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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2019

Buonanotte del 31 gennaio 2019

La disperazione di Pinocchio è ridicola, ma è perfetta. Egli viene continuamente rifiutato, e infine nuovamente accolto; ma nel momento in cui viene accolto, egli fugge di nuovo. Egli deve perdersi per essere trovato, deve essere trovato per perdersi. Egli ama colui o colei che gli dà la disperazione; infatti, la disperazione è l’unità di misura della necessità di un rapporto. Si può dire, semplicemente, che egli ha bisogno, è un mendicante di disperazione.
Giorgio Manganelli

L’amante

La storia della mia vita non esiste. Proprio non esiste. Non c’è mai un centro, non c’è un percorso, una linea. Ci sono vaste zone dove sembra che ci fosse qualcuno, ma non è vero, non c’era nessuno. La storia di una piccola parte della mia giovinezza l’ho già più o meno scritta, insomma l’ho lasciata intravedere, intendo la parte di cui parlo, quella dell’attraversamento del fiume. Ora faccio qualcosa di diverso e di uguale. Prima ho parlato dei periodi limpidi, chiari. Ora parlo dei periodi nascosti di questa stessa giovinezza, di fatti, sentimenti, eventi che avevo dissimulato. Ho cominciato a scrivere in un ambiente in cui dovevo farlo con pudore. Scrivere, allora, era ancora un impegno morale. Adesso scrivere sembra che spesso non sia più niente. Talvolta me ne rendo conto: scrivere, o è mescolare tutto in un viaggio che ha per destinazione la vanità e il vento, o non è niente; o si mescola tutti in un’unità per sua natura indefinibile, o si fa soltanto della pubblicità. Ma molt…

Buonanotte del 30 gennaio 2019

Il fascismo si è presentato come l'anti partito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo ad una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odi, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano.
Antonio Gramsci

Il 16 maggio 1973

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Una delle tante date
Che non mi dicono più nulla.

Dove sono andata quel giorno,
che cosa ho fatto – non lo so.

Se lì vicino fosse stato commesso un delitto
- non avrei un alibi.

Il sole sfolgorò e si spense
Senza che ci facessi caso.
La terra ruotò
e non ne presi nota.

Mi sarebbe più lieve pensare
Di essere morta per poco,
piuttosto che ammettere di non ricordare nulla
benché sia vissuta senza interruzioni.

Non ero un fantasma, dopotutto,
respiravo, mangiavo,
si sentiva
il rumore dei miei passi,
e le impronte delle mie dita
dovevano restare sulle maniglie.

Lo specchio rifletteva la mia immagine.
Indossavo qualcosa d'un qualche colore.
Certamente più d'uno mi vide.

Forse quel giorno
Trovai una cosa andata perduta.
Forse ne persi una trovata poi.

Ero colma di emozioni e impressioni.
Adesso tutto questo è come
Tanti puntini tra parentesi.

Dove mi ero rintanata,
dove mi ero cacciata –
niente male come scherzetto
perdermi di vista così.

Scuoto la mia memoria –
Forse tra i suoi ram…

Buonanotte del 29 gennaio 2019

Il fatto è che certe cose le puoi dire solo a chi sai che le può capire. Che è anche il motivo per cui parliamo così poco di quello che ci importa davvero. Alla fine, trovare qualcuno con cui parlare è difficile, sì, ma non è quella la cosa più difficile. Il difficile è trovare chi ti sappia fare le domande giuste, quelle per cui hai la risposta lì da anni senza neanche saperlo.
— “Eppure cadiamo felici" - Enrico Galiano

La nostalgia ferita

‪Nella nostalgia non risuona la climax emozionale acuta e dolorosa, univoca e radicale, che si avverte invece nel rimpianto.‬ ‪Si rimpiange qualcosa, una persona, o un’esperienza umana, che ha consegnato un senso alla nostra vita, nella consapevolezza che l’una e l’altra siano per sempre perdute, sentendoci responsabili di quello che è avvenuto.‬ ‪Nel rimpianto c’è un ricordare piangendo, si rimpiange qualcosa che non c’è più e nella nostalgia invece non si spegne l’attesa, la speranza, che le cose perdute abbiano ancora un senso.‬ ‪Nel rimpianto ci si sente dolorosamente colpevoli e responsabili delle cose perdute, e non ci sono mai le increspature talora elegiache della nostalgia che ci fa guardare all’esperienze del passato come a esperienze che continuano a vivere nel cuore e nella memoria, e che rimarginano le ferite del presente, aiutandoci a resistere all’assenza di persone e di luoghi che abbiamo amato.‬ ‪Cosa impossibile nel rimpianto, nel quale il passato è rivissuto nella …

Buonanotte del 28 gennaio 2019

La mia fantasia non saprà mai concepire la ristrettezza della morte. A confronto di questa infima misura, diventano signorie sconfinate non dico l’esistenza di un misero prigioniero dentro una cella, ma perfino quella di un riccio attaccato alla scoglio, perfino quella di una tignola! La morte è un’irrealtà insensata, che non significa niente, e vorrebbe intorbidare la chiarezza meravigliosa della realtà.
— Elsa Morante, L’isola di Arturo

I piccoli maestri

“Otto settembre vuol dire nove, o anche dieci. Le istruzioni erano di guastare e rompere le armi, ciascun reparto per conto suo. Sotto l’occhio dei sergenti si prende il fucile 91 per la canna, si sceglie una grossa pietra, e si mena una botta a tutta forza. Il calcio si scheggia, ma il fucile c’è ancora, in buono stato, salvo la scheggiatura sul calcio. Riprovare allora, a botte furibonde, anarchiche, gridando scompostamente «Savoia!» a ogni botta. Facevamo un cerchio, e tutti spaccavano. Spacca, spacca! Si sentiva che la cosa era sbagliata, pure la soddisfazione era enorme. Peccato che da pestare coi calci dei lunghi fucili avessimo solo gli onesti macigni. Fu la mezz’ora più sentita della guerra.”
(Luigi Meneghello)

Buonanotte del 27 gennaio 2019

La scrittura è una lunga introspezione, è un viaggio verso le caverne più oscure della coscienza, una lenta meditazione. Scrivo a tentoni nel silenzio e nel cammino scopro particelle di verità, piccoli cristalli che stanno nel palmo di una mano e giustificano il mio passaggio per questo mondo.
— Isabel Allende, Paula

Lettere

1 - Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto.  2 - Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata. Dunque, Lucilio caro, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Tra un rinvio e l’altro la vita se ne va.  3 - Niente…

Buonanotte del 26 gennaio 2019

L'opera d'arte non deve porre dinanzi all'intuizione un contenuto nella sua universalità come tale, ma deve porre questa universalità semplicemente come individualizzata, sensibilmente singolarizzata. Se l'opera d'arte non parte da questo principio, ma mette in rilievo l'universalità con il fine di un astratto insegnamento, l'immagine ed il sensibile sono solo un ornamento esteriore e superfluo e l'opera d'arte è qualcosa d'in sé spezzato, in cui forma e contenuto non appaiono più come concresciuti l'uno nell'altra.
Georg Wilhelm Friedrich Hegel, “Estetica”

Manolis Anagnostakis

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Ogni mattina

Ogni mattina
Cancelliamo i sogni
Con cautela costruiamo i discorsi
Le nostre vesti sono un nido di ferro.
Ogni mattina
Salutiamo gli amici di ieri
Le notti si dilatano come fisarmoniche
– Suoni, rimpianti, baci perduti
La mia infanzia è piena di canneti.
Ho speso molto vento per diventare adulto.
Ma solo così ho imparato
a distinguere i fruscii più impercettibili,
a parlare con precisione nei misteri.

Manolis Anagnostakis

Buonanotte del 25 gennaio 2019

Disse che il mondo poteva solo essere conosciuto per come esisteva nel cuore degli uomini. Perché per quanto sembrasse un luogo che conteneva degli uomini, in realtà era un luogo contenuto nei loro cuori e quindi per conoscerlo era lì che bisognava guardare, e imparare a conoscere quei cuori e per far ciò si doveva vivere con gli uomini e non limitarsi a passare in mezzo ad essi.
— Cormac McCarthy, Oltre il confine

Dividi et Impera

Ormai l’informazione non è informazione ma un semplice modo per cercare di manipolare le opinioni della massa… e ci riescono benissimo! Ogni giorno tirano fuori un argomento (immigrazione, vaccini, grandi opere, lavoro etc etc…) per cercare di dividere l’opinione della gente. Tutti battagliano su questo e su quello convinti di fare la differenza, sentendosi importanti, ma non si accorgono che lo scopo è proprio quello di creare dissidi e discussioni. Un popolo diviso da mere opinioni è un popolo che perde di vista il buon senso e la realtà. Non è infatti tutto o bianco o nero, ogni argomentazione ha molte sfumature, tutte degne di approfondimento e riflessione, alla ricerca di ciò che è realmente più giusto. Questa era la tecnica di guerra degli antichi romani, Dividi et Impera, ed ancora funziona. Quello che mi consola è che, se pur tutto questo c’è ormai da decenni, ora in molti si stanno rendendo conto che l’informazione non è neutra e questo è già qualcosa. Speriamo che presto in…

Buonanotte del 24 gennaio 2019

La sua lotta con le parole era quanto mai tormentosa, e per due motivi. Uno l'aveva in comune con scrittori del suo genere: il bisogno di colmare l'abisso tra espressione e pensiero; la sensazione esasperante che le parole giuste, le parole uniche, aspettano sulla riva opposta, nella lontananza caliginosa, mentre i brividi del pensiero ancora ignudo le invocavano da questa parte dell'abisso.
— Vladimir Nabokov, La vera vita di Sebastian Knight

La lettera scarlatta

È un curioso tema di osservazione e di indagine se l'odio e l'amore non siano, in fondo, la stessa cosa. Ciascuno dei due, al limite estremo del suo sviluppo, presuppone un alto livello di intimità e di conoscenza del cuore; ciascuno dei due fa si che un individuo dipenda da un altro per nutrire i suoi affetti e la sua vita spirituale; ciascuno dei due rende miserabile e desolato l'amante appassionato, o il non meno appassionato nemico, se gli viene a mancare l'oggetto. Da un punto di vista filosofico perciò le due passioni sembrano la stessa nell'essenza, soltanto che una viene vista in una luce celestiale e l'altra in un bagliore fosco e sinistro.
— Nathaniel Hawthorne

Buonanotte del 23 gennaio 2019

L’odio può essere un sentimento profondamente stimolante. Il mondo diventa meno spaventoso e più facile da capire se si divide tutto in amici e nemici, noi e gli altri, buoni e cattivi. Il modo più facile per unire un gruppo non è l’amore, perché l’amore è difficile, pone delle condizioni. L’odio è semplice.
— La città degli orsi - Fredrik Backman

Tutto

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Tutto -
una parola sfrontata e gonfia di boria.
Andrebbe scritta fra virgolette.
Finge di non tralasciare nulla,
di concentrare, includere, contenere e avere.
E invece è soltanto
un brandello di bufera.

Wisława Szymborska

Buonanotte del 22 gennaio 2019

Ho sperato tanto nelle parole e ho bussato tanto dentro le parole, ho anche spalancato le parole, fracassato le parole, accarezzato le parole. La parola è in via d’estinzione, penso che dovremmo svegliarci e accorgercene che tra le tante cose del nostro pianeta che stanno morendo ci sono anche le parole, e averne tanta cura, coltivare una vera passione per le parole che ancora possono raggiungere l’altro. Le parole sono un ponte tra io e tu, e spesso servono invece per dividere.
Chandra Livia Candiani

Coincidenza

Che poi non è vero che la vita è una baraonda incoerente: ci sono delle ragioni, per tutto quello che ci accade, anche per le nostre delusioni. Ma pensare di rimettere le cose a posto è un'illusione. La letteratura è un elemento di contaminazione, di scompiglio. Altrimenti non si spiega perché l'abbiano sempre perseguitata. […] È la grande sabotatrice di qualsiasi ordine costituito. Non c'è dittatore che non ne abbia avuto paura. Perché la letteratura mette in discussione tutto, a partire da chi scrive e da chi legge. Per conto mio, ho sempre amato gli scrittori che, da Cervantes in su, al caos hanno risposto con il caos, all'ingiustizia con la follia. Don Chisciotte ci ricorderà in eterno che leggere è un'azione sovversiva, una protesta permanente contro l'infelicità e l'ingiustizia.
— F. Stassi, Ogni coincidenza ha un’anima, Palermo 2018, pp. 162-163

Buonanotte del 21 gennaio 2019

Cosa stai facendo per te? Hai cura dei tuoi pensieri e delle tue emozioni? Ti fermi mai a chiederti se vivi la vita che desideri? Cammini mai a piedi nudi sull’erba, guardando le nuvole in alto nel cielo? Lo guardi il mondo in cui vivi, o hai smesso di esplorare e scoprire? Ridi? Ti emozioni ancora o corri tra le pieghe dei tuoi impegni fino a sera, sfinita, per poi ricominciare? La vita non è una corsa.
(Oscar Travino, Sette secondi)

Carte truccate

Nell’ultimo quarto di secolo la popolazione migrante del mondo è raddoppiata. Oggi duecentocinquanta milioni di persone vivono in un paese diverso da quello in cui sono nate: un essere umano su ventotto. Se i migranti fossero una nazione, sarebbero il quinto paese più popoloso del mondo. E non è che l’inizio: guerre, disuguaglianze e cambiamenti climatici faranno della migrazione di massa il fenomeno umano più significativo del XXI secolo. I paesi ricchi si lamentano a gran voce per la migrazione da quelli poveri. Ma le carte sono state truccate: prima ci avete colonizzato, derubato dei nostri beni e impedito di sviluppare le nostre attività economiche. Poi ci avete fatto venire da voi come «lavoratori ospiti» (forse non sapete cosa significa la parola «ospite» nelle nostre culture), ma ci avete vietato di portare con noi mogli e figli. Poi, dopo aver costruito le vostre economie sulle nostre materie prime e sulla nostra forza lavoro, dopo aver fatto di noi quel che vi pareva, ci ave…

Buonanotte del 20 gennaio 2019

Non proviamo più soddisfazione a compiere il nostro dovere, i nostri doveri… Compierli ci è indifferente. Restiamo male lo stesso. E io credo che sia proprio per questo… Perché sono doveri troppo vecchi, troppo vecchi e divenuti troppo facili, senza più significato per la coscienza.
— Elio Vittorini, Conversazione in Sicilia

Lo dico al mondo

Non sono sempre stato buono con lei, anzi, di solito ero un figlio di puttana. La amavo tanto e non sapevo cosa fare. Invece di darle ciò che sentivo, di colmarla di quell’amore aspro, me lo inghiottivo. È una cosa che non riesco ancora a capire: il suo amore mi arrivava senza problemi, il mio invece non fluiva verso di lei. Credo che il suo amore reprimesse il mio. Lei e il suo amore formavano una sostanza densa in cui il mio amore e io rimanevamo impantanati, allora diventavamo una furia e lei non riusciva a capirlo. L’ho trattata male molte volte perché ero disperato ma l’amavo più della mia vita e quando se n’è andata la mia vita si è spenta.
Quando ho saputo che l’avevo perduta per sempre sono impazzito. Prima che sia trascorso un secondo sarai morto centomila volte, dice un versetto del Corano e io ho dovuto viverlo. Non aveva smesso di amarmi ma il suo amore era malato e non sopportava la mia presenza. Ho visto tutto il dolore nei suoi occhi, tutti i miei tradimenti e le mia b…

Buonanotte del 19 gennaio 2019

Per essere una società che dichiara in continuazione di non voler fare discriminazioni in base al sesso, trascorriamo una quantità inaudita di tempo a definire quali siano esattamente queste discriminazioni.
— Cose che mio figlio deve sapere sul mondo, F. Backman

Rafael Alberti

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Secondo ricordo

Anche prima,
molto prima della rivolta delle ombre,
e che nel mondo cadessero piume incendiate
e un uccello potesse essere ucciso da un giglio.

Prima,
prima che tu mi domandassi
il numero e il sito del mio corpo.

Assai prima del corpo.

Nell'epoca dell'anima.

Quando tu apristi nella fronte non coronata, del cielo,
la prima dinastia del sogno.

Allorché,
contemplandomi nel nulla,
inventasti la prima parola.

Allora,
il nostro incontro

Rafael Alberti

Buonanotte del 18 gennaio 2019

Silenzio prima di nascere, silenzio dopo la morte, la vita è puro rumore fra due insondabili silenzi.

— Isabel Allende, Paula

L’ombra del vento

La gente non è cattiva, mia cara. È idiota, il che è ben diverso. La malvagità presuppone un certo spessore morale, forza di volontà e intelligenza. L’idiota invece non si sofferma a ragionare, obbedisce all’istinto, come un animale nella stalla, convinto di agire in nome del bene e di avere sempre ragione. Si sente orgoglioso in quanto può rompere le palle, con licenza parlando, a tutti coloro che considera diversi, per il colore della pelle, perché hanno altre opinioni, perché parlano un’altra lingua, perché non sono nati nel suo paese o perché non approva il loro modo di divertirsi. Nel mondo c’è bisogno di più gente cattiva e di meno rimbambiti.
Carlos Ruiz Zafón

Buonanotte del 17 gennaio 2019

Accade sovente, in questi tempi, di ascoltare gente che dice di vergognarsi di essere italiana. In realtà abbiamo buone ragioni di vergognarci: prima fra tutte, il non essere stati capaci di esprimere una classe politica che ci rappresenti.
— Primo Levi

Solo così

So ben poco. Ciò che mi hanno insegnato e le mie esperienze personali bastano appena per un pugno di verità. Le ripeto tra la gente che in apparenza la pensa come me, e le colloco tra me e gli altri come uno steccato, dietro cui i miei pensieri particolari si muovono al sicuro. Non temo di parlare in pubblico, ma definire le cose in quanto tali, esattamente, esige forza. Devi essere aperto come una ferita, perché il vero nome delle cose è nascosto sotto il primo, il secondo e il terzo strato delle parole o ancora più in fondo. Non è possibile scavare di continuo nel proprio intimo senza conseguenze durature e inoltre è perfino inutile guidare teste che corrono a vuoto e forestieri, giunti da lontano, attraverso una miniera, ricca di metalli che nemmeno apprezzano. Soltanto per non dimenticare chi sono, e per coloro che senza questo alimento non riescono a vivere, penetro spontaneamente come il simbolico pellicano nel mio cuore tenebroso. Così intendo questo mondo. E non so vivere div…

Buonanotte del 16 gennaio 2019

È così che va a finire, Aprilina. La felicità di quei due non è durata a lungo, ma ne è valsa la pena, come del resto noi due, che a questo mondo ci siamo visti così poco, e invece vede, io sono come se Lei fosse sempre accanto a me. I fili invisibili, i fili invisibili, i fili invisibili? Ma cosa saremmo noi se non ci fossero questi fili invisibili?
— Bohumil Hrabal, Paure totali

Pi greco

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È degno di ammirazione il Pi greco
tre virgola uno quattro uno.
Anche tutte le sue cifre successive sono iniziali,
cinque nove due, poiché non finisce mai.
Non si lascia abbracciare sei cinque tre cinque dallo sguardo,
otto nove, dal calcolo,
sette nove dall'immaginazione,
e nemmeno tre due tre otto dallo scherzo, ossia dal paragone
quattro sei con qualsiasi cosa
due sei quattro tre al mondo.
Il serpente più lungo della terra dopo vari metri si interrompe.
Lo stesso, anche se un po' dopo, fanno i serpenti delle fiabe.
Il corteo di cifre che compongono il Pi greco
non si ferma sul bordo del foglio,
è capace di srotolarsi sul tavolo, nell'aria,
attraverso il muro, la foglia, il nido, le nuvole,
diritto fino al cielo, per quanto è gonfio e senza fondo il cielo,
per quanto è gonfio e smisurato il cielo.
Quanto è corta la treccia della cometa, proprio un codino!
Com'è tenue il raggio della stella, che si curva a ogni spazio!
E invece qui due tre quindici trecentodiciannove
il mi…

Laura Riding

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Il 16 gennaio del 1901, nasce a New York, la poetessa e scrittrice americana Laura Riding


Non ci può essere niente di equivalente alla verità [...] per un poeta il semplice fatto di comporre un poema sembra la soluzione per risolvere il problema della verità... ma solo un problema d'arte può trovare la sua soluzione nell'arte.

Buonanotte del 15 gennaio 2019

Non hai diritto alla tua opinione.
Hai diritto alla tua opinione informata. Nessuno ha il diritto di essere ignorante.

— Harlan Ellison

Oltre il muro

A Fiesole, nel chiostro di San Francesco, un cortiletto cinto da arcate e traboccante di fiori rossi di sole, di api gialle e nere. In un angolo un annaffiatoio verde. Ovunque un ronzio di mosche. Arso dal caldo, il piccolo giardino fuma dolcemente. Siedo per terra, penso ai quei francescani di cui poco fa ho visto le celle e di cui ora comprendo le fonti di ispirazione, e sento che, se hanno ragione, hanno ragione con me. Oltre il muro cui sono appoggiato c’è, lo so, la collina che scende verso la città, e tutta Firenze si offre con i suoi cipressi. E questo splendore della natura è la giustificazione di quegli uomini. Io pongo tutto il mio orgoglio nel credere che sia anche la mia, di tutti gli uomini della mia razza, i quali sanno che l’estremo della povertà si confonde sempre col lusso e la ricchezza del mondo. Se si spogliano, lo fanno per una vita più grande (non per un’altra). È il solo significato che posso attribuire al termine «denudamento». «Essere nudi» è espressione che …

Buonanotte del 14 gennaio 2019

La stanchezza nelle gambe mi fece capire che camminavo da varie ore in una qualche direzione, ma senza un itinerario ben definito, o forse sì, ne avevo uno, casuale, che sebbene non mi portasse da nessuna parte mi allontanava sempre di più dai miei pensieri.
— Luis Sepùlveda, Diario di un killer sentimentale

Lumaca

La lumaca che voleva conoscere i motivi della lentezza non aveva un nome, come del resto non lo avevano le altre lumache, e questo la preoccupava molto. Le sembrava ingiusto non avere un nome, e quando una delle lumache più vecchie le domandava perché ci tenesse tanto, lei rispondeva come loro a bassa voce: «Perché il calicanto si chiama così, calicanto, e perciò quando piove, per esempio, diciamo che andiamo a rifugiarci sotto le foglie di calicanto. Anche il saporito dente di leone si chiama così, dente di leone, e perciò quando diciamo che andiamo a mangiare delle foglie di dente di leone non ci sbagliamo e non mangiamo ortiche». Ma gli argomenti della lumaca che voleva conoscere i motivi della lentezza non risvegliavano grande interesse nelle altre lumache.
— Luis Sepúlveda, Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza

Buonanotte del 13 gennaio 2019

Non mi piacciono i detentori di verità, chiunque essi siano. Mi scocciano e al tempo stesso mi fanno paura. Sono (fanaticamente) antifanatico.
Luis Buñuel

L’ordine del tempo

Ma si può descrivere il cambiamento continuo che avviene nel mondo elementare dei quanti senza ricorrere al tempo? Sì, si può. Lo si fa scegliendo variabili che si possono osservare e misurando come cambiano le une rispetto alle altre: Non c’è nulla di misterioso nell’assenza. È solo la conseguenza del fatto che a livello fondamentale non esiste una variabile speciale. Le cose cambiano, le une rispetto alle altre, come accadono i fatti del mondo gli uni in relazione agli altri. Tutto qui.
Il tempo, come comunemente lo intendiamo, non è una caratteristica di base del mondo, una sua proprietà intrinseca, ma è una sorta di complicata sovrastruttura che informa la nostra esperienza della realtà, una sovrastruttura che ha a che fare con il fatto che le nostre interazioni con il mondo fisico avvengono a livello macroscopico, tagliando il mondo a grosse fette.
Ciò che è proprio, invece, della natura profonda del mondo è il cambiamento continuo di ogni relazione: la realtà fisica che la nost…

Buonanotte del 12 gennaio 2019

“Non mi sono mai piaciute le persone rumorose, quelle con cui non potrò mai sedermi sulla sabbia ad ascoltare il mare, quelle che riescono ad ascoltare solo la propria voce. Mi sono sempre piaciute le persone silenziose, che a differenza del mondo non fanno rumore, come se sapessero che alcuni nella testa hanno già troppo casino da sopportare.”
- vikarak

Rose Ausländer

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Il cielo

Ha dismesso le sue maschere
Nuvole notturne impediscono
Alle stelle
Di vedere
La sorella terra

Lui sogna
che il suo nero infinito
porti il lutto per il sole
sogna gli uomini sulla terra
che lo sognano azzurro

Nel buio impenetrabile
conta le sue abitazioni
devono essere sette
ma non è così
infinitamente di più

Lui conta all’infinito.

Rose Ausländer (traduzione di Anna Maria Curci)

Buonanotte del 11 gennaio 2019

E’ sicuramente un istinto presente nella nostra biologia, nella nostra natura, ossia la lotta per la sopravvivenza di cui parlava Darwin, la lotta per la difesa del territorio. Ma tipico dell’uomo non è solo la biologia ma la cultura. E la cultura dovrebbe essere quella condizione in cui rispettiamo gli altri e riusciamo a frenare un istinto. Il problema è: come mai la cultura che caratterizza l’uomo e consiste nel controllo delle pulsioni non c’è più?
— V. Andreoli

Sulla bellezza

“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima; e ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione, ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.
Da “I cento passi” di Marco Tullio Giordana (2000), il discorso sulla bellezza di Peppino Impastato

Buonanotte del 10 gennaio 2019

…bisogna aver sempre presente la meta da raggiungere e che la vittoria ottenuta dopo un’intera vita di laboriosa fatica vale più di un facile successo. Chiunque viva sinceramente e affronti senza piegarsi dolori e delusioni è assai più degno di chi ha sempre avuto il vento favorevole, non conoscendo altro che una relativa prosperità.
— Vincent Van Gogh, Lettere a Theo

Uno, nessuno e centomila

Nessun nome. Nessun ricordo oggi del nome di jeri; del nome d’oggi, domani. Se il nome è la cosa; se un nome è in noi il concetto d’ogni cosa posta fuori di noi; e senza nome non si ha il concetto, e la cosa resta in noi come cieca, non distinta e non definita; ebbene, questo che portai tra gli uomini ciascuno lo incida, epigrafe funeraria, sulla fronte di quella immagine con cui gli apparvi, e la lasci in pace e non ne parli più. Non è altro che questo, epigrafe funeraria, un nome. Conviene ai morti. A chi ha concluso. Io sono vivo e non concludo. La vita non conclude. E non sa di nomi, la vita. Quest’albero, respiro trèmulo di foglie nuove. Sono quest’albero. Albero, nuvola; domani libro o vento: il libro che leggo, il vento che bevo. Tutto fuori, vagabondo. L’ospizio sorge in campagna, in un luogo amenissimo. Io esco ogni mattina, all’alba, perché ora voglio serbare lo spirito così, fresco d’alba, con tutte le cose come appena si scoprono, che sanno ancora del crudo della notte, p…

Buonanotte del 9 gennaio 2019

Un'altra mattina arriva. Come sempre. Il tempo si muove sempre alla stessa velocità, solo le sensazioni hanno velocità diverse. Ogni giorno può segnare un'intera vita o un singolo battito cardiaco, a seconda di con chi lo passi.

Lode della cattiva considerazione di se

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La poiana non ha nulla da rimproverarsi.
Gli scrupoli sono estranei alla pantera nera.
I piranha non dubitano della bontà delle proprie azioni.
Il serpente a sonagli si accetta senza riserve.

Uno sciacallo autocritico non esiste.
La locusta, l'alligatore, la trichina e il tafano
vivono come vivono e ne sono contenti.

Il cuore dell'orca pesa cento chili
ma sotto un altro aspetto è leggero

Non c'è nulla di più animale
della coscienza pulita
sul terzo pianeta del sole.

Wisława Szymborska

Buonanotte del 8 gennaio 2019

“Bisogna avere pazienza verso le irrisolutezze del cuore e cercare di amare le domande stesse come stanze chiuse a chiave e come libri che sono scritti in una lingua che proprio non sappiamo. Si tratta di vivere ogni cosa. Quando si vivono le domande, forse, piano piano, si finisce, senza accorgersene, col vivere dentro alle risposte celate in un giorno che non sappiamo.”
— Rainer Maria Rilke, Sulla pazienza.

Rifugio alla solitudine

“Nell’amore si è trovato, alla fine, un rifugio alla solitudine. Si forma un’alleanza a due contro il mondo, e questo egoismo a due è scambiato per amore e intimità. (…) Amore come soddisfazione reciproca e amore come “cooperazione”, come rifugio alla solitudine, sono le due “normali” forme della disintegrazione dell’amore nella società occidentale moderna, la patologia socialmente schematizzata dell’amore. (…) L’amore è possibile solo se due persone comunicano tra loro dal profondo del loro essere, vale a dire se ognuna delle due sente se stessa dal centro del proprio essere. Solo in questa “esperienza profonda” è la realtà umana, solo là è la vita, solo là è la base per l’amore. L’amore, sentito così, è una sfida continua; non è un punto fermo, ma un insieme vivo, movimentato; anche se c’è armonia o conflitto, gioia o tristezza, è d’importanza secondaria dinnanzi alla realtà fondamentale che due persone sentono se stesse nell’essenza della loro esistenza, che sono un unico essere e…

Buonanotte del 7 gennaio 2019

L’anarchia non è una favola romantica, ma una testarda constatazione, basata su cinquemila anni di esperienza, che non possiamo affidare la gestione delle nostre vite a re, preti, politici, generali, e commissari provinciali.
— Edward Abbey

Il magico potere

Nel mio ruolo d’insegnante di filosofia al liceo, sovente vedo allievi mortificati dai brutti voti ricevuti. Evidentemente nessuno li ha informati che l’essere umano può fallire. Eppure è un concetto semplice: possiamo fallire. Un concetto semplice che, tuttavia, credo contenga qualcosa della nostra verità. Gli animali non possono fallire, perché il loro comportamento è dettato dall’istinto: per non sbagliarsi devono solo obbedire alla propria natura. Ogni volta che l’uccello costruisce il proprio nido lo fa alla perfezione. D’istinto sa che cosa deve fare. Non ha bisogno d’imparare dai propri fallimenti. Sbagliandoci, andando incontro al fallimento, manifestiamo la nostra verità di uomini: non siamo né animali determinati dall’istinto, né macchine perfettamente programmate, tanto meno dei. Possiamo fallire perché siamo uomini e siamo liberi: liberi di sbagliare, liberi di correggerci, liberi di progredire.
(Charles Pépin, Il magico potere del fallimento, traduzione di Emanuele L…

Buonanotte del 6 gennaio 2019

Le illusioni sono per l'anima quello che l'atmosfera è per la terra. Toglietele quella tenera coltre d'aria e vedrete le piante morire, i colori svanire.
— Virginia Woolf, Orlando

Baci da 100 dollari

Da quando c’è internet, Dio lo benedica, siamo assolutamente sommersi da commenti e opinioni. Non si può ancora dire di preciso, ma fin qui sembra funzionare. L’accesso a tutti – chi commenta e chi legge – è disponibile in modo più democratico, e ciò è senz’altro un bene. Abbiamo un milione di persone o giù di lì che quotidianamente offre consigli, riflessioni, punti di vista, e un tentativo qua e là di darci una mano a vivere in maggiore armonia con il nostro pianeta e gli altri esseri umani. D’altro canto, per ottenere attenzione in rete (e in televisione, se è per questo), un commentatore, spesso e volentieri, dev’essere rumoroso, radicale o pazzo. Perciò la gran parte dei commentatori rientra in tutte e tre le categorie.
— Dave Eggers, dalla prefazione a Kurt Vonnegut, Baci da 100 dollari; Isbn, 2011)

Buonanotte del 5 gennaio 2019

Non si lotta solo nelle piazze, nelle strade, nelle officine, o con i discorsi, con gli scritti, con i versi: La lotta più dura è quella che si svolge nell’intimo delle coscienze, nelle suture più delicate del sentimenti.
— P. P. Pasolini

Armando Romero

Immagine
Sul Canal Grande

Basta imbrogliarsi con i ponti
perché dal groviglio
nasca una nuova geometria.
Questa immagine peregrina
rintraccia il mio andare
tra calli allagate,
scivola sulle acque,
e si trasforma in filo
di cangiante superficie.
Vedo laggiù il triangolo
di quei ricordi
che spezzano il verso.
Accarezzo la figura fugace
che apre l’occhio all’orizzonte.
Rifletto sulla stanchezza
dell’eterno
negli archi che risalgono
le parole.
È il perdono del fuoco
al cerchio del poema
che alla fine sbroglia
quell’unico ponte
che dalla vita ci divide.

(da Versi liberi per Venezia, Sinopia, 2010 - Traduzione di Alessandro Mistrorigo)

Buonanotte del 4 gennaio 2019

Io credo nel mistero delle parole, e che le parole possano diventare vita, destino; così come diventano bellezza. — Leonardo Sciascia

L’identità

L'occhio è la finestra dell'anima, il fulcro della bellezza del volto, il luogo in cui si concentra l'identità di un individuo; ma allo stesso tempo è lo strumento che ci consente di vedere e che ha costantemente bisogno di essere deterso, inumidito, trattato con uno speciale liquido in cui è disciolta una determinata quantità di sale. Insomma lo sguardo, la cosa più meravigliosa che l'uomo possegga, subisce un'interruzione periodica, dovuta a un movimento meccanico di lavaggio. Come un parabrezza pulito da un tergicristallo. Al giorno d'oggi la velocità del tergicristallo si può anche regolare, in modo che fra un movimento e l'altro vi sia una pausa di dieci secondi – che è pressappoco, l'intervallo fra due battiti di palpebra.
— Milan Kundera

Buonanotte del 3 gennaio 2019

Lì ho capito che la natura va vissuta con ogni tempo, perché il tempo che chiami brutto quando sei chiusa dentro quattro mura può diventare bellissimo mentre ci sei in mezzo.
— A. Beltrame, Io cammino da sola, Portogruaro 2017, p. 161

La tentazione di essere felici

Alla fine ha commentato "Dottò, a voi vi piace ancora fare lo spiritoso!“ Sì, mi piace essere spiritoso, non prendere troppo sul serio la vita, mi piacciono le belle donne e le zizze grandi. Però mi piacciono anche tante altre cose. Per esempio mi piace il profumo di cucinato che arriva da una finestra aperta, o la tenda che d'estate si scosta piano per far passare il vento. Mi piacciono i cani che per ascoltarti inclinano la testa, o una casa appena imbiancata. Mi piace quando un libro mi attende sul comodino. Mi piace il vino rosso che si aggrappa al bicchiere. Mi piacciono le guance rosse e il tremore della voce. Mi piace infilare i piedi sotto la sabbia. Mi piace il silenzio delle sere d'estate e il rumore della risacca di notte. Mi piace il borbottio della caffettiera sul fuoco, i sassi levigati dal mare e il suono delle stoviglie al ristorante. Mi piace il colore dei pomodori e l'odore della crema sul corpo. Mi piacciono le fotografie perchè permettono di viagg…

Buonanotte del 2 gennaio 2019

Il popolo italiano: capace di versare calde lacrime per un gorgheggio sentimentale e nel medesimo istante di ridere sgangheratamente per un piccolo contrattempo sulla scena.
— Hermann Hesse, Dall'Italia

Prospettiva

Immagine
Si sono incrociati come estranei,
senza un gesto o una parola,
lei diretta al negozio,
lui alla sua auto.

Forse smarriti
O distratti
O immemori
Di essersi, per un breve attimo,
amati per sempre.

D'altronde nessuna garanzia
Che fossero loro.
Sì, forse, da lontano,
ma da vicino niente affatto.

Li ho visti dalla finestra
E chi guarda dall'alto
Sbaglia più facilmente.

Lei è sparita dietro la porta a vetri,
lui si è messo al volante
ed è partito in fretta.
Cioè, come se nulla fosse accaduto,
anche se è accaduto.

E io, solo per un istante
Certa di quel che ho visto,
cerco di persuadere Voi, Lettori,
con brevi versi occasionali
quanto triste è stato.

Wisława Szymborska

Buonanotte del 1 gennaio 2019

Quando se ne va il mistero nel rapporto a due, se ne va l'amore. Semplice, no? Il che spinge a pensare che non tanto l'amore è importante per noi, quanto il mistero stesso. Il rapporto amoroso forse è solo un accorgimento per metterci in contatto con il mistero, e desideriamo che l'amore perduri affinché perduri l'estasi di stare vicini al mistero. E’ contrario alla natura del mistero restare fermo.
— Natura morta con picchio (Tom Robbins)

Non posso

Come potrei non essere un lupo della steppa, un sordido anacoreta in un mondo del quale non condivido alcuna meta, delle cui gioie non vi è alcuna che mi arrida? Non resisto a lungo né in un teatro né in un cinema, non riesco quasi a leggere il giornale, leggo raramente un libro moderno, non capisco quale piacere vadano a cercare gli uomini nelle ferrovie affollate e negli alberghi, nei caffè zeppi dove si suonano musiche asfissianti e invadenti, nei bar e nei teatri di varietà delle eleganti città di lusso, nelle esposizioni mondiali, alle conferenze per desiderosi di cultura, nei grandi campi sportivi: non posso condividere, non posso comprendere queste gioie che potrei avere a portata di mano e che mille altri si sforzano di raggiungere.
— Hermann Hesse, Il lupo della steppa

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