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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2018

Buonanotte del 31 gennaio 2018

E’ pur certo che se prima di ogni nostro atto ci mettessimo a prevederne tutte le conseguenze, a considerarle seriamente, anzitutto quelle immediate, poi le probabili, poi le possibili, poi le immaginabili, non arriveremo neanche a muoverci dal punto in cui ci avrebbe fatto fermare il primo pensiero.
(J. Saramago)

Camille Corot

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The Edge of the Forest via Camille Corot

Film - Anni Sessanta

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Quest'uomo adulto. Quest'uomo sulla terra.
Dieci miliardi di cellule nervose. Cinque litri
di sangue per trecento grammi di cuore.
Un tal oggetto si è formato in tre miliardi d'anni.

All'inizio è apparso sotto forma d'un bimbo.
Poggiava la testolina sulle ginocchia della zia.
Dov'è quel bimbo. Dove quelle ginocchia.
Il bimbo è cresciuto. Ah, non è più la stessa cosa.
Questi specchi crudeli e lisci come asfalto.
Ieri ha investito un gatto. Sì, non male come idea.
Il gatto è stato liberato dall'inferno presente.
La ragazza nell'auto gli ha lanciato un'occhiata.
No, non aveva le ginocchia che cercava.
In verità, meglio giacere sulla sabbia ansando.
Lui e il mondo non hanno nulla in comune.
Si sente come un manico strappato dalla secchia,
benché la secchia ignara continui ad andare al pozzo.
E' sorprendente. Qualcuno ancora si affatica.
Questa casa è costruita. Questa maniglia lavorata.
Quest'albero innestato. Questo circo farà uno spettacolo.

Buonanotte del 30 gennaio 2018

Nessuno è il sale della terra; nessuno, in qualche momento della sua vita, non lo è.

Jorge Luis Borges, Frammenti di un vangelo apocrifo, framm. 14, in “Elogio dell'ombra”, 1969

Vincent van Gogh

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Vincent van Gogh (1853-1890), Lane of Poplars at Sunset, 1884, Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands.

Il segreto per mettere ordine nel proprio passato

Scrivere un’autobiografia o un diario può essere uno dei modi per prendersi cura di se stessi, a qualsiasi età. Il desiderio di scrivere un’autobiografia o di raccontare alcune parti della propria vita, è di solito generato da un desiderio ben più importante: dal desiderio di “mettere ordine”, di trovare un filo conduttore, di scoprire il senso di ciò che è avvenuto. La scrittura si presta bene a questo scopo: si può scrivere, riscrivere, cancellare, ampliare, rileggere…
Per “autobiografia” non si intende un resoconto dettagliato e particolareggiato della propria esi- stenza, bensì un testo che:
- presenti alcuni tra i momenti-chiave dell’esistenza, in particolare quelli a carattere più “sociale” e di “passaggio”;
- disegni una traccia della propria esistenza, presentandola non come una sequenza di avvenimenti ma come lo svolgersi di una storia inconclusa.
L’autobiografia quindi non è un semplice contenitore di memorie, ma uno strumento per cono- scere più approfonditamente la propri…

Buonanotte del 29 gennaio 2018

Non sono cittadino di nessun posto, non ho bisogno di documenti e non ho mai provato un senso di patriottismo per alcun paese, ma sono un patriota dell’umanità nel suo complesso. Io sono un cittadino del mondo.
Charlie Chaplin

Josef Albers

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Selva dei Pini

Marcello Marcellini - Selva dei Pini
Il Cimone (1961)
In quella mattina di fine giugno un leggero vento muoveva appena le chiome dei pini e un buon odore di resina si diffondeva nell'aria, quando Marco, assieme agli altri studenti, uscì dal sanatorio durante l'ora di permesso. Una volta fuori si fermò per un attimo sul piazzale per salutare Bruna che si era affacciata alla veranda, e poi si diresse come al solito alla locanda di Checco. Era quasi arrivato al vialetto alberato che sbucava sulla statale dell'Abetone Brennero, quando sentì qualcuno che lo chiamava ad alta voce. "Ehi, Marco, aspettami, ti devo parlare." Era Daniele, lo stava rincorrendo con quei pantaloni così larghi che sventolavano come se si dovessero staccare dalle gambe magre. Aveva un'espressione seria; era diventato serio dopo che si era innamorato di Renata, una studentessa di Lettere arrivata da un paio di mesi a Selva dei Pini. Lei era bella e lo sapeva. Aveva sempre intorno un nugolo …

Buonanotte del 28 gennaio 2018

Si nasce per vivere, e vivere è comprendere e combattere e oltrepassare, di passo in passo, i propri mentali limiti, con tutte le relative implicazioni. Ai quali limiti, però, non c'è limite: ecco perché il percorso sarà, comunque, sempre difficile, sempre in salita, e senza fine. D'altronde, alla fine della propria vita, proprio i trionfi sui propri limiti verranno a legittimare, nel profondo intimo, d'essere essi stati la vera ragione del proprio singolo terreno esistere.
Giulia Cingerte, da “Energia a impatto zero”

László Moholy-Nagy

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László Moholy-Nagy, Z VII, 1926.  The National Gallery of Art, Wahington

L’ingenuo apprendista narcisista

Non sempre la spinta a possedere l’altro, a controllarlo, a pretenderne spiegazioni dettagliate, è sinonimo di caratteristiche riconducibili ad una patologia narcisista. A volte è una reazione innescata da alcuni comportamenti del partner che per la loro ambiguità, riteniamo contraddittori e poco chiari, fino ad instillare in noi, dubbi, interrogativi e paure. Ed è fin troppo facile assolvere in toto quella che, nell’immaginario collettivo riteniamo la vittima (solitamente di sesso femminile), quando la stessa non da garanzie della sua integrità e fermezza morale – almeno all’apparenza. Nessun individuo al mondo può accettare supinamente e con rassegnazione, di vivere un rapporto a due, quando il dubbio sulla lealtà dell’altro si insinua a tarlo nella mente. Confondere questo con una recrudescenza narcisista, è poco onesto - non onora la verità, fino a confonderne i ruoli e le responsabilità personali. Immaginatevi di avere al vostro fianco una donna con una spiccata esuberanza sessu…

Buonanotte del 27 gennaio 2018

Il cervello umano è una rete formata da cento, forse duecento miliardi di neuroni, con migliaia di miliardi di assoni e dentriti che si scambiano milioni di miliardi di messaggi per mezzo di almeno cinquanta trasmettitori chimici diversi. L'organo con cui osserviamo e cerchiamo di capire l'universo è di gran lunga l'oggetto più complesso che conosciamo in quell'universo.
J. Franzen - Come stare soli

Nicolas Delémont

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Martín López-Vega

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Compleanno
Dormivo e il vento mi ha detto: Svegliati. Tutta notte ha suonato l’arpa: ora sento i suoi passi felini riprendere il cammino. Gli amici se ne sono andati via, uno alla volta. Ho sognato un fiume e uno specchio d’argento. La vita mi ha condotto per strade sconosciute. La testa mi dice: hai un anno di più. Il cuore: sono dieci gli anni che sono passati. Bevo un sorso e il vino mi sussurra: avevi vent’anni di meno. Faccio il conto e riempio di nuovo il mio bicchiere.
Martín López-Vega

Buonanotte del 26 gennaio 2018

Si chiama nostalgia, e serve a ricordarci che per fortuna, siamo anche fragili.

Cesare Pavese

Alexander Calder

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Alexander Calder - Hanging spirals, 1970 det

Tutto questo è bene

Ecco un ordine chiaro e costante tra gli animali di ogni specie: dappertutto c'è ordine. Quando nella mia vescica si forma una pietra, ciò avviene per effetto di una meccanica ammirevole: degli umori calcarei passano a poco a poco nel mio sangue, si infiltrano nei reni, passano per gli ureteri, si depositano nella mia vescica, vi si riuniscono grazie ad un'eccellente attrazione newtoniana; si forma una pietruzza, si ingrossa, io soffro mali mille volte peggiori della morte, sempre grazie al più bell'assetto del mondo; un chirurgo, che ha perfezionato l'arte da Tubalcaino, viene a piantarmi un ferro acuto e tagliente nel perineo, afferra la mia pietruzza con le sue pinzette; quella si spezza sotto i suoi sforzi per effetto di un meccanismo necessario e, in virtù di questo meccanismo, io muoio fra i tormenti più atroci. E "tutto questo è bene", tutto questo è l'evidente conseguenza di principi fisici inalterabili... "Non esistono mali," dice Pope…

Buonanotte del 25 gennaio 2018

Le macchine che danno l’abbondanza ci hanno lasciati nel bisogno. La nostra sapienza ci ha reso cinici, l’intelligenza duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine, l’uomo ha bisogno di umanità. Più che intelligenza, abbiamo bisogno di dolcezza e bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto.
Charlie Chaplin

Kiyoshi Saito

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Kiyoshi Saito, Red Poppies, 1948

Vino e donne dal 1913

Saverio Minozzi - Vino e donne dal 1913
Piccola storia di una città industriale e della sua ultima osteria
La decisione di chiudere Fortunato l'aveva presa poco meno di una settimana prima, subito dopo che gli ultimi clienti si erano allontanati lungo il vicolo. Insieme a Teresa avevano fatto il giro degli interruttori, sprangato la porta, asciugato gli ultimi bicchieri, poi lei aveva sistemato la brace del fuoco e l'aveva raggiunto al tavolo centrale. Se ne erano stati per un po' così, seduti davanti a uno dei tanti fiaschi vuoti, ognuno con lo sguardo perso dietro chissà cosa, illuminati solo dalla luce al neon dell'insegna della farmacia dall'altro lato della strada. Intorno tutto era immobile, solo le ombre seguivano il ritmo delle fiamme del camino, l’avresti detta una danza antica, senza musica. Succedeva spesso dopo la chiusura che se ne stessero per un po' in quel modo, come per lasciare che si spegnesse l'eco della serata, roba di bere un goccio p…

Buonanotte del 24 gennaio 2018

La felicità ci costringe a cambiare, a rompere i ponti con il passato. Una persona è davvero cambiata quando non riesce più a spiegare perché prima si è comportata in un certo modo. Una persona ha veramente smesso di fumare, per esempio, quando non si ricorda più perché fumava. D’altra parte, è un passaggio che fa paura perché se rompi col passato non torni più indietro. E se abbiamo paura della felicità è proprio perché abbiamo paura di rompere i ponti col passato.
Igor Sibaldi

Mawukura Jimmy Nerrimah

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Foramine (*)

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Be’, metti, per esempio, le foramine.
Vivevano qui, perché c’erano, e viceversa.
Come potevano, visto che potevano e in che modo.
Al plurale, perché al plurale,
anche se ciascuna separatamente,
nel proprio, perchè nel proprio
guscio di calcare.
A strati, poiché a strati
il tempo poi le riassumeva,
senza entrare nei dettagli,
perché nei dettagli c’è pietà.
Ed ecco davanti a me
due viste in una:
necropoli penosa
degli eterni riposi,
ossia
incantevoli rocce bianche, emerse dal mare,
dal mare azzurro,
rocce, che sono qui, poiché ci sono.

(*) I foraminiferi

Wisława Szymborska

Buonanotte del 23 gennaio 2018

Il cervello umano è una rete formata da cento, forse duecento miliardi di neuroni, con migliaia di miliardi di assoni e dentriti che si scambiano milioni di miliardi di messaggi per mezzo di almeno cinquanta trasmettitori chimici diversi. L'organo con cui osserviamo e cerchiamo di capire l'universo è di gran lunga l'oggetto più complesso che conosciamo in quell'universo.
J. Franzen - Come stare soli

Ai nostri tempi

Ai nostri tempi, (che taluni considerano l'ultima era del mondo) domina, tra la gente di bassa estrazione, una mania per cui, quelli che ne sono affetti, quando hanno racimolato e rubacchiato quel tanto che basta a sentirsi risuonar qualche pillaro in saccoccia e a comprarsi un pazzo vestito all'ultima moda con nastri e fronzoli di seta, o son riusciti a mettersi un po' in vista grazie a qualche fortunata combinazione, vogliono passar per cavalieri e nobili di antichissimo lignaggio; ma spesso spesso, dopo diligenti ricerche, si trova solo che i loro ascendenti erano spazzacamini, braccianti, carrettieri e facchini, i loro cugini mulattieri, giocolieri, ciarlatani e saltimbanchi, i loro fratelli sbirri e carcerieri, le sorelle cucitrici, lavandaie, granataie o addirittura puttane, le madri ruffiane o magari streghe, insomma, tutta la sequela dei loro trentadue antenati era così sporca e maculata quanto può esserlo la corporazione dei frittellai di Praga; già, questi nuovi…

Thilo Maatsch

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Thilo Maatsch (Germany, 1900 - 1983) La Mielle 1931

La vita è negli interstizi

È che poi corri, corri, corri sempre. Perché hai qualcosa da fare, e quando non ce l’hai te lo trovano. E quando non te lo trovano gli altri, te lo trovi tu, perché ormai sei una drogata del fare. E quando non riesci a trovar niente, quel niente lo riempi di altro niente, di tv, di chiacchiere, di cene, di cinema, di cazzeggio. Perché sei abituata al pieno e il vuoto ti scatena il panico da horror vacui. E quando alla fine hai riempito tutto, ogni minuto, ogni secondo, di cose che, seppure ti piacciono, senti di fare però sempre un po’ per dovere e con l’ansia di non farle al meglio, di non sapertele godere appieno, e per un attimo tiri il fiato, da sola, nel silenzio di una fine giornata qualunque, ti capita di chiederti la tua vita dove sia. Ti pare che stia tutta lì, in quel momento di silenzio e di quiete, in quel sospiro che hai finalmente il tempo di concederti, che entra nella tua giornata di nascosto, come un invitato imbucatosi alla festa di straforo. La vita è negli interst…

Buonanotte del 22 gennaio 2018

Forse la più grande tragedia della nostra vita è che la libertà è possibile, eppure possiamo vivere anni intrappolati negli stessi schemi. Possiamo amare gli altri senza tirarci indietro, sentirsi autentici, respirare la bellezza che ci circonda, ballare e cantare. Eppure ogni giorno ascoltiamo una voce interiore che ci tiene piccoli.
Tara Brach

Matthew Korbel-Bowers

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Matthew Korbel-Bowers - Mountain Birth

Contributi

"Una volta scritto questo testo potrò anche morire soddisfatto, avrò anch'io contribuito a meglio delineare i mali dell'essere umano; morirò con un lieve sorriso sulle labbra, consapevole del fatto che nonostante ciò tutto procederà come prima, anzi forse anche peggio. Per uno scrittore romantico tale consapevolezza porterà con se una bella soddisfazione che non potrà in alcun modo essere sminuita dal fatto che non vi sarà alcuna amata a piangere sulla mia tomba. L'illusione che qualcuno leggendo queste poche righe mi potrà immaginare come una persona degna del suo affetto farà sì che nel caotico mondo dei vivi anche chi è molto triste possa rincuorarsi un poco e decida di non abbandonare le sue stanche speranze. Del mio personaggio, di tutte le sue avventure e di tutti i suoi conoscenti, assieme a tutte le potenziali storie d'amore e di ribellione che non si sono mai concretizzate non resterà quasi nulla, forse qualche ricordo sfumato nei sogni di qualche vecchi…

Buonanotte del 21 gennaio 2018

Perché non dire subito con sincerità ciò che si ha nel cuore, quando si sa che la tua parola non sarà gettata al vento? E così ognuno di noi appare più severo di quanto non sia in realtà, come se temesse di offendere i propri sentimenti dichiarandoli in anticipo…
Fëdor Dostoevskij, Le notti bianche

Luciana Ja'Vonne

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Controluce

Pierluigi Seri - Controluce
La strada era buia...
Atto unico - monologo Personaggi: Zwolf – protagonista unico e assoluto Scena: Un lungo viale umido e buio
Argomento: Durante una fredda notte di inverno, Zwolf, il protagonista, abbandona la strada che stava percorrendo inoltrandosi in un buio viale, mosso da puro spirito di avventura. È solo, circondato dalle tenebre, ma poi si accorge di non essere più tale... dei misteriosi passi lo seguono. Zwolf così ingaggia un dialogo con il suo inseguitore, il quale però si limita soltanto a seguirlo senza interloquire.Il protagonista grida, trema, insulta, supplica, senza ricevere risposta.Chi è il misterioso personaggio? Nei vari tentativi di risolvere questo enigma, Zwolf compirà un viaggio all'interno dei suoi dubbi, delle sue paure, delle sue contraddizioni. Da questa esperienza egli uscirà completamente trasformato, tutte le certezze che aveva crollano improvvisamente.
La strada era buia, si vedeva di essa solo la parte illuminata d…

Buonanotte del 20 gennaio 2018

L’erotismo è importante non per il sesso in sé, ma per il desiderio. Il sesso è solo ginnastica, il desiderio è forza del pensiero. E la forza del pensiero ha un potere immenso, può fare qualunque cosa.
Pedro Almodóvar

Karl Knaths

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Billy Collins

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Introduzione alla poesia

Chiedo loro di prendere una poesia e di tenerla in alto controluce come una diapositiva a colori o di premere un orecchio sul suo alveare. Dico loro di gettare un topo in una poesia e osservarlo mentre cerca di uscire, o di entrare nella stanza della poesia e cercare a tentoni l’interruttore sul muro. Voglio che facciano sci d’acqua sulla superficie di una poesia e salutino con la mano il nome dell’autore sulla spiaggia. Ma la sola cosa che loro vogliono fare è legarla con una corda a una sedia e torturarla finché non confessi. La  picchiano con un tubo di gomma per scoprire che cosa davvero vuol dire.
Billy Collins (da Balistica, Fazi, 2011 – Traduzione di Franco Nasi)

Buonanotte del 19 gennaio 2018

Tra due persone accade che talvolta, molto raramente, nasca un mondo. Questo mondo è poi la loro patria, era comunque l’unica patria che noi eravamo disposti a riconoscere. Un minuscolo microcosmo, in cui ci si può sempre salvare dal mondo che crolla.
Martin Heidegger a Hannah Arendt

Adolph Gottlieb

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Adolph Gottlieb – Drift, 1961

La conoscenza dell'uomo

Se, in questo caos della nostra formazione, cerchiamo di scoprire chi abbia avuto più occasioni di raggiungere la conoscenza dell'uomo, dobbiamo constatare che si tratta proprio di persone che hanno mantenuto intensi rapporti di relazione, sviluppando contatti con i propri simili, ossia di ottimisti o almeno di pessimisti contingenti non ancora frustrati dalla rassegnazione. Il semplice contatto umano non è però sufficiente: esso deve essere integrato dall'esperienza. Per concludere, visto che la nostra educazione è incompleta e talora permeata di errori, si può dire che la vera conoscenza dell'uomo è oggi limitata ad un solo tipo di individuo, il "peccatore pentito"; ossia a colui che ha potuto sperimentare tutte le soluzioni devianti della vita psichica o che, almeno, le ha sfiorate ed è riuscito a salvarsi. Si potrebbe prendere in considerazione anche il tipo umano che, per la sua natura particolarmente sensibile, è in grado di comprendere una dimostrazione c…

Buonanotte del 18 gennaio 2018

Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l'intelligenza di saperle distinguere.
Thomas More, (1478-1535)

Carol Hodder

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Still night - Carol Hodder

La Città sepolta

Roberta Argenti - I segni ribelli
La Città sepolta
Da più di duemila anni ormai Ayl si aggirava per i cunicoli scuri di quella silenziosa città. Come nuvoletta sospinta da un vento vivace, scivolava via leggerissima e impalpabile, lasciando dietro di sé solo un timido bagliore fantasma. I suoi capelli, come un'onda li seta color castano, battevano lungo la schiena luminosa e perfetta e sembravano accompagnare danzando ogni suo movimento. Ayl non era affatto una creatura scontrosa; si rallegrava davvero quando, in quei vicoli neri, incrociava per caso gli occhi scintillanti degli altri spiritelli e non poteva trattenersi dal sorridere se, passando, le capitava di sfiorare la loro sostanza trasparente e leggera: a ogni contatto l'aria intorno frizzava, come scossa da leggeri sbuffi di vento. Era nella solitudine più completa, però, che Ayl riusciva a essere veramente felice, quando, dimenticando tutta l'oscurità che da quel tempo infinito la avvolgeva, le sembrava di rivede…

Buonanotte del 17 gennaio 2018

L'uomo saggio impara molte cose dai suoi nemici.

Aristofane

Balthus

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Still Life, 1956 - Balthus

Forse tutto questo

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Forse tutto questo
Avviene in un laboratorio?
Sotto una sola lampada di giorno
e miliardi di lampade di notte?

Forse siamo generazioni sperimentali?
Travasati da un recipiente all’altro,
scossi in alambicchi,
osservati non soltanto da occhi,
e infine presi a uno a uno
con le pinzette?

O forse è altrimenti:
nessun intervento?
I cambiamenti avvengono da sé
in conformità al piano?
L’ago del diagramma traccia a poco a poco
gli zigzag previsti?

Forse finora non siamo di grande interesse?
I monitor di controllo sono accesi di rado?
Solo in caso di guerre, meglio se grandi,
di voli al di sopra della nostra zolla di Terra,
o di migrazioni rilevanti tra i punti A e B?

O forse è il contrario:
là piacciono solo le piccole cose?
Ecco: una ragazzina su un grande schermo
Si cuce un bottone sulla manica.

I sensori fischiano,
il personale accorre.
Ah, guarda che creaturina
con un cuoricino che batte dentro!

Quale incantevole serietà
nell’infilare l’ago!
Qualcuno grida rapito:
Avvertite il Capo,
che …

Buonanotte del 16 gennaio 2018

L’uomo che non è capace di sognare è un povero diavolo. L’uomo che è capace di sognare e di trasformare i sogni in realtà è un rivoluzionario. L’uomo che è capace di amare e di fare dell’amore uno strumento per il cambiamento è anch'egli un rivoluzionario. Il rivoluzionario è quindi un sognatore, è un amante, è un poeta, perché non si può essere rivoluzionari senza lacrime negli occhi e senza tenerezza nelle mani.
Tomas Borge

Julia Hidalgo Quejo

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Portón de Sintra. 1991 - Julia Hidalgo Quejo

Una minestra di quinoa

Mimmo Scipioni - Una minestra di quinoa, Diario di un viaggio in Bolivia
Arrivo a La Paz
Tutto è iniziato nel 1979... O forse tanti anni prima. Quell’anno un aereo mi portò in Nepal, per un trekking al campo base dell’Everest. Ma i viaggi per il mondo non cominciano mai il giorno in cui prendi un qualunque mezzo per spostarti, iniziano, come quelli interiori molto tempo prima, quando si comincia a cercare dentro di sé il perché di tanta piacevole inquietudine che spinge a muoversi prima intorno ai luoghi familiari e poi via via, in un vortice che sembra senza fine, sempre più lontano. Adesso, tanti anni dopo, sono qui in Bolivia nel mese di gennaio. È la stagione delle piogge e non è un bel mese per andare in giro in Bolivia, ma un po’ perché avevo voglia di partire, un po’ perché era saltata una piccola spedizione in Perù, ho ripiegato sulla Bolivia. Non ci ho pensato molto, in fondo il bagaglio è lo stesso, ho solo dovuto comprare qualche altra carta geografica e cambiare il biglie…

Franz Tumler

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Il 16 gennaio del 1912, nasce a Gries (Bolzano), lo scrittore austriaco Franz Tumler


La nostra vita la vivemmo in altro modo: da gente semplice, italiani insorti contro quel mondo di capi, orpelli e incoronazioni, senza riferimento alcuno se non la propria città; così era già stato in passato e così fu per noi [...] poiché non pensiamo che la vita sia fatta di discorsi destinati a passare alla storia.
(Incidente a Trento)

Buonanotte del 15 gennaio 2018

È significativo che il Maestro, che in tutta la vita predicò l’amore del Padre e la misericordia, abbia usato tanta durezza. Ritengo che la parola “maledetti” venga pronunciata proprio contro chi si picca di essere buono, devoto e religioso, ma poi nel quotidiano accumula case e vestiti, sfrutta i deboli, non paga le tasse e passa indifferente accanto a chi è in stato di bisogno, magari urlando che deve tornarsene al suo paese, anziché “invadere” l’Italia in cerca di pane e lavoro.
Don Andrea Gallo

Pier Head

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Pier Head, Winter I - Cormac O'Leary

Amleto

Essere, o non essere - questa è la domanda: se sia più nobile per la mente soffrire i colpi e le frecce dell'oltraggiosa fortuna o prendere le armi contro un mare di affanni e, contrastandoli, finirli. Morire, dormire - nient'altro, e con un sonno dire fine alla stretta del cuore e ai mille tumulti naturali che eredita la carne. E' una consumazione da desiderare devotamente. Morire, dormire. Dormire, forse sognare; e qui è lo scoglio. Perchè, in quel sonno di morte, quali sogni possono venire, dopo che ci siamo cavati di dosso questo groviglio mortale, deve farci esitare. Ecco il motivo che dà alla sventura così lunga vita. Perchè chi sopporterebbe le frustate e gli scherni del tempo, il torto degli oppressori, l'offesa degli arroganti, gli spasimi dell'amore disprezzato, il ritardo della legge, l'insolenza delle cariche ufficiali, e gli insulti che il merito paziente riceve dagli indegni, quando da solo potrebbe darsi la sua quietanza con un semplice pugnale …

Buonanotte del 14 gennaio 2018

Le esperienze che contano sono spesso quelle che non avremmo mai voluto fare, non quelle che decidiamo noi di fare.
Alberto Moravia

Paul Cézanne

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The Lac d'Annecy, 1896 - Paul Cézanne

Mai nel mio nome

Mi sveglio con uno strano rumore negli occhi. La porta della stanza viene picchiata con forza dall'esterno. All'improvviso si apre ed entra una vecchia. È mia nonna. Mi guarda col suo occhio folle e i capelli che brulicano di serpi e di vermi, mi grida suonando il violino che dobbiamo far presto, che nessuno ci aspetterà più, che dobbiamo correre, arrivare in tempo per il giudizio finale che è oggi, per non rischiare di non essere dannati e passare il resto dell'eternità su questa porca terra che non verrà mai distrutta, se non per cause naturali. La seguo vestito di un manto scarlatto che mi avvolge le gambe, la vista si annebbia, di fuori, il sole accecante la blocca in una cappa di bianco dolore. Corriamo per tutto il giorno e anche la notte. Mia nonna davanti a me vestita di stracci saltella felice e suona il suo maledetto violino arancione, mentre io arranco dietro di lei, e ansimo, le dico di andare avanti che non ce la faccio più. Neanche si volta a guardarmi. …

Giulio Andreotti

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Il 14 gennaio del 1919, nasce a Roma l'uomo politico e scrittore Giulio Andreotti


In fondo, io sono postumo di me stesso.
A parte le guerre puniche, mi hanno attribuito di tutto. So di essere di mezza statura, ma non vedo giganti intorno a me. Si fa bene a tenere un diario. Ed è utile che tanta gente lo sappia.

(Giulio Andreotti, frasi celebri)

Buonanotte del 13 gennaio 2018

Quando lottiamo per cambiare il mondo, dimentichiamo che siamo parte del mondo che vogliamo cambiare, ed è proprio da noi stessi che dovremmo cominciare.
Le Gocce di Eraclito – Piccolo Spot sul Cambiamento

Mordecai Ardon

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Mario Novaro

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Luna
Con tremula nebbia d'argento luna riempi riveli i miei colli Sciogliesi l'anima e si abbandona ai ricordi Il presente come un sogno nella nebbia mi sfuma Ritornano volti che non sono più.
Mario Novaro (da Murmuri ed echi, 1912)

Buonanotte del 12 gennaio 2018

Bisogna essere orgogliosi delle proprie cicatrici.

Paulo Coelho

Milan Nesic

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K2 Il prezzo di un sogno

Valentino Paparelli - K2, Il prezzo di un sogno
How many roads must a man walk down Before you call him a man? Bob Dylan, Blowin’ in the Wind
10 giugno. In viaggio
Finalmente si parte. All’inizio, questo viaggio l’ho soltanto sognato, così come lo sogna qualsiasi alpinista, qualsiasi appassionato di montagna. Era soltanto un desiderio vago, che ha cominciato a definirsi meglio e ad assumere la veste della possibilità quando è iniziato il tam-tam del Cinquantenario della conquista italiana del 1K2. Poi, si è concretizzato rapidamente quando ho letto sulla rivista del CAI la prima proposta di programma. Sono stato io il primo a stupirmi della velocità con la quale la decisione di mettermi in gioco, partecipando, è maturata. Poi è iniziata la lunga attesa, diventata ben presto ansia e trasformatasi negli ultimi giorni in frenesia, scandita dal ritmo anch’esso sempre più incalzante, della preparazione fisica. Durante l’attesa l’ho sognato e immaginato sempre più spesso, questo viaggio, aiut…

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