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FramMenti

È fatta di un nulla la felicità. Come quelle farfalle che prendi per le ali e poi lasci andare e sulle dita ti resta una polvere d'oro. Attenzione, perché la felicità, a volte, vi è passata accanto e non ve ne siete accorti. Io sono stato felice per pochi attimi e per cose inspiegabili. (Andrea Camilleri)

FramMenti

 Ho imparato pochissime cose e te le dico. La prima è che il lupo non è, come ti hanno detto nelle favole, cattivo. Il lupo non è né cattivo né buono, sono aggettivi che noi gli applichiamo addosso mentre lui ne è totalmente ignaro; il lupo azzanna solo per fame. L'uomo azzanna non per fame ma per invidia, per gelosia, per rivalità e questo, a differenza del lupo, lo rende colpevole. — Andrea Camilleri

FramMenti

Il lupo non è, come ti hanno detto nelle favole, cattivo. Il lupo non è né cattivo né buono… Azzanna solo quando ha fame. L’uomo azzanna non per fame ma per invidia, per gelosia, per rivalità e questo, a differenza del lupo, lo rende colpevole.  (Andrea Camilleri "Ora dimmi di te")

Sicilia

In Sicilia quando non sei proprio convinto dici “ora poi lo facciamo...” oppure ad una domanda rispondi contemporaneamente “sì, no...” Noi siciliani abbiamo una percezione del tempo molto particolare, ad esempio quello che hai fatto il giorno prima diventa passato remoto, come fossero trascorsi secoli... oppure quando stai uscendo di casa, rassicuri tutti affermando “sto tornando”, anche se il tuo rientro sarà dopo un paio d'ore. Per noi il condizionale è quasi inutile, infatti lo sostituiamo direttamente con il congiuntivo, tipo “se putissi, u facissi”. Abbiamo anche il “potere” di far diventare transitivi i verbi intransitivi, infatti noi usciamo la macchina, saliamo la spesa, usciamo i soldi... Poi a noi piace molto utilizzare gli spostamenti “salire e scendere” in modi molto fantasiosi, infatti noi “scendiamo giù a Natale” e “saliamo dopo le feste”, anche il caffè “è salito” e la pasta si cala. Qui, in Sicilia, le macchine camminano come avessero gambe, e non vengono guidate...

Lingua italiana

Al liceo avevo un professore di italiano che si chiamava Emanuele Cassesa. Era uno scioperato, passava le notti nelle bische clandestine, ma ci spiegava Dante in un modo straordinario. Aveva la capacità di smontare il testo, riducendolo a delle concretezze, da noi facilmente afferrabili e poi ricostruirlo poeticamente trascinandoci nel turbinio di sensazioni e di idee e tornare ai livelli di Dante. L’intera classe, 27 imbecilli, semplicemente lo capiva. Ci tenne tre sole lezioni su Dante, poi disse: “Basta, le lezioni sono finite perché lo stipendio che mi passa lo Stato equivale a tre sole mie lezioni”. Protestammo tutti. Allora Cassesa disse: “Va bene, se ci tenete proprio a queste lezioni, allora mi pagate voi privatamente. Non pretendo molto, un pacchetto di sigarette Macedonia a settimana”. Così ci tassammo e diventammo esosi, Cassesa doveva fare lezione fino al tocco della campanella, non terminare un secondo prima, perché pagavamo e lo pretendevamo. Solo dopo capii che era un su...

FramMenti

“Stiamo educando una gioventù all’odio, perché abbiamo perso il senso dei valori, i veri valori della vita li abbiamo persi. In questo momento è una fortuna essere ciechi, non vedere certe facce ributtanti che seminano odio, che seminano vento e raccoglieranno tempesta. Le parole sono pietre, le parole possono trasformarsi in pallottole. Bisogna pesare ogni parola che si dice e soprattutto far cessare questo vento dell’odio, che è veramente atroce, lo si sente palpabile intorno a noi. Ma perché l’altro è diverso da me? L’altro non è altro che me stesso allo specchio”. Andrea Camilleri

FramMenti

“Quando sento gli spropositi di Salvini penso a un vecchio proverbio siciliano: “Cu è chiu’ scemo, Carnalivaru o cu ci va appresso?” (è più scemo Carnevale o chi gli va dietro?). Salvini è stato eletto dagli italiani, quindi rappresenta una mentalità che evidentemente avevano e che restava nascosta nel sottofondo. Ora la colpa non è di Salvini, ma di quelli che lo hanno eletto, e siccome siamo in democrazia, ce lo dobbiamo sorbire”.   Andrea Camilleri

FramMenti

È fatta di un nulla la felicità. Come quelle farfalle che prendi per le ali e poi lasci andare e sulle dita ti resta una polvere d'oro. Attenzione, perché la felicità, a volte, vi è passata accanto e non ve ne siete accorti. Io sono stato felice per pochi attimi e per cose inspiegabili. (Andrea Camilleri)

Buonanotte del 25 gennaio 2021

La percezione del tempo, soprattutto in certe situazioni di forte emotività, subisce delle notevoli alterazioni, ore trascorrono in un lampo e pochi minuti durano un’eternità. A. Camilleri

Magistra vitae

Ecco, gli italiani non hanno il senso della Storia, ma della Storiella. Facendo un certo sforzo riescono a prendere in considerazione la microstoria, ma da queste visioni parziali e minute non riescono a ricostruire la grande visione generale. ...L'unica storia che l'italiano conosce veramente e a fondo, è quella del gioco del calcio. Non solo sa a memoria nomi, soprannomi, vizi, difetti, gol segnati, mogli e amanti di ogni giocatore che della sua squadra ha fatto parte dalle origini ai giorni nostri, ma anche di quelli delle squadre rivali. Per la Storia invece è un'altra storia. Perché la Storia comporta l'uso critico della memoria e gli italiani essenzialmente tendono ad essere smemorati o ad avere la memoria corta. Se la Storia è veramente 'magistra vitae', gli italiani non hanno mai frequentato quella scuola. Andrea Camilleri da "Limes" anno 2009

Buonanotte del 28 dicembre 2019

È fatta di un nulla la felicità. Come quelle farfalle che prendi per le ali e poi lasci andare e sulle dita ti resta una polvere d'oro. Attenzione, perché la felicità, a volte, vi è passata accanto e non ve ne siete accorti. Io sono stato felice per pochi attimi e per cose inspiegabili. — Andrea Camilleri

Buonanotte del 23 dicembre 2019

Può un vero cristiano amare il capitalismo? Perché se è vero che da un lato è stato possibile quantificare le vittime del comunismo, le vittime del capitalismo, invece non vengono quantificate da nessuno. — Andrea Camilleri  

Buonanotte del 22 dicembre 2019

Non basta leggere, bisognerebbe anche capire. Ma capire è un lusso che non tutti possono permettersi. — Andrea Camilleri “Segnali di fumo”

Buonanotte del 22 settembre 2019

Chi è curioso, non soffre la solitudine. Io sono convinto che le vere grandi differenze sociali non siano economiche, anche se per carità queste ci sono e pesano. Penso che la frattura più profonda sia tra chi è capace di non essere da solo e tra chi non riesce a stare con gli altri. — Andrea Camilleri

Buonanotte del 6 agosto 2019

“Bisognerebbe far capire che andare a teatro o leggere un libro non è un passatempo: in realtà è anche un passatempo se vogliamo, ma è anche qualche cosa di più, cioè a dire un crescere da uomini, da cittadini, un capire il mondo, un conoscere l’infinita quantità di cose che ignoriamo, cioè un continuo arricchimento.” Andrea Camilleri

Il Cappello e la Coppola

Era una notte buia, ma non tempestosa. Nello scuro fitto di quella strada che avrebbe dovuto essere illuminata da un lampione che i picciottazzi avevano pigliato a petrate astutandolo, il cappello di gran marca, tanticchia scantato, camminava di prescia per arrivare dove doveva arrivare. Girato l’angolo, capì che il temuto malo incontro gli stava proprio capitando: davanti a lui, ferma come se lo aspettasse, c’era una coppola. E non una coppola quatrigliè da turisti inglisi o una verdoligna d’uso catalano; nossignori, questa era una coppola siciliana, di panno nivuro ed era macari messa storta. Come un grido soffocato, il cappello si tirò un passo narrè. “Scanto ti fici?” s’informò, a un tempo cortese e ironica la coppola. “Beh, si.” “E pirchì?” “Beh, si sa cosa rappresenta la coppola, no? E a vederti così all’improvviso davanti a me, nello scuro, in una strada solitaria, ho pensato subito a una mala coppola, una coppola che ha intenzioni tinte… Ci indovinai?” “Ci indovinasti” rispose...

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