Uccidere l'ayatollah
Direi che mirare all'assassinio di un capo di Stato nemico, e rivendicarlo pubblicamente, come ha fatto Netanyahu con l'ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema della Repubblica Islamica d'Iran, sia un altro sviluppo originale delle abitudini contemporanee. Finora non si faceva, se non m'inganno, forse per una ragione di convenienza, o perché sembrava maleducato. E arrischiato, anche: se minaccio di uccidere il capo dei nemici, autorizzo i nemici a cercare di uccidermi. Infatti, un missile israeliano ha colpito nei paraggi della residenza ufficiale di Khamenei, e uno iraniano in quelli della dimora di Netanyahu, che si è riparato nel rifugio. In realtà il programma di bombardamenti israeliani non sembra aver avuto di mira Khamenei, dal momento che ha dimostrato di essere in grado di far fuori qualunque singolo personaggio. A meno che l'appetito sia venuto mangiando, e a quattro palmenti. Khamenei non è una figura grandiosa, crimini a parte, del firmamento sciita: piutt...