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Noam Chomsky sulla sua esperienza alla scuola superiore

Era frequentata dai ragazzi orientati a proseguire gli studi all'università, ma era il posto più insulso e ridicolo che avessi mai visto; è stato come precipitare in un buco nero. Per prima cosa, vigeva una competizione estrema tra gli studenti, che è il modo migliore per controllarli. C'era una graduatoria e tutti sapevano sempre esattamente a che livello erano: eri il terzo della classe e dovevi cercare di non diventare il quarto. Queste cose venivano inculcate in vari modi nella testa degli studenti, che dovevano sempre battere gli altri e guardarsi le spalle da chiunque. Tutto ciò però non era affatto necessario ai fini dell'apprendimento e io lo sapevo perché venivo da un'esperienza completamente opposta. Ma il ruolo istituzionale della scuola nella società, data la struttura del potere esterno in cui svolge la sua attività, è soprattutto quello di educare all'obbedienza e al conformismo, in modo che gli individui siano più facilmente controllabili e indottrina...

FramMenti

La gente comune confonde spesso l'anarchia con il caos e la violenza; non sa che il termine, che letteralmente significa ''senza governo'', non indica la vita senza regole, ma uno stato di cose, un ordine sociale assai organizzato, senza dominatori, senza principe. L'uso peggiorativo di questa parola non è forse una conseguenza diretta dell'idea per cui la libertà del popolo era ed è terrorizzante per chi detiene il potere?   Noam Chomsky

Ripensare e ricostruire

Da tutta questa situazione si possono ricavare diverse lezioni, soprattutto, sugli aspetti suicidi di un capitalismo incontrollato e sul danno aggiuntivo procurato dalla piaga neoliberista. La crisi mette in luce quanto sia pericoloso trasferire il processo decisionale a istituzioni private svincolate da qualsiasi controllo pubblico e mosse esclusivamente dall’avidità, che è il loro dovere solenne, come ci hanno spiegato Milton Friedman e altri luminari invocando le leggi dell’economia sana. [...] La crisi ci dà l’opportunità di ripensare e ricostruire il nostro mondo. I padroni stanno già impiegando tutte le loro energie in questa missione, e se non saranno contrastati e sopravanzati da forze popolari realmente impegnate, ci riaffacceremo su un mondo ben più deforme, un mondo che potrebbe non sopravvivere a lungo. Noam Chomsky, da un'intervista di C. J. Polychroniou del 10 aprile 2020.

Buonanotte del 18 aprile 2020

Comunque le si valuti, le teorie neoliberiste compromettono istruzione salute, aumentano le disuguaglianze e riducono le quote di reddito destinate ai lavoratori; di tali effetti non è possibile dubitare. — Noam Chomsky

Buonanotte del 16 settembre 2018

Se quello che la gente desidera e considera giusto viene bollato come politicamente irrealistico, di norma significa semplicemente che le grandi concentrazioni di potere e privilegio vi si oppongono. — Noam Chomsky, linguista, filosofo, storico della comunicazione e anarchico statunitense.

The Responsibility of Intellectuals

Il problema della responsabilità degli intellettuali è un doppio problema. C’è innanzitutto una domanda morale: Quale dovrebbe essere la loro responsabilità? E c’è una domanda descrittiva: Qual è la loro responsabilità? La loro responsabilità è quella di servire il potere ed è sempre stato così attraverso la Storia. La storia degli intellettuali è stata scritta dagli intellettuali, quindi è ovvio che ne escano con una buona immagine. Ma se guardate alla situazione attuale, in maniera chiara alle classi intellettuali e istruite, gli intellettuali che vengono accettati e rispettati quanto meno nel loro tempo sono quelli che hanno sostenuto i sistemi di potere ed è pressoché sempre così. E quando questo fatto viene sottolineato, come a volte capita di fare a me, provoca un’isteria assoluta tra gli intellettuali di sinistra… Come osi criticare?… Sono segni di una classe intellettuale che è fortemente indottrinata, che si considera libera, progressista, ma che nei fatti è a tal punto confo...

Noam Chomsky, “ecco 10 modi per capire tutte le menzogne che ci dicono”

Noam Chomsky, padre della creatività del linguaggio, definito dal New York Times “il più grande intellettuale vivente”, spiega attraverso dieci regole come sia possibile mistificare la realtà. La necessaria premessa è che i più grandi mezzi di comunicazione sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare solo determinati messaggi. 1) La strategia della distrazione, fondamentale, per le grandi lobby di potere, al fine di mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, così da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti in realtà insignificanti. Per esempio, l’esasperata concentrazione su alcuni fatti di cronaca (Bruno Vespa é un maestro). 2) Il principio del problema-soluzione-problema: si inventa a tavolino un problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Un esempio? Mettere in ansia la popolazione dando r...

Il sistema

E’ una delle grandi differenze tra il sistema di propaganda di uno stato totalitario e il modo in cui vanno le cose nelle società democratiche. Esagerando un po’, nei paesi totalitari lo stato decide la linea ufficiale e tutti la devono poi rispettare. Le società democratiche operano in modo diverso. La linea non è mai presentata come tale, ma solo sottintesa. Questo comporta il lavaggio del cervello delle persone che sono ancora in libertà. Anche i dibattiti appassionati dei media principali restano entro i limiti del comunemente accettato, delle regole implicite, che emarginano un gran numero di opinioni contrarie. Il sistema di controllo nelle società democratiche è estremamente efficace. Noi non notiamo la linea più di quanto si nota l’aria che respiriamo. A volte immaginiamo persino di assistere a dibattiti autenticamente vivaci. Il sistema di controllo è molto più potente rispetto a quello dei sistemi totalitari. Noam Chomsky

La fabbrica del consenso

L’anticomunismo è un utile strumento di mobilitazione del popolo contro un nemico e poiché si tratta di un concetto sfuggente, può essere usato contro chiunque invochi scelte politiche che minaccino gli interessi della proprietà o prefigurino una collaborazione con gli stati comunisti e con il loro radicalismo. Esso quindi è utile per chi intenda frammentare la sinistra e i movimenti sindacali, e rappresenta un efficace meccanismo di controllo politico. Edward S. Herman - Noam Chomsky

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