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Il balordo

Il Bordigoni uscì invece di camera la mattina dopo, verso le undici, coi pantaloni completamente sbottonati. Lo aspettava il Comitato, nel salotto dove era preparata la prima colazione che gli fu servita dalle figlie del Cacciamali. Quando fu pronto, il presidente lo avverti con discrezione della incompletezza del suo abbigliamento, poi gli disse: "Le autorità la aspettano in Municipio. Tutta la cittadinanza vuole dimostrarle la gioia che prova nel rivederla qui, dove ha goduto tanta stima nel popolo e dove un regime per fortuna scomparso, le ha fatto patire una grande ingiustizia." Il Bordigoni si alzò e si tenne eretto, quasi sull'attenti, come quando sul podio voleva richiamare l'attenzione dei suonatori; poi dondolò un poco la testa e si avviò. Usciti di casa trovarono un gruppo di cittadini che sostava da un paio d'ore nella piazza e che subito diede voce ad altri più lontani. Una folla, come la sera prima, segui il Bordigoni che camminò staccato dal...

Piero Chiara

Il 23 marzo del 1913, nasce a Luino, Piero Chiara Prima che l'estate finisse le tre sorelle tennero consulto fra loro e Ginevra fu messa al corrente, con le dovute maniere, della situazione reale. Non senza difficoltà, perché le erano ignoti i rapporti amorosi da qualunque genere. Non ne aveva mai sentito il bisogno e li considerava inesistenti. (Il balordo, Premio Bagutta 1968)

Piero Chiara

Il 23 marzo del 1913, nasce a Luino (Varese) Piero Chiara A Fortunata non era consentito neppure di essere vedova da sola; come aveva diviso la vita coniugale così doveva spartire la vedovanza non soltanto nello schermo della gente, ma dentro casa e nel suo stesso sangue. Per fortuna non era l'unica a soffrire. (La spartizione, Selezione Campiello 1964)

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