Faccia d’angelo
Pensava questo Valeria mentre la contemplava dal minuscolo terrazzo del monolocale mansardato in cui viveva. Bugiarda proprio come colui che gliel’aveva fatta amare così tanto. Una faccia d’angelo con il lato oscuro. Si erano amati, presi e lasciati. Lui era sempre stato bravo a farsi perdonare i suoi tira e molla, le sue indecisioni, i suoi passi avanti e le retromarcia. Sì, Faccia d’angelo riusciva sempre a recuperare, perché come la faceva sentire lui non la faceva sentire nessuno. Con lui si sentiva donna, si sentiva amata e riusciva ad amarsi. Del resto gli ingredienti della favola c’erano tutti: amavano entrambi la musica, il mangiare bene e le risate in compagnia. Lei iniziava una frase e Faccia d’angelo la terminava. Un’empatia che scoppiava nel desiderio più assoluto quando i loro corpi diventavano una cosa sola. Gli ingredienti c’erano tutti, ma Faccia d’angelo appena il gioco cominciava a farsi serio si allontanava. Lei cercava di andare avanti per la sua strada e lui...