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Visualizzazione dei post da Aprile, 2019

Buonanotte del 30 aprile 2019

La matematica non è un gioco i cui obiettivi siano determinati da regole arbitrariamente stipulate. Piuttosto, è un sistema concettuale che possiede una sua necessità interna che può essere solo così e non diversa, in alcun modo.
— David Hilbert (1862-1943), in Gabriele Lolli, Matematica come narrazione, Il Mulino 2018

Buonanotte del 29 aprile 2019

La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli fiori. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l’amore, i matrimoni, i funerali. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l’anima respira e grazie alla quale vive.
— Banana Yoshimoto

Vegan Coach

La femmina di ogni mammifero, compreso l'essere umano, produce latte per un solo scopo: nutrire i propri cuccioli dopo la nascita. Questo concetto è di una semplicità disarmante, ma ci sono ancora persone convinte che esista una razza, la “vacca da latte”, che produce latte a prescindere, e che se non viene munta regolarmente “esplode”. Sul Pianeta si contano circa 250 milioni di vacche da latte, delle quali 2 milioni solo in Italia. La razza bovina frisona è la più diffusa nel nostro paese perché particolarmente adatta alla produzione di latte. In natura, una mucca che allatta il suo vitellino produce circa 4 litri di latte al giorno; una vacca da latte, durante il picco di lattazione, può arrivare a produrne 30 litri al giorno. Le mastiti (infezioni delle mammelle), i problemi di fertilità e le zoppie sono frequenti e per curarle, o anche solo per prevenirle, agli animali vengono somministrati farmaci che inevitabilmente finiscono nel latte prodotto. L'intenso ritmo di prod…

Buonanotte del 28 aprile 2019

Ti scrivo per dirti qualcosa che non so, un tocco, qui nevica la neve è evidente nevica e te lo dico neve sottile. Ti regalo città bianca di mollica la neve vede tutti ogni filo d’erba contro i muri ha un piccolo berretto ghiaccioli al collo dei semafori la neve vede tutti ed è evidente non so dirti nulla quello che conta è il filo questo filo di voce, di scrittura per dirti quello che non so, ti voglio un bene evidente.
— Chandra Livia Candiani

Prima riga

“Come stai?” È la buccia di banana, sistemata con la massima gentilezza sotto le tue scarpe, il formaggio che ti adesca nella trappola del cliché. Come stai? – Il debole e spossante veleno della quotidianità. Non c'è una risposta aperta a questa domanda. Non c'è. So le risposte possibili, ma mi ripugnano, capite, mi ripugnano… Non voglio essere così prevedibile dal rispondere “bene grazie” oppure “così così”, “siamo ancora vivi” o anche “be’, ci stiamo ancora riprendendo”, o… Non so come sto. Non posso essere categorico. Per rispondere in maniera adeguata dovrei passare notti, mesi, anni, leggere torri di Babele di libri, scrivere, scrivere… La risposta è un intero romanzo. Come sto? Non sto. Punto. Questa è la prima riga. E da qui in poi cominci la vera risposta.
Georgi Gospodinov, Fisica della malinconia

Buonanotte del 27 aprile 2019

Ad ogni modo ricordati una cosa molto importante: contrariamente a quello che ti consiglieranno quasi tutti, contro queste bestiacce cattive che forse incontrerai nella vita, l’arma della furberia conta poco; è più facile che tu riesca a sbaragliarle e a metterle in fuga con la semplice bontà.
Dino Buzzati

Vicente Aleixandre

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Piove

In questa sera piove e la tua immagine
limpida piove. E nel ricordo s'apre
il giorno. E tu entri. Ma non sento.
La memoria mi dà solo l'immagine,
Solo il tuo bacio
solo la pioggia cade nel ricordo.
E piove la tua voce, e piove il bacio
triste, il bacio profondo,
bacio che nella pioggia si è bagnato.
Umido è il labbro.
Umido di ricordo piange il bacio
dai grigi cieli teneri.
Piove il tuo amore bagnando
la mia memoria, e cade e cade. Il bacio
profondo cade. E anche grigia cade
la pioggia.

Buonanotte del 26 aprile 2019

Tutto ciò che viene privato della sua libertà perde sostanza e si spegne rapidamente.

Édouard Manet (Parigi, 23 gennaio 1832 – Parigi, 30 aprile 1883)

Solipsismo

Tutti noi abbiamo piccole illusioni solipsistiche, spaventose intuizioni di una nostra assoluta singolarità: crediamo di essere gli unici della casa a riempire il contenitore dei cubetti di ghiaccio, gli unici a svuotare la lavastoviglie dai piatti puliti, gli unici a fare ogni tanto pipì nella doccia, gli unici ad avere un piccolo tic alle palpebre al primo appuntamento; di essere gli unici a prendere la nonchalance tremendamente sul serio; di essere solo noi a dare alle suppliche l'aspetto della cortesia; di essere solo noi a sentire il gemito patetico nello sbadiglio di un cane, il sospiro senza tempo nell'apertura di un barattolo ermeticamente sigillato, la risata sputacchiata qua e là in un uovo che frigge, il lamento in re minore nel rombo di un aspirapolvere; di essere solo noi a provare quando il sole tramonta lo stesso tipo di panico che un bimbo al primo giorno di scuola prova quando la mamma si allontana. Di essere solo noi ad amare i solo-noi. Di essere solo noi a…

Buonanotte del 25 aprile 2019

Il “senso” della nostra vita è quello che scegliamo fra tutti i sensi possibili e che elaboriamo lungo il nostro cammino. Il senso della mia vita ha due facce. La prima è la curiosità. Ho fatto in modo che la mia curiosità restasse, e lo è tuttora, all’erta; l’unico inconveniente è stato la dispersione, ma la curiosità mi ha permesso di acquisire idee e conoscenze adatte alle mie fasi di ridefinizione. L’altra faccia del senso della mia vita è legata all’amore, all’amicizia, alla bellezza, alla gioia e ai sentimenti.
Edgar Morin

Fino a quando la mia stella brillerà

“Ad Auschwitz superai la selezione per tre volte. Quando ci chiamavano sapevamo che era per decidere se eravamo ancora utili e potevamo andare avanti, o se eravamo vecchi pezzi irrecuperabili. Da buttare. Era un momento terribile. Bastava un cenno ed eri salvo, un altro ti condannava. Dovevamo metterci in fila, nude, passare davanti a due SS e a un medico nazista. Ci aprivano la bocca, ci esaminavano in ogni angolo del corpo per vedere se potevamo ancora lavorare. Chi era troppo stanca o troppo magra, o ferita, veniva eliminata. Bastavano pochi secondi agli aguzzini per capire se era meglio farci morire o farci vivere. Io vedevo le altre, orrendi scheletri impauriti, e sapevo di essere come loro. Gli ufficiali e i medici erano sempre eleganti, impeccabili e tirati a lucido, in pace con la loro coscienza. Era sufficiente un cenno del capo degli aguzzini, che voleva dire “avanti”, ed eri salva. Io pensavo solo a questo quando ero lì, a quel cenno. Ero felice quando arrivava, perché ave…

Buonanotte del 24 aprile 2019

Tutto è pronto: la valigia, le camicie, le mappe, la fatua speranza. / Mi spolvero le palpebre. Ho messo all’occhiello la rosa dei venti. / Tutto è pronto: il mare, l’atlante, l’aria. / Mi manca solo il quando, il dove, un diario di bordo, le carte di navigazione, venti a favore, il coraggio e qualcuno che mi ami come non so amarmi io. / La nave che non c’è, le mani attonite, lo sguardo intento, le imboscate, il filo ombelicale dell’orizzonte che sottolinea questi versi sospesi… / Tutto è pronto. Sul serio. Invano.
— Juan Vicente Piqueras, Vigilia di restare

Esempio

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Una bufera
di notte ha strappato tutte le foglie dell'albero
tranne una fogliolina,
lasciata
a dondolarsi in un a solo sul ramo nudo.

Con questo esempio
la Violenza dimostra
che certo -
a volte le piace scherzare un po'.

Wisława Szymborska

Buonanotte del 23 aprile 2019

Per me non ci può essere un libro senza che esista il luogo, finché il luogo non è stato creato non posso scrivere il libro. Potremmo dire che una delle grandi sfide della letteratura è la creazione di un paesaggio, un paesaggio che non è lo sfondo ma la relazione intima con lo spazio. C'è un grande paesaggista francese e filosofo, Gilles Clément, che afferma che il paesaggio è ciò che si vede una volta che si chiudono gli occhi.
— Maylis de Kerangal, durante l’incontro Premio Gregor von Rezzori 2014 per Nascita di un ponte, Feltrinelli.

Sverniciatura

Ecco, io cerco di pensare a te, alla tua forza, al tuo coraggio, alla tua voce, alla lingua che parlavi tu, che parlavamo noi, che quella lì è la mia lingua madre, quella che mi ha tirato su, quella che la maestra mi segnava con la matita rossa, quella che al liceo classico hanno cercato di cancellare, ma non preoccuparti, secondo me l’hanno solo coperta con strati e strati di una cosa, che piano piano io, secondo me, adesso, sono pronta per raschiare via. Mi hanno messo sopra una lacca, a me e a tutti gli altri, per farci sembrare tutti uguali, ma sotto ci sono le mie venature, le mie imperfezioni e io in questi anni ho cercato e sto cercando di fare un trattamento di sverniciatura per riportare, come si dice, al grezzo, le cose che vorrei dire.
— Nicoletta Bianconi, Qualcosa di giallo (Ed. Sempremai)

Buonanotte del 22 aprile 2019

E ho avuto questa sensazione incredibile: che anche tu, proprio in quel preciso momento, stessi pensando a me. Dirai che ho troppa fantasia; magari tu pensavi al teatro, o alla crisi economica, o decidevi se comprare delle tende nuove. Ma all’improvviso, nel bel mezzo di quella piccola scena di follia, mi sono reso conto che avere qualcuno, da qualche parte, che ti capisce, che ti desidera, che vede in te una versione migliore di te stesso, è il dono più incredibile di tutti. Anche se non siamo insieme, sapere di essere quell’uomo, per te, è ciò che mi permette di andare avanti.
— Jojo Moyes

Due porte

Talora ho l'impressione che abbiamo una camera con due porte, l'una di fronte all'altra, e ognuno stringe la maniglia di una porta e basta un batter di ciglia dell'uno perché l'altro sia già dietro la sua porta e basta che il primo dica una sola parola e il secondo ha già certamente chiuso la porta dietro di sé e non si fa più vedere. Egli riaprirà, sì, la porta, perché si tratta di una camera che forse non si può lasciare. Se non fosse esattamente come il secondo, il primo starebbe tranquillo, preferirebbe, in apparenza, non guardare neanche verso il secondo, metterebbe lentamente in ordine la camera, quasi fosse una camera come qualunque altra, ma invece fa esattamente la stessa cosa presso la sua porta, talvolta persino tutti e due sono di là delle porte e la bella camera è vuota.
— Franz Kafka, Lettere a Milena

Buonanotte del 21 aprile 2019

Il maestro, non solo non c'è più, ma non lo vuole più nessuno, perché ognuno è maestro di sé stesso, ed essendo maestro di sé stesso, non migliora, non ha un confronto, se non a parolacce.
— Natalia Aspesi

Nostra immagine

Da sempre ci è stato insegnato a mostrare, specie se in pubblico, un’immagine forte e radiosa di noi stessi, in alcuni casi anche a negare paure o problemi pur di essere fedeli a quell’immagine socialmente accettata e apprezzata che ci siamo costruiti. Il problema è che questa negazione della nostra debolezza nasce dal senso di vergogna che proviamo per “l’essere deboli”. La vergogna come paura della disconnessione, come paura del rifiuto sociale, dell’essere messi ai margini. Paradossalmente, risulta difficile essere imperfetti e vulnerabili in una società che ci sceglie e che sceglie i nostri pensieri, il nostro cibo, i nostri vestiti e le nostre canzoni e chi va nella direzione del Sè diventa anormale, quasi pazzo, comunque risibile. Ma chi non riesce a pensare di meritare amore ed accoglienza sta lavorando contro se stesso, poiché proprio questa paura di “non essere all’altezza”- di fatto - lo esclude. In realtà la vera connessione passa attraverso l’accettazione della propria au…

Buonanotte del 20 aprile 2019

La diffidenza verso gli altri nasce anche dalla sfiducia in noi stessi.

— Roberto Gervaso

Sergej Aleksandrovič Esenin

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Eccola, questa sciocca felicità

Eccola, questa sciocca felicità
Con le sue finestre bianche spalancate sull'orto!
Sopra lo stagno, uguale a un cigno purpureo
Naviga silenzioso il tramonto.

Salve, mia pozzanghera d'oro
E voi betulle capovolte nell'acqua!
Dal tetto una banda di cornacchie
Canta i Vespri alle stelle.

Laggiù oltre i giardini
Dove fiorisce la vitalba
Una soave ragazza vestita di bianco
Accenna delicate canzoni:

E il freddo notturno si distende sui campi
Come una sottana celeste.
O mia cara, mia sciocca felicità,
Tenere e fresche guance di una volta!

Buonanotte del 19 aprile 2019

Non possiamo tornare indietro. Ecco perché è così difficile scegliere. Dobbiamo fare la scelta giusta. Finché non si sceglie, tutto resta possibile.
— Mr. Nobody

Oscuramente

E so molto bene che non ci sarai. Non ci sarai nella strada, non nel mormorio che sgorga di notte dai pali che la illuminano, neppure nel gesto di scegliere il menù, o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee, nei libri prestati e nell'arrivederci a domani. Nei miei sogni non ci sarai, nel destino originale delle parole, nè ci sarai in un numero di telefono o nel colore di un paio di guanti, di una blusa. Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te, e non per te comprerò dolci, all'angolo della strada mi fermerò, a quell'angolo a cui non svolterai, e dirò le parole che si dicono e mangerò le cose che si mangiano e sognerò i sogni che si sognano e so molto bene che non ci sarai, nè qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo, nè la fuori, in quel fiume di strade e di ponti. Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo, e quando ti penserò, penserò un pensiero che oscuramente cerca di ricordarsi di te.
— Julio Cortàzar

Buonanotte del 18 aprile 2019

Ma se vi è qualcosa di chiaro ed evidente, di fronte a cui non può darsi cecità alcuna, è che la natura ci ha fatto tutti della stessa forma e, così pare, dello stesso stampo, al fine di riconoscerci l’un l’altro come compagni, o meglio come fratelli. E se nel distribuire i doni ha concesso agli uni più che agli altri, non ha comunque inteso metterci in questo mondo come in un’arena. (…) Bisogna piuttosto credere che abbia voluto far posto all’affetto fraterno, dandogli un luogo per manifestarsi, disponendo gli uni della forza di fornire aiuto, gli altri del bisogno di riceverne.
Étienne De La Boétie, Discorso della servitù volontaria

Notre Dame de Paris

[…] Tutti gli occhi si erano alzati verso la cima della chiesa. Ciò che vedevano era straordinario. Sulla sommità della galleria più alta, ancora più su del rosone centrale, c’era una grande fiamma che saliva fra i due campanili con turbini di scintille, una grande fiamma disordinata e furiosa, di cui il vento ogni tanto si portava via un lembo nel fumo. Al di sotto di questa fiamma, al di sotto della cupa balaustra a trifogli di brace, due doccioni come fauci di mostri vomitavano senza posa quella pioggia ardente che si stagliava con la sua colata argentea sulle tenebre della facciata inferiore. A mano a mano che si avvicinavano al suolo, i due getti di piombo liquido si allargavano a fascio come l’acqua che zampilla dai mille fori dell’annaffiatoio. Sopra la fiamma, le enormi torri, di ciascuna delle quali si vedevano due facce crude e stagliate, una tutta nera, l’altra tutta rossa, sembravano ancora più grandi di tutta l’immensità dell’ombra che proiettavano fino al cielo. Le innu…

Buonanotte del 17 aprile 2019

Molti studiano come allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla.

— Bertrand Russell

Monologo per Cassandra

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Sono io, Cassandra.
E questa è la mia città sotto le ceneri.
E questi i miei nastri e la verga di profeta.
E questa è la mia testa piena di dubbi.

E' vero, sto trionfando.
I miei giusti presagi hanno acceso il cielo.
Solamente i profeti inascoltati
godono di simili viste.
Solo quelli partiti con il piede sbagliato,
e tutto poté compiersi tanto in fretta
come se mai fossero esistiti.

Ora rammento con chiarezza:
la gente al vedermi si fermava a metà.
Le risate morivano.
Le mani si scioglievano.
I bambini correvano dalle madri.
Non conoscevo neppure i loro effimeri nomi.
E quella canzoncina sulla foglia verde -
nessuno la finiva in mia presenza.

Li amavo.
Ma dall'alto.
Da sopra la vita.
Dal futuro. Dove è sempre vuoto
e nulla è più facile che vedere la morte.
Mi spiace che la mia voce fosse dura.
Guardatevi dall'alto delle stelle - gridavo -
guardatevi dall'alto delle stelle.
Sentivano e abbassavano gli occhi.

Vivevano nella vita.
Permeati da un grande vento.
Con sorti g…

Buonanotte del 16 aprile 2019

Ammetto che se lo studio delle lingue fosse solo lo studio delle parole, cioè delle figure o dei suoni che le esprimono, potrebbe essere adatto ai bambini. Ma le lingue, cambiando i segni, modificano anche le idee che i segni rappresentano. Le teste si formano col linguaggio, i pensieri prendono la tinta degli idiomi. Solo la ragione è comune, la mente ha in ogni lingua la sua forma particolare.
— J. J. Rousseau, Émile o Dell’Educazione

Ciliegie

Le nostre emozioni sono come le ciliegie: una tira l’altra e una è diversa dall’altra. A un certo punto però arrivi al nocciolo, a quella parte dell’emozione che non è più nutriente: è solo legnosa. A quel punto è necessario lasciarle andare, anche se non abbiamo capito tutto, anche se non sappiamo perché di ogni cosa. Pretendere di finire quell’emozione ci costringerebbe a tenere il nocciolo in bocca e ci impedirebbe di prendere altre ciliegie. Quando arriva un’emozione spiacevole noi tendiamo a tenerla dentro troppo tempo, perché vogliamo capire perché è arrivata, come fare a non farla tornare, e la mastichiamo infinite volte senza riuscire a trasformare quel nocciolo in un frutto gustoso come quello che abbiamo appena mangiato. Lo facciamo in particolare con le emozioni negative ed è così che diventano elementi di cronicità. A volte, addirittura, non contenti, le andiamo a ripescare volontariamente per vedere se riusciamo a digerirle. È importante imparare. È importante riconoscer…

Buonanotte del 15 aprile 2019

La fonte del grande amore. Da che nascono le improvvise passioni di un uomo per la donna, le passioni profonde, interiori? In minima parte della sola sensualità. Ma quando l'uomo trova insieme in un essere debolezza, bisogno d'aiuto e nel contempo alterigia, accade in lui qualcosa, come se la sua anima volesse straripare: è nello stesso momento commosso e offeso. Qui scorga la fonte de grande amore.
— Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano - vol. II, Opinioni e sentenze diverse

Il gregge

«Soprattutto bisogna fare attenzione a non seguire, come pecore, il gregge di chi ci precede, perché non si va dove si deve andare, si va dove vanno tutti. Del resto non c’è cosa che per noi comporti mali peggiori del conformarsi all’opinione pubblica, considerando migliore quello che è accolto da più largo consenso» (De vita beata, 1, 3).
È facile e rassicurante seguire il gregge: il gruppo ci conforta e ci deresponsabilizza. Da adolescenti ci conformiamo ai nostri coetanei diventando, a seconda delle generazioni, metallari, paninari, yuppie, alternativi, hypster, tamarri… In famiglia si accettano le decisioni prese per noi, per non deludere le aspettative dei genitori. Si annuisce al capo sempre, perché così la vita è più facile, si accetta di sposare il fidanzato o la fidanzata e magari di dire sì a un figlio, perché accontentarli ci regala un paio di sere senza discussioni. È la cosiddetta dittatura del sì di cui ha scritto un altro filosofo nostro contemporaneo, Marti…

Buonanotte del 14 aprile 2019

"La vita", scrisse un mio amico, “è una pubblica esecuzione su violino, in cui tu devi imparare a suonare lo strumento mentre l'esecuzione si svolge”. Penso che abbia colto nel segno. L'uomo apprende l'uso delle sue funzioni mentre cammina pel sentiero della vita… specialmente la funzione dell'amore.
— Edward Morgan Forster, Camera con vista

Decalogo

Rifiutate i compromessi. Siate intransigenti sui valori. Convincete chi sbaglia.
Rifiutate il metodo del “saperci fare”, questo vezzo italiano della furbizia. Non chiedete mai favori o raccomandazioni. La Costituzione e le leggi vi accordano dei diritti, sappiateli esigere. Chiedeteli, esigeteli con fermezza, con dignità, senza piegare la schiena, senza abbassarvi al più forte, al più potente, al politico di turno. Dovete esigerli! Questo è un imperativo che deve sorreggere tutta la vostra vita.
Abbiate sempre rispetto della vostra dignità e difendetela.
E votate in modo consapevole, quando sarà il vostro momento. Votate in modo consapevole, non per ottenere vantaggi, e tanto meno per fare dei favori o per ricambiare dei favori.
Dottor Antonino Caponnetto

Buonanotte del 13 aprile 2019

Perché tutte le decisioni che prendi, tutte le scelte che fai sono determinate, si crede, dal libero arbitrio, ma anche questa è una balla. Sono determinate da qualcosa dentro di te che è innanzitutto il tuo istinto, e poi da qualcosa che gli indiani chiamano il karma accumulato fino ad allora.
— Tiziano Terzani

Martín López-Vega

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Un'altra cosa

È da giorni sul tavolo. Un’amica
me l’ha regalata senza alcun motivo,
come viene e va la felicità,
senza alcuna intenzione che potesse
farla simbolo di qualcosa.
Ora che ha perso il colore
e che sono seccati i suoi petali
e ha l’odore delle cose perdute
ora dice che non se ne vanno solo
la felicità o l’amore,
ma che passano anche i giorni vuoti,
che non c’è modo di nascondersi dalla vita,
che la fine è la stessa,
che quello che non è neppure cominciato tuttavia finisce.
E la vita, è già compiuta? È tardi per riviverla?

Buonanotte del 12 aprile 2019

Ho giurato di non stare mai in silenzio, in qualunque luogo e in qualunque situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni. Dobbiamo sempre schierarci. La neutralità favorisce l'oppressore, mai la vittima. Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato.
(Elie Wiesel)

Bene o Non Bene

Per decidere se è Bene o Non Bene, abbiamo una regola molto semplice: il tema deve essere vero. Dobbiamo descrivere ciò che vediamo, ciò che sentiamo, ciò che facciamo. Ad esempio, è proibito scrivere: “Nonna somiglia a una strega”; ma è permesso scrivere: “La gente chiama Nonna la Strega”. È proibito scrivere: “La Piccola Città è bella”, perché la Piccola Città può essere bella per noi e brutta per qualcun altro. Allo stesso modo, se scriviamo: “L’attendente è gentile”, non è una verità, perché l’attendente può essere capace di cattiverie che noi ignoriamo. Quindi scriveremo semplicemente: “L’attendente ci regala delle coperte”. Scriveremo: “Noi mangiamo molte noci”, e non: “Amiamo le noci”, perché il verbo amare non è un verbo sicuro, manca di precisione e di obiettività. “Amare le noci” e “amare nostra Madre”, non può voler dire la stessa cosa. La prima formula designa un gusto gradevole in bocca, e la seconda un sentimento. Le parole che definiscono i sentimenti sono molto vaghe;…

Buonanotte del 11 aprile 2019

Pensare che una persona, solo perché sta sempre in casa e non si muove molto, o perché fa una vita regolare e a vederla sembra tranquilla, è una persona semplice, chiusa e limitata anche internamente, riflette una mentalità incredibilmente meschina. Però la maggior parte delle persone ragiona così. Anche se il cuore ha la potenzialità di espandersi in qualunque direzione.
— Banana Yoshimoto, Ricordi di un vicolo cieco

Comprendere

C'è chi comprende e chi non comprende, caro signore. Sta molto peggio chi comprende, perché alla fine si ritrova senza energia e senza volontà. Chi comprende, infatti, dice: “Io non devo far questo, non devo far quest'altro, per non commettere questa o quella bestialità”. Benissimo! Ma a un certo punto s'accorge che la vita è tutta una bestialità, e allora dica un po’ lei che cosa significa il non averne commessa nessuna: significa per lo meno non aver vissuto, caro signore.
Luigi Pirandello - “Il fu Mattia Pascal”

Buonanotte del 10 aprile 2019

E allora impara a vivere. Tagliati una bella porzione di torta con le posate d'argento. Impara come fanno le foglie a crescere sugli alberi. Apri gli occhi. Sul raccordo del Green Cities’ Service e sulle colline di mattoni illuminate di Watertown, la sottile falce di luna nuova sta distesa di schiena, unghia luminosa di Dio, palpebra abbassata di un angelo. Impara come fa la luna a tramontare nel gelo della notte prima di Natale. Apri le narici. Annusa la neve. Lascia che la vita accada.
Sylvia Plath

Utopia

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Isola dove tutto si chiarisce.

Qui ci si può fondare su prove.

L'unica strada è quella d'accesso.

Gli arbusti fin si piegano sotto le risposte.

Qui cresce l'albero della Giusta Ipotesi
con rami districati da sempre.

Di abbagliante linearità è l'albero del Senno
presso la fonte detta Ah Dunque E' Così.

Più ti addentri nel bosco, più si allarga
la Valle dell'Evidenza.

Se sorge un dubbio, il vento lo disperde.

L'Eco prende la parola senza che la si desti
e chiarisce volenterosa i misteri dei mondi.

A destra una grotta in cui giace il Senso.

A sinistra il lago della Profonda Convinzione.
Dal fondo si stacca la Verità e viene lieve a galla.

Domina sulla valle la Certezza Incrollabile.
Dalla sua cima si spazia sull'Essenza delle Cose.

Malgrado le sue attrattive l'isola è deserta,
e le tenui orme visibili sulle rive
sono tutte dirette verso il mare.

Come se da qui si andasse solo via,
immergendosi irrevocabilmente nell'abisso.

Nella vita inconcepibile…

Buonanotte del 9 aprile 2019

Se riusciste a capire questo, voi che possedete le cose che il popolo deve avere, potreste salvarvi. Se riusciste a separare le cause dagli effetti, se riusciste a capire che Paine, Marx, Jefferson e Lenin erano effetti, non cause, potreste sopravvivere. Ma questo non potete capirlo. Perché il fatto di possedere vi congela per sempre in “io”, e vi separa per sempre dal “noi”.
J. Steinbeck, Furore, 1939.

Sette secondi

Cos'è tutto questo accanimento per il ‘tardi’? Sei arrivato tardi, ormai è tardi, sono in ritardo, l'ho capito tardi. Nessuno che si preoccupi mai del ‘presto’. Arrivare in anticipo, bruciare le tappe, volere tutto e subito, anticiparsi il lavoro, le paure, la vita intera. ‘Presto’ ha la stessa connotazione del 'tardi’. Sei fuori tempo, comunque. Esiste un solo tempo giusto: questo momento. Il tuo presente, e la tua voglia di viverlo davvero, con fiducia, energia, e consapevolezza piena. Il passato è alle spalle, il futuro è desiderio e guida, il presente è queste tue mani aperte, il tuo respiro, e la tua capacità di andare. Coraggio.
Oscar Travino

Buonanotte del 8 aprile 2019

Sono prigioniero per sempre della prudenza con cui studio troppo a lungo i minuti senza osare mai viverli all’improvviso.
— (G. Bufalino)

L'ultimo romantico

Il tuo dovere è di non consumarti mai nel sacrificio. Il tuo dovere reale è di salvare il tuo sogno. La Bellezza ha anche dei doveri dolorosi: creano però i più belli sforzi dell'anima. Ogni ostacolo sormontato segna un accrescimento della nostra volontà, produce il rinnovamento necessario e progressivo della nostra aspirazione. Abbi il culto sacro (io lo dico per te… e per me) per tutto ciò che può esaltare ed eccitare la tua intelligenza. Cerca di provocarli, di perpetrarli, questi stimoli fecondi, perché soli possono spingere l'intelligenza al suo massimo potere creatore.
— Corrado Augias, Modigliani

Buonanotte del 7 aprile 2019

Tre passioni, semplici ma irresistibili, hanno governato la mia vita: la sete d'amore, la ricerca della conoscenza e una struggente compassione per le sofferenze dell'umanità.
— Bertrand Russell

Umano

La più nobile specie di bellezza è quella che non trascina a un tratto, che non scatena assalti tempestosi e inebrianti (una tale bellezza suscita facilmente nausea), ma che si insinua lentamente, che quasi inavvertitamente si porta via con sé e che un giorno ci si ritrova davanti in sogno, ma che alla fine, dopo aver a lungo con modestia giaciuto nel nostro cuore, si impossessa completamente di noi e ci riempie gli occhi di lacrime e il cuore di nostalgia.
Umano, troppo umano - Friedrich Wilhelm Nietzsche (15 ottobre 1844 – Weimar, 25 agosto 1900)

Buonanotte del 6 aprile 2019

L'estate ci mette tre mesi per diventare perfetta e lo fa a settembre. E a quel punto, raggiunta la perfezione, può solo finire.
— Giampaolo Simi

Pier Vittorio Tondelli

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Noi siamo i vinti

Noi che non sappiamo amare e viviamo di sogni

e il tempo dell’illusione svanisce

lasciandoci tentennanti del nostro dolore.

Noi che affidiamo ogni nostra decisione

al bizzarro rotolare di una moneta

incapaci di ergerci.

Noi siamo i vinti

che ci crogioliamo nella nostra malinconia

e ci inebriamo di dolcezze struggenti,

nel pensiero del passato e del futuro.

Sì noi che ancora non abbiamo capito

che Dio è dalla nostra parte

e non nutriamo speranza.

Buonanotte del 5 aprile 2019

Ti auguro la felicità di dimenticare il passato e di trovare nuovi inizi.

— (Pam Brown)

Scrigno

Ho paura, e non so di che: non di quello che mi viene incontro, no, perché in quello spero e confido. Del tempo ho paura, del tempo che fugge così in fretta. Fugge? No, non fugge, e nemmeno vola: scivola, dilaga, scompare, come la rena che dal pugno chiuso filtra giù attraverso le dita, e non lascia sul palmo che un senso spiacevole di vuoto. Ma, come della rena restano, nelle rughe della pelle, dei granelli sparsi, così anche del tempo che passa resta a noi la traccia. Forse è perché quella rimasta in me è quasi completamente lieta, forse perché, se pure alcunché di doloroso o di violento è passato nella mia vita tranquilla, io ho vissuto questa vita intensamente, godendo quasi delle mie stesse sofferenze, esultante per la gioia di poter vivere dentro di me, di sentirmi dentro, chiusa come in uno scrigno, un'anima, un'anima palpitante, ridente, nostalgica, appassionata; è forse per questa piena di sentimenti, per cui in una giornata soffro e godo ciò che apparentemente si pu…

Buonanotte del 4 aprile 2019

Ma è la mia sensibilità che mi farà vivere sempre e comunque contro una società che ha bisogno dei poliziotti per conservare il potere. Anche a dispetto dell'intelligenza, commissario. A dispetto di tutto e di tutti. Se il mio destino è di restare eternamente un eretico… tanto peggio. Vorrà dire che morirò senza rimpianti, con tutti i miei dubbi, ma con una sola certezza: di non essere mai stato complice dell'orrore, del sopruso, degli oppressori d'ogni sorta, qualunque sia il colore e l'ideologia che li anima.
— Pino Cacucci - In ogni caso nessun rimorso

Storia di un corpo

Come previsto, crisi di ansia. L'ansia si distingue dalla tristezza, dalla preoccupazione, dalla malinconia, dall'inquietudine, dalla paura o dalla rabbia per il fatto di essere priva di oggetto. Un puro stato nervoso dalle conseguenze fisiche immediate: oppressione al petto, fiato corto, nervosismo, goffaggine (rotta una tazza preparando la colazione), eccessi di rabbia dei quali può fare le spese il primo venuto, imprecazioni soffocate che ti avvelenano il sangue, nessun desiderio e i pensieri corti come il fiato. Impossibile concentrarsi, dispersione assoluta, accenni di gesti, accenni di frasi, accenni di riflessioni, niente arriva fino in fondo, tutto rimbalza verso l'interno, l'ansia rimanda sempre al cuore dell'ansia. Non è colpa di nessuno - o di tutti, che poi è la stessa cosa. Scalpito dentro di me, accusando la terra intera di non essere che me. L'ansia è un male ontologico. Che cos'hai? Niente! Tutto! Sono solo come l'uomo!
— Daniel Pennac

Buonanotte del 3 aprile 2019

La cosa più importante, ciò che realmente caratterizza un uomo, è in qualche modo non umiliare nessuno, e non permettere che quelli che stanno intorno si sentano degradati.
— Il Bacio della Donna Ragno, Héctor Babenco (1985)

Addio a una vista

Immagine
Non ce l’ho con la primavera
perché è tornata.
Non la incolpo
perché adempie come ogni anno
ai suoi doveri.

Capisco che la mia tristezza
non fermerà il verde.
Il filo d’erba, se oscilla,
è solo al vento.

Non mi fa soffrire
che gli isolotti di ontani sulle acque
abbiano di nuovo con che stormire.

Prendo atto
che la riva di un certo lago
è rimasta - come se tu vivessi ancora -
bella com'era.

Non ho rancore
contro la vista per la vista
sulla baia abbacinata dal sole.

Riesco perfino ad immaginare
che degli altri, non noi
siedano in questo momento
sul tronco rovesciato d’una betulla.

Rispetto il loro diritto
a sussurrare, a ridere
e a tacere felici.

Suppongo perfino
che li unisca l’amore
e che lui la stringa
con il suo braccio vivo.

Qualche giovane ala
fruscia nei giuncheti.
Auguro loro sinceramente
di sentirla.

Non pretendo alcun cambiamento
dalle onde vicine alla riva,
ora leste, ora pigre
e non a me obbedienti.

Non pretendo nulla
dalle acque fonde accanto al bosco,
ora color smeral…

Buonanotte del 2 aprile 2019

Non amo la parola ‘popolo’, e mi mette i brividi usata in certi contesti, come ‘il popolo è con me’ o 'è il popolo che ha deciso’. È spersonalizzante, evoca il totale annullamento della volontà del singolo individuo. Il gregge di caproni che segue il latrato del cane da pastore.
— Sofia Marinelli

Sciocchezzario

Una delle tecniche infatti più caparbiamente perseguite da Svevo è quella della ripresa e della correzione di una parola che viene prima lasciata cadere, quasi distrattamente, e poi viene in qualche modo recuperata con un nuovo significato. L'autore è costretto a emendare quanto uno dei suoi personaggi ha appena detto, perché i protagonisti sveviani mentono tutti, mentono disperatamente, innanzitutto a se stessi. Svevo, che da giovane si era formato sulle pagine di Schopenhauer, non smette mai di pensare che la vita umana è fatta di una volontà, fondamentalmente egoistica, e di una rappresentazione che tende invece al sogno e all'idealismo, cioè all'inganno, anche di se stessi (innanzitutto, forse, di se stessi). Niente di meglio, allora, che svelare questa universale menzogna, questa universale farsa, riformulando le riflessioni dei propri personaggi e di Emilio in particolare, in quanto il più lòico e il più votato all'autoanalisi.
Fin dalla prima, dalla primissima …

Buonanotte del 1 aprile 2019

La solitudine non le pesa?
"La solitudine è brutta se stai male, se non hai di che vivere. Altrimenti è un lusso".

— K. Lagerfeld

Non voglio

Non voglio imparare a non aver paura, voglio imparare a tremare. Non voglio imparare a tacere, voglio assaporare il silenzio da cui ogni parola vera nasce. Non voglio imparare a non arrabbiarmi, voglio sentire il fuoco, circondarlo di trasparenza che illumini quello che gli altri mi stanno facendo e quello che posso fare io. Non voglio accettare, voglio accogliere e rispondere. Non voglio essere buona, voglio essere sveglia. Non voglio fare male, voglio dire: mi stai facendo male, smettila. Non voglio diventare migliore, voglio sorridere al mio peggio. Non voglio essere un’altra, voglio adottarmi tutta intera. Non voglio pacificare tutto, voglio esplorare la realtà anche quando fa male, voglio la verità di me. Non voglio insegnare, voglio accompagnare. Non è che voglio così, è che non posso fare altro.
Chandra Livia Candiani, Il silenzio è cosa viva. L’arte della meditazione, Torino, Einaudi 2018, p. 75

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