Il coltellino svizzero
Leggere romanzi cambia il cervello perché migliora la capacità di scoprire e capire le emozioni delle altre persone: una competenza cruciale per riuscire a destreggiarsi bene all’interno di sistemi complessi di relazioni sociali. Il motivo è questo: per capire gli altri (e noi stessi) noi costruiamo quella che gli psicologi chiamano Teoria della mente che comprende ipotesi sia su ciò che gli altri pensano, sentono, credono, sia sul modo in cui noi stessi pensiamo, sentiamo, decidiamo (questo – ne abbiamo appena parlato – riguarda la metacognizione). Il dato interessante è che il grado di dettaglio della Teoria della mente, e dunque la competenza nel capire gli altri (e sé stessi), migliora in chi legge buona letteratura e non in chi legge romanzi d’intrattenimento. La distinzione fatta dai ricercatori, David Kidd ed Emanuele Castano, è sottile: i testi dei grandi autori sfidano il lettore trasportandolo in un contesto nuovo in cui sta a lui trovare la propria strada, colmando le lacune...