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Visualizzazione dei post con l'etichetta Michelangelo Antonioni

FramMenti

Se un albero cade nella foresta e non c’è nessuno ad ascoltare, non fa rumore: produce delle vibrazioni nell’aria che diventeranno un suono solo nel momento in cui incontreranno un apparato uditivo. Per quanto contro-intuitivo, il mondo non ha suoni finché non c’è qualcuno che ascolta, così come non ha colori finché non c’è qualcuno che guarda. Se però un albero cade nella foresta e non c’è nessuno ad ascoltare, ma c’è un microfono collegato a degli altoparlanti, fa rumore?   Blow-Up, lo sguardo sul mondo - Michelangelo Antonioni

Deserto Rosso

C’è una donna e c’è un bambino malato. La madre deve raccontare una favola al figlio, ma quelle che conosce lui le sa già tutte. Dunque deve inventarsene una nuova. Considerando la psicologia di Giuliana, mi sembra naturale che per lei questa storia diventi - inconsciamente - una fuga dalla realtà che la circonda, verso un mondo in cui i colori appartengono alla natura, in cui il mare è azzurro e la sabbia è rosa. Anche gli scogli prendono forma umana, l’abbracciano e cantano con dolcezza. Ricorda la scena in camera, con Corrado? Lei dice, appoggiata al muro: “Sai cosa vorrei? Tutti quelli che mi hanno amata… averli tutti qui, intorno a me, come un muro”. Ha bisogno che l’aiutino a vivere, perché ha paura di non farcela da sola. — Michelangelo Antonioni parla a Jean-Luc Godard di Deserto Rosso (dai Cahiers du Cinéma del novembre 1964)

Tante cose

“Cosa la diverte, nella vita?" Bé, ci sono tante cose. Intanto il cinema: andarlo a vedere. Trovo che sia uno spettacolo meraviglioso e io credo di essere un ottimo spettatore. Addirittura se un film è commovente, mi vengono le lacrime agli occhi, poi cosa mi diverte, che devo dire? Entriamo in cose intime. Mi piace fare l’amore, questo è chiaro. A volte anche - non mangio molto - ma qualche cibo buono mi diverte. Mi diverte stare con degli amici divertenti. A proposito di uomini e donne ho letto in un’intervista che lei comunque, anche solo per parlare, preferisce parlare con una donna e non con un uomo. Perché, questo l’ho detto molte volte, forse mi ripeto, ma perché secondo me la donna – ho proprio detto queste parole – è un filtro più sottile della realtà. La donna ha a che fare con il concepimento, con la gestazione, ha a che fare con la luna. Ha a che fare di più col mistero dell’uomo, quindi nel rapporto con un uomo porta tutto questo suo fascino che nell’innamorame...

La notte

Stamane tu dormivi ancora quando mi sono svegliato. A poco a poco uscendo dal sonno, ho sentito il tuo respiro leggero e attraverso i capelli che ti nascondevano il viso ho visto i tuoi occhi chiusi. Ho sentito la commozione che mi saliva dalla gola e avevo voglia di gridare e svegliarti perché la tua stanchezza era troppo profonda e mortale. Nella penombra la pelle della tue braccia e della tua gola era viva e io la sentivo tiepida e asciutta: volevo passarvi sopra le labbra ma il pensiero di poter turbare il tuo sonno e di averti ancora sveglia fra le mia braccia mi tratteneva. Preferivo averti così come una cosa che nessuno poteva togliermi perché ero il solo a possederla, una tua immagine per sempre. Oltre il tuo volto vedevo qualcosa di più puro, di più profondo in cui mi specchiavo: vedevo te in una dimensione che comprendeva tutto il mio tempo da vivere, tutti gli anni futuri e tutti quelli che ho vissuto prima di conoscerti, ma già preparato a incontrarti. Questo e...

La notte

[…] Oltre il tuo volto vedevo qualcosa di più puro, di più profondo in cui mi specchiavo: vedevo te in una dimensione che comprendeva tutto il mio tempo da vivere, tutti gli anni futuri e tutti quelli che ho vissuto prima di conoscerti, ma già preparato a incontrarti. Questo era il piccolo miracolo di un risveglio: sentire per la prima volta che mi appartenevi non solo in quel momento e che la notte si prolungava per sempre accanto a te, nel caldo del tuo sangue, dei tuoi pensieri, della tua volontà che si confondeva con la mai. Per un attimo ho capito quanto ti amavo, Lidia; è stata una sensazione così intensa che ne ho avuto gli occhi pieni di lacrime: era perché pensavo che questo non dovrebbe mai finire, che tutta la nostra vita doveva essere come il risveglio di stamane. Sentirti non mia, ma addirittura parte di me, una cosa che respira e che niente potrà distruggere se non la torbida indifferenza di un’abitudine, che vedo come l’unica minaccia. E poi ti sei svegliata e sorridend...

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