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Di mano

Un giorno, ricordo, conducevo alcuni amici giapponesi a visitare San Petronio a Bologna, e spiegavo loro il senso delle mirabili sculture di Iacopo della Quercia che ornano la facciata della cattedrale. «Ecco Adamo ed Eva nel paradiso terrestre... Qui assaggiano il frutto proibito... E qui, vedete, vengono cacciati dal paradiso; lui è punito con il peso ed il sudore del lavoro e lei col dolore del parto...». «Come!?», esclamò subito uno dei giapponesi, «per voi il lavoro è una punizione?». Tale concetto parve, lo capii subito, assurdo. Il lavoro può essere pesante, antipatico, uggioso, odiatissimo, ma nessuno può scorgervi tinte d'una maledizione metafisica congenita — e farsene volendo intima bandiera. Di norma lo si concepisce come momento naturale, legittimo, dei vari cicli vitali (giorno, anno, esistenza), come un'estrinsecazione delle proprie abilità di mano e di mente. Bravo (jôzu) significa, in giapponese, "superiore di mano"; maldestro (heta) "di mano inf...

FramMenti

Un secolo fa Dostoevskij faceva esclamare ad un suo personaggio: Dio è morto, dunque posso uccidere, rapinare, stuprare a mio comodo e diletto! Discorso perfettamente valido per chi aveva collegato l'etica con Dio e con le sue rivelazioni, ma un non-senso per i popoli eredi delle tradizioni confuciane. In questo secondo regime di pensiero la gente può benissimo perdere qualsiasi fede religiosa, senza per questo perdere la bussola morale. I principi dell'etica non erano inizialmente radicati nella fede, bensì in una tradizione di ragionamento e di persuasione razionali. Non uccido perché un nume m'ha detto di non farlo, ma perché capisco che, ciò facendo, rendo difficile, impossibile, una vita associata normale e produttiva. Fosco Maraini, Ore giapponesi 

FramMenti

L'ideogramma è la sola arte astratta in cui forma e contenuto si uniscano e completino a vicenda: ogni ideogramma ha un significato ben definito, un suono inequivocabile, una storia. Accanto dunque alla bellezza come superamento dei modelli riconoscibili nella natura, ecco una potenzialità esoterica, iniziatica, che partecipa del rigore che hanno l'algebra o la geometria. Sotto quest'aspetto l'arte astratta, come la si conosce e coltiva in Occidente, è condannata all'inferiorità del vago e del piacevole, di fronte allo splendore del puntuale e del vero che ha da sempre la grande sorella d'Asia.   Fosco Maraini, Ore giapponesi

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