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Visionarietà

Mangiamo ogni giorno notizie sventurate condite da meschinità di ogni genere. Siamo infarciti come tacchini indigesti da un ripieno di corruzione. Il dibattito pubblico è squallido, ripetitivo allarmante, mai positivo creativo e ribelle. Abbiamo un disperato bisogno di meraviglioso. Un ministero del meraviglioso maestri di meraviglioso a scuola fra il latino e la matematica due ore quotidiane di meraviglioso all’università una facoltà di meraviglioso. Dobbiamo diventare compagni di meraviglie. È il nostro petrolio, l’unica eccellenza il solo prodotto esportabile in tutto il mondo. La fantasia più pragmatica che esista: la nostra visionarietà. Sapere concretizzare i sogni. Un vento portatore di entusiasmo incantato deve irrompere nelle nostre città sventrate dalle sciocchezze ingorde del denaro disintossicare l’aria appesantita da una banalità soffocante liberarci da briganti e oracoli di mezza tacca trasformare questa peste del nulla con un contagio poetico e illuminato restituire agli...

Donne in Rinascita

Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi, dopo la catastrofe, dopo la caduta, che uno dice… è finita. No. Finita mai, per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina antiuomo che ti fa la morte o la malattia. Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina hai un esame peggio che a scuola… Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà, deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno e questo noviziato non finisce mai, e sei tu che lo fai durare. Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo, che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno si infiltri nella tua vita. Pegg...

Tango alla fine del mondo

Michele s’infilò nel fienile dall’architettura decaduta di una chiesa sconsacrata. Una zaffata di fieno umido e di letame gli penetrò nelle narici. Era l’afrore intimo e dolciastro della natura che partorisce incessante, al chiuso e in segreto, sterpaglie, insetti e germi invisibili: il sapore dolcissimo, eterno, che mantengono nella memoria i fichi più squisiti della giovinezza, abbandonati a macerarsi al sole, assaggiati e mai goduti fino in fondo. «Blanca?» Sprazzi di luce filtravano dalle tegole. «Dove ti sei nascosta?» Si affacciò sul piano di carico di un carro, ma conteneva solo un poncho smangiucchiato dai topi. Un tonfo lo fece trasalire: «Sei tu?». Il fienile proseguiva con un angolo a elle. Michele entrò nel secondo stanzone. Scoprì nella paglia una lunga scala d’appoggio, vittima del colpo di prima. Alzò gli occhi al soppalco. Un altro lampo da fine del mondo denunciò l’ombra del corpo femminile alla parete. Si era nascosta lassù, dietro un covone di fieno. I pioli della s...

Non si può

Non si può amare chi non ci ama. Non tanto perché sarebbe un gioco a perdere […] e neppure perché sia sciocco o vano: ciascuno si trastrulla come crede. Non si può amare chi non ci ama perché non ci sarebbe stata storia, e non si può pretendere da un narratore di scrivere un romanzo senza pagine. Se pure amarsi è assurdo, amare chi non ci ama è un conflitto unilaterale, senza vincitori o bottino, senza caduti né eroi. Diego Cugia - 24 Nero (Mondadori, 2009)

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