima di esso. Niente. Non c’era stato un momento in cui esso avrebbe potuto non esistere. Era appunto questo che m’irritava: senza dubbio non c’era alcuna ragione perché esistesse, questa larva strisciante. Ma non era possibile che non esistesse. Era impensabile: per immaginare il nulla occorreva trovarcisi già, in pieno mondo, da vivo, con gli occhi spalancati, il nulla era solo un’idea nella mia testa, un’idea esistente, fluttuante in quella immensità: quel nulla non era venuto prima dell’esistenza, era un’esistenza come un’altra e apparsa dopo molte altre. Jean-Paul Sartre

La nausea

Io non ho avuto avventure. Mi son capitate delle cose, dei fatti, degli incidenti, tutto quel che si vuole. Ma non avventure. Non è una questione di parole; comincio a comprendere. V’è qualche cosa a cui tenevo più che a tutto il resto - senza rendermene ben conto. Non era l’amore, Dio, no, né la gloria, né la ricchezza. Era…Insomma, m’ero immaginato che in certi momenti la mia vita avrebbe potuto assumere un’essenza rara e preziosa. Non c’era bisogno di circostanze straordinarie: chiedevo solo un po’di rigore. […] Le avventure sono nei libri. Naturalmente tutto ciò che si racconta nei libri può accadere davvero, ma non nello stesso modo. Ed è a questo modo ch’io tenevo tanto. Innanzitutto sarebbe stato necessario che gli inizi fossero stati veri inizi. Ahimè! Come vedo bene, adesso, quello che avrei voluto! Veri inizi, che sorgessero d’improvviso come uno squillo di tromba, come le prime note di un’aria di jazz, che troncassero la noia, che consolidassero la durata; avrei voluto di qu...

FramMenti

Alle tre del pomeriggio è sempre troppo presto o troppo tardi per qualsiasi cosa tu voglia fare.   Jean Paul Sartre, La nausea

FramMenti

“ …Non siamo mai stati così liberi come sotto l’occupazione nazista. Il veleno nazista si insinuava nel profondo dei nostri pensieri e quindi ogni pensiero giusto era una conquista. Le circostanze, spesso atroci, della nostra lotta ci rendevano finalmente in grado di vivere, senza trucchi e senza veli, questa situazione straziante, insostenibile che chiamiamo la condizione umana…” (Jean-Paul Sartre, in “La reppublica del silenzio”, in “Parigi occupata” 1944)

Buonanotte del 27 novembre 2020

Adesso non penso più a nessuno; non mi curo nemmeno di cercare parole. Tutto scorre in me più o meno svelto, non fisso nulla, lascio correre. La maggior parte del tempo, in mancanza di parole cui attaccarsi, i miei pensieri restano nebulosi. Disegnano forme vaghe e piacevoli, e poi sprofondano, e subito li dimentico. Sartre, La Nausea

Buonanotte del 10 agosto 2020

Essendo già al di fuori, le parole, anziché possibili indici per uscire fuori di sé, in mezzo alle cose, egli le considera una trappola per afferrare una realtà fuggente; in breve, tutto il linguaggio è per lui lo Specchio del mondo. Di colpo importanti cambiamenti si verificano nell’economia interna della parola. La sua sonorità, la sua lunghezza, le desinenze maschili o femminili, il suo stesso aspetto visuale formano ai suoi occhi un volto di carne che, più che esprimerlo, rappresenta il significato. Jean Paul Sartre, Cos’è la letteratura

Buonanotte del 8 giugno 2020

Essendo già al di fuori, le parole, anziché possibili indici per uscire fuori di sé, in mezzo alle cose, egli le considera una trappola per afferrare una realtà fuggente; in breve, tutto il linguaggio è per lui lo Specchio del mondo. Di colpo importanti cambiamenti si verificano nell’economia interna della parola. La sua sonorità, la sua lunghezza, le desinenze maschili o femminili, il suo stesso aspetto visuale formano ai suoi occhi un volto di carne che, più che esprimerlo, rappresenta il significato. — Jean Paul Sartre, Cos’è la letteratura

Buonanotte del 30 dicembre 2019

La mia vita era davanti a me, chiusa, sigillata come una borsa, eppure tutto ciò che vi era dentro era incompiuto. Un istante cercai di giudicarla. Avrei voluto potermi dire: è una bella vita. Ma non si poteva formulare un giudizio su di essa, era un abbozzo; avevo passato il mio tempo a rilasciar cambiali per l'eternità, non avevo capito niente. Jean-Paul Sartre, Il muro

Buonanotte del 14 agosto 2018

Adesso non penso più a nessuno; non mi curo nemmeno di cercare parole. Tutto scorre in me più o meno svelto, non fisso nulla, lascio correre. La maggior parte del tempo, in mancanza di parole cui attaccarsi, i miei pensieri restano nebulosi. Disegnano forme vaghe e piacevoli, e poi sprofondano, e subito li dimentico. — Jean-Paul Sartre, La Nausea

La Nausea

La miglior cosa sarebbe scrivere gli avvenimenti giorno per giorno. Tenere un diario per vederci chiaro. Non lasciar sfuggire le sfumature, i piccoli fatti anche se non sembrano avere alcuna importanza, e soprattutto classificarli. Bisogna dire come io vedo questa tavola, la via, le persone, il mio pacchetto di tabacco, poiché è questo che è cambiato. Occorre determinare esattamente l’estensione e la natura di questo cambiamento. Per esempio ecco un astuccio di cartone che contiene la mia bottiglia d’inchiostro. Bisognerebbe provare a dire come la vedevo prima e come adesso la… Ebbene! È un parallelepipedo rettangolo che si distacca su — è idiota. Non c’è nulla da dirne. Ecco quel che si deve evitare, non bisogna mettere dello strano dove non c’è nulla. Credo sia questo il pericolo, quando si tiene un diario: si esagera tutto, si sta in agguato, si forza continuamente la verità. D’altra parte son certo che da un momento all’altro — sia a proposito di questo astuccio che di qualsia...

Buonanotte del 29 aprile 2018

Ed io dove potrei conservare il mio? Non ci si può mettere il passato in tasca; bisogna avere una casa per sistemarvelo. Io non possiedo che il mio corpo; un uomo completamente solo, col suo corpo soltanto, non può fermare i ricordi, gli passano attraverso. — Jean Paul Sartre, La nausée

Buonanotte del 16 luglio 2017

Ogni parola ha conseguenze. Ogni silenzio anche… — J. P. Sartre

Buonanotte del 17 gennaio 2016

Non facciamo quello che vogliamo e tuttavia siamo responsabili di quel che siamo. — Jean Paul Sartre

Buonanotte del 23 ottobre 2015

Il bagaglio più pesante è una borsa vuota. — Jean Paul Sartre

Buonanotte del 21 settembre 2015

La vita non ha senso a priori. Prima che voi la viviate, la vita di per sé non è nulla, sta a voi darle un senso, e il valore non è altro che il senso che scegliete. — Jean Paul Sartre

Le Parole

Non ho mai razzolato per terra, non sono mai andato a caccia di nidi, non ho erborizzato nè tirato sassi agli uccelli. Ma i libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l’imprevedibilità. Jean-Paul Sartre

L’essere e il nulla

Le carezze sono appropriazione del corpo dell’altro. E’ evidente che, se le carezze consistessero semplicemente nello sfiorare o toccare, non potrebbero avere alcun rapporto con il potente desiderio che pretendono di colmare; rimarrebbero alla superficie, come gli sguardi, e non potrebbero rendermi padrone dell’altro. La carezza, quindi, non è un semplice sfiorare: ma un foggiare. Carezzando l’altro, io faccio nascere la sua carne con la mia carezza, sotto le mie dita. La carezza fa parte dell’insieme di cerimonie che incarnano l’altro. La carezza fa nascere l’altro come carne per me e per lui. Così la carezza non si distingue per nulla dal desiderio: carezzare con gli occhi o desiderare è la stessa cosa; il desiderio si esprime con la carezza come il pensiero col linguaggio. — J. P. Sartre

La nausea

Io vedo l’avvenire. E’ là, posato sulla strada, appena un po’ più pallido del presente. Che bisogno ha di realizzarsi? Che cosa ci guadagna?… Non distinguo più il presente dal futuro, e tuttavia la cosa continua, si realizza a poco a poco… Questo è il tempo, né più né meno che il tempo, giunge lentamente all’esistenza, si fa attendere, e quando viene si è stomacati perché ci si accorge che era già lì da un pezzo… Mai come oggi ho provato così forte la sensazione di essere senza dimensioni segrete, limitato al mio corpo, ai pensieri lievi che da esso affiorano come bolle. Costruisco i miei ricordi col mio presente. Sono respinto, abbandonato nel presente. Il passato tento invano di raggiungerlo: non posso sfuggire a me stesso. — Jean-Paul Sartre

La Nausea

Sono invecchiati in un altro modo. Vivono in mezzo alle cose ereditate, ai regali, ed ogni mobile per loro è un ricordo. Pendole, medaglie, ritratti, conchiglie, fermacarte, paraventi, scialli. Hanno armadi pieni di bottiglie, di stoffe, di vecchi vestiti, di giornali, hanno conservato tutto. Il passato è un lusso da proprietari. Ed io dove potrei conservare il mio? Non ci si può mettere il passato in tasca; bisogna avere una casa per sistemarvelo. lo non possiedo che il mio corpo; un uomo completamente solo, col suo corpo soltanto, non può fermare i ricordi, gli passano attraverso. Non dovrei lagnarmi: il mio solo desiderio è stato d’esser libero. — Jean-Paul Sartre

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