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FramMenti

 Tutti abbiamo udito la donnetta che dice: "oh, è terribile quel che fanno questi giovani a se stessi, secondo me la droga è una cosa tremenda." poi tu la guardi, la donna che parla in questo modo: è senza occhi, senza denti, senza cervello, senz'anima, senza culo, né bocca, né calore umano, né spirito, niente, solo un bastone, e ti chiedi come avran fatto a ridurla in quello stato i tè con i pasticcini e la chiesa.“   Charles Bukowski,

Il cuore che ride

L a tua vita è la tua vita, non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza. Stai in guardia. Ci sono delle uscite. Da qualche parte c’è luce. Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre. Stai in guardia. Gli dei ti offriranno delle occasioni. Riconoscile. Afferrale. Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte nella vita, qualche volta. E più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà. La tua vita è la tua vita. Sappilo finché ce l’hai. Tu sei meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te. Charles Bukowski

Umanità non l’hai mai avuta dall’inizio

I morti giungono correndo di sbieco con in mano una pubblicità del dentifricio. I morti sono ubriachi a capodanno, soddisfatti a natale, riconoscenti nel giorno del ringraziamento, annoiati il quattro di luglio, ozianti per la festa dei lavoratori. Confusi a pasqua, offuscati ai funerali, buffoni negli ospedali. Nervosi alla nascita. I morti comprano calze e calzoncini e cinture e tappeti e vasi e tavolini da caffè. I morti ballano con i morti, i morti dormono con i morti, i morti mangiano con i morti. Ai morti viene fame quando vedono teste di maiale. I morti s’arricchiscono i morti si fanno più morti, quei figli di puttana. Questo cimitero sopra la terra una tomba per la sporcizia. Io dico: umanità non l’hai mai avuta dall’inizio. Charles Bukowski

Pensieri

Non ho smesso di pensarti, vorrei tanto dirtelo. Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare, che mi manchi e che ti penso. Ma non ti cerco. Non ti scrivo neppure ciao. Non so come stai. E mi manca saperlo. Hai progetti? Hai sorriso oggi? Cos’hai sognato? Esci? Dove vai? Hai dei sogni? Hai mangiato? Mi piacerebbe riuscire a cercarti. Ma non ne ho la forza. E neanche tu ne hai. Ed allora restiamo ad aspettarci invano. E pensiamoci. E ricordami. E ricordati che ti penso, che non lo sai ma ti vivo ogni giorno, che scrivo di te. E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse. Ed io ti penso ma non ti cerco.   Charles Bukowski

Factotum

Successe dopo una giornata di dodici ore. Mi ero infilato la giacca, ero salito su dalla cantina, mi ero acceso una sigaretta e stavo andando giù per il corridoio verso l’uscita quando sentii la voce del capo: «Chinaski!». «Sì?». «Vieni un attimo dentro». Il capo stava fumando un lungo sigaro costoso. Sembrava tranquillo, riposato. «Questo è il mio amico Carson Gentry». Anche Carson Gentry fumava un lungo sigaro costoso. «Anche Mr. Gentry è uno scrittore. Gli piace molto scrivere. Gli ho detto che eri uno scrittore e ha detto che voleva conoscerti. Non ti dispiace, vero?». «No, non mi dispiace». Restarono entrambi seduti a guardarmi e a fumare il sigaro. Passarono sette minuti. Inalavano, esalavano, mi guardavano. «Vi dispiace se me ne vado?» chiesi. «No, no, vai pure», disse il capo. Tornavo sempre a piedi alla pensione, distava solo sei o sette isolati. Gli alberi lungo la strada erano tutti uguali: piccoli, contorti, gelati, senza foglie. Mi piacevano. Camminavo sotto la luna fredda...

FramMenti

Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media. Charles Bukowski

FramMenti

Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura. Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere. Sono educato. Faccio segno di si. Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno. Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l’anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali. Non importa. Il mio cervello si chiude. Ascolto. Rispondo. E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono.  (Charles Bukowski, "Hollywood")

E così vorresti fare lo scrittore?

Se non ti esplode dentro a dispetto di tutto, non farlo. A meno che non ti venga dritto dal cuore e dalla mente e dalla bocca e dalle viscere, non farlo. Se devi startene seduto per ore a fissare lo schermo del computer o curvo sulla macchina da scrivere alla ricerca delle parole, non farlo. Se lo fai solo per soldi o per fama, non farlo. Se lo fai perché vuoi delle donne nel letto, non farlo. Se devi startene lì a scrivere e riscrivere, non farlo. Se è già una fatica il solo pensiero di farlo, non farlo. Se stai cercando di scrivere come qualcun altro, lascia perdere. Se devi aspettare che ti esca come un ruggito, allora aspetta pazientemente. se non ti esce mai come un ruggito, fai qualcos’altro. Se prima devi leggerlo a tua moglie o alla tua ragazza o al tuo ragazzo o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno, non sei pronto. Non essere come tanti scrittori, non essere come tutte quelle migliaia di persone che si definiscono scrittori, non essere mo...

Bukowski

Poeta e scrittore statunitense di origine tedesca. Vissuto in America dall'età di tre anni, pubblica il suo primo racconto quand'è ancora molto giovane, ma rimarrà a lungo nell’ombra, dopo quella prima prova, svolgendo nel frattempo mille lavori per sopravvivere, e conducendo una vita disordinata e drammatica. I suoi racconti, così come d'altra parte anche romanzi e poesie, muovono quasi sempre da uno spunto autobiografico. La vita di Bukowski è stata segnata dall'alcolismo, da una grande promiscuità sessuale (che nei suoi libri è descritta realisticamente e senza eufemismi) e da molte difficoltà relazionali con le donne e gli uomini con i quali ha a che fare. La corrente letteraria a cui spesso viene associato è quella del cosiddetto realismo sporco, ma è forse corretto dire che Bukowski è un autore sui generis, e anzi decisamente refrattario a farsi inserire d'ufficio in una qualsiasi scuola o corrente. Negli anni Settanta conosce finalmente un grande successo com...

Ovatta

Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore.  La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori.  Muti idioti.  Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po’ dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità.  C'è rimasto ben poco che possa morire.  (Charles Bukowski)

Sofia

Cara Sofia,  Sto amando un’altra donna e la sto amando con tutta quella serenità che tu non mi hai mai concesso, ora capisco che l’amore è questo, mettere in fila giorni di felicità non per forza conquistata con continue lotte. Lei è bellissima e coerente, la magia della coerenza è così stupefacente che non saprei descrivertela, a te quest’incantesimo non è mai riuscito. Sto bene, lei ha preso in mano la mia vita e la mia testa e ha fatto combaciare ogni cosa, ha dato un senso e un ordine alla mia casa, è stata il posto in cui mi sono salvato. Ci sono giorni di sole e tutti mi dicono che sono una persona nuova e anche io mi sento come se potessi mangiare le nuvole. Esco prima dal lavoro perché a volte mi manca troppo e ho bisogno di vederla, ci vediamo tutti i giorni ma solo quando sono con lei non penso a niente e credo di poter salvare il mondo quindi capiscimi perché ogni volta corro per abbracciarla il prima possibile. Non ti amo più e non mi ami più ma io ti scrivo perché quan...

FramMenti

Era vero che non avevo molte ambizioni, ma dovrebbe esserci un posto per le persone senza ambizione, intendo un posto migliore di quello che di solito gli viene riservato. Come diavolo può piacere a un uomo essere svegliato alle 6:30 da una sveglia, saltare fuori dal letto, vestirsi, nutrirsi forzatamente, cagare, pisciare, lavarsi i denti e i capelli e combattere il traffico per arrivare in un posto dove essenzialmente dovrai fare molti soldi per qualcun altro e ti chiederanno di essere grato per avere l'opportunità di farlo?  Charles Bukowski, Factotum

FramMenti

“Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura. Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere. Sono educato. Faccio segno di si. Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno. Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l’anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali. Non importa. Il mio cervello si chiude. Ascolto. Rispondo. E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono.”  (Charles Bukowski, “Hollywood”)

FramMenti

La tristezza è causata dall'intelligenza. Più comprendi certe cose, e più vorresti non comprenderle.  Charles Bukowski (dal sito Charles Bukowski)

FramMenti

 "Se ti senti male, guarda solo i gatti. Ti sentirai meglio perché sanno che tutto è esattamente come è. Non c'è niente di cui essere entusiasti. Lo sanno e basta. Sono salvatori. Più gatti hai, più a lungo vivi. Se hai 100 gatti, vivrai dieci volte di più che se ne hai 10. Un giorno, questo sarà rivelato e la gente avrà mille gatti e vivrà per sempre."  Charles Bukowski

FramMenti

Chi sceglie di perderti è perché non ha avuto il coraggio di viverti.  Charles Bukowski

FramMenti

La poesia qualcosa vale, credetemi. Impedisce di impazzire del tutto. — Charles Bukowski

Come quelle macchie di inchiostro

Succede che una mattina ti svegli e vedi che fuori non piove più e allora ti chiedi – beh? Che è successo? Ecco, quella mattina successe a me che da tanto tempo non amavo, ma non per chissà quale motivo, non amavo e manco io sapevo il motivo preciso, ma forse sì che lo sapevo: che senso poteva avere per me l’amare se non amare che te? Quella mattina io avevo una gran voglia di dirti – ti amo -, almeno credo. Quanto mi manchi amore mio. Certo, io lo sapevo già dentro di me di questa cosa che mi manchi ma l’ho capita bene solo quando fuori ha smesso di piovere e a me mi giocava il cuore. È che prima avevo la scusa per non vedere il sole, pioveva, mica era colpa mia, ma le nuvole ora sono andate via portandosi dietro tutte le scuse. Ok, tu non ci sei, ok, ma va bene, va bene anche se va male, va bene perché io ti amo lo stesso. C’è come un diario che ho chiuso nel petto, sento che devo tirarlo fuori e devo farlo senza schemi se non gli schemi che mi porto nel cuore. Ah! Mannaggia mannaggi...

Factotum

L’autobus correva lungo una striscia di cemento molto stretta a pelo dell’acqua senza parapetto, niente; tutto lì. L’autista si appoggiava allo schienale e passava rombando su quella stretta striscia di cemento circondata dall’acqua e tutti i passeggeri dell’autobus, venticinque o quaranta o cinquantadue persone si fidavano di lui, ma io no. Ogni tanto c’era un nuovo autista e io pensavo, come li scelgono, questi figli di puttana? L’acqua è profonda su tutt’e due i lati e basta un piccolo errore per andare tutti al creatore. Era ridicolo. Mettiamo che quella mattina avesse litigato con la moglie. O che avesse il cancro. O che vedesse la Madonna. O che avesse i denti cariati. Qualunque cosa. Bastava un niente. Avrebbe potuto impazzire. Buttarci tutti di sotto. Sapevo che se ci fossi stato io, al suo posto, avrei preso in considerazione la possibilità di trascinare tutti in acqua. Mi sarebbe piaciuto. e qualche volta, dopo considerazioni del genere, la possibilità diventa realtà. Per og...

Charles Bukowski

Poeta e scrittore statunitense di origine tedesca. Vissuto in America dall'età di tre anni, pubblica il suo primo racconto quand'è ancora molto giovane, ma rimarrà a lungo nell’ombra, dopo quella prima prova, svolgendo nel frattempo mille lavori per sopravvivere, e conducendo una vita disordinata e drammatica. I suoi racconti, così come d'altra parte anche romanzi e poesie, muovono quasi sempre da uno spunto autobiografico. La vita di Bukowski è stata segnata dall'alcolismo, da una grande promiscuità sessuale (che nei suoi libri è descritta realisticamente e senza eufemismi) e da molte difficoltà relazionali con le donne e gli uomini con i quali ha a che fare. La corrente letteraria a cui spesso viene associato è quella del cosiddetto realismo sporco, ma è forse corretto dire che Bukowski è un autore sui generis, e anzi decisamente refrattario a farsi inserire d'ufficio in una qualsiasi scuola o corrente. Negli anni Settanta conosce finalmente un grande successo co...

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