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Doppiare il capo

Quando scrivi - una forma qualsiasi di scrittura - ti accorgi se ti stai avvicinando alla “cosa” oppure no.  Avverti una sorta di meccanismo sensorio, una specie di feedback continuo senza il quale non si potrebbe scrivere.  È ingenuo pensare che la scrittura sia un semplice processo in due tempi: prima decidi cosa vuoi dire e poi lo dici. Al contrario, come tutti sanno, scrivi perché non sai cosa vuoi dire. È la scrittura a rivelarti quello che volevi dire, anzi a volte è lei che costruisce quello che vuoi o che volevi dire. Quello che rivela (o asserisce) può essere anche diverso da quanto all'inizio credevi (o immaginavi) di voler dire.  È questo il senso in cui si può affermare che la scrittura ci scrive. La scrittura mostra o crea (e non sempre siamo in grado di distinguere una cosa dall'altra) quello che era il nostro desiderio un momento prima. J. M. Coetzee, Doppiare il capo

FramMenti

“Allo stesso tempo, non possiamo vivere le nostre vite quotidiane nel regno delle idee pure, schermati come in un bozzolo dall’esperienza dei sensi. La domanda non è: Come possiamo mantenere pura l’immaginazione, proteggerla dal furibondo assalto della realtà? La domanda deve essere: C’è un modo per farle coesistere?” — J. M. Coetzee, Vergogna

Doppiare il capo

Quando scrivi - una forma qualsiasi di scrittura - ti accorgi se ti stai avvicinando alla “cosa” oppure no. Avverti una sorta di meccanismo sensorio, una specie di feedback continuo senza il quale non si potrebbe scrivere. È ingenuo pensare che la scrittura sia un semplice processo in due tempi: prima decidi cosa vuoi dire e poi lo dici. Al contrario, come tutti sanno, scrivi perché non sai cosa vuoi dire. È la scrittura a rivelarti quello che volevi dire, anzi a volte è lei che costruisce quello che vuoi o che volevi dire. Quello che rivela (o asserisce) può essere anche diverso da quanto all'inizio credevi (o immaginavi) di voler dire. È questo il senso in cui si può affermare che la scrittura ci scrive. La scrittura mostra o crea (e non sempre siamo in grado di distinguere una cosa dall'altra) quello che era il nostro desiderio un momento prima. — J. M. Coetzee

Tempo d’estate

Be’, ripensi ai libri che ha scritto. Qual è il tema ricorrente da uno all’altro? E’ che la donna non si innamora dell’uomo. L’uomo può amare o meno la donna; ma la donna non ama mai l’uomo. Cosa pensa che rifletta questo tema? La mia ipotesi, la mia ipotesi fortemente fondata, è che rifletta la sua esperienza. Le donne non s’innamoravano di lui - non quelle sane di mente. Lo ispezionavano, lo annusavano, magari lo provavano pure. Ma poi andavano avanti. J. M. Coetzee

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