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Passi, gesti e parole

«Forse le cose stanno esattamente così: quelli che vale la pena di amare veramente sono quelli che ti rendono estraneo a te stesso. Quelli che riescono a estirparti dal tuo habitat e dal tuo viaggio, e ti trapiantano in un altro ecosistema, riuscendo a tenerti in vita in quella giungla che non conosci e dove certamente moriresti se non fosse che loro sono lì e ti insegnano i passi i gesti e le parole: e tu, contro ogni previsione, sei in grado di ripeterli». — John Fante, “Chiedi alla polvere”

Un anno terribile

«La scala era perfettamente sicura, fissata a rotaie in alto e in basso, ma io la tenevo con entrambe le mani, per nessun altro motivo se non quello che istintivamente ti spinge a tenere una scala quando qualcuno ci sale. Feci anche un’altra cosa istintivamente, senza pensarci. Guardai. Quello che vidi non l’avevo mai visto prima, non in quel modo. Il suo posteriore, due pani dorati e tondi, un solco mozzafiato fra loro, e un ciuffo di peli che sembravano truciolato di ottone. Per tutta la vita mi ero soffermato a rimuginare e a ponderare sulla deprimente bruttezza di quella zona, avendola intravista soltanto sotto i vestiti di mia madre e delle mie zie, spaventosa come un nido di topi, scialba come i rifiuti che l’aspirapolvere risucchia, oscena ma obbligatoria, terribile confronto al quale prima o dopo doveva sottomettersi ogni uomo. Non c’era da meravigliarsi che le donne la tenessero nascosta. Non c’era da meravigliarsi che fosse un peccato guardarla, un peccato desiderarla, e un ...

Chiedi alla polvere

Più Sammy parlava, più diventava cordiale. La cosa che lo interessava maggiormente era il lato finanziario della professione di scrittore. Si informò su quanto pagava questa rivista e quanto quella, e affermò di essere convinto che, in campo letterario, riusciva solo chi aveva le conoscenze giuste. Solo chi aveva un fratello, un cugino o un amico in una casa editrice poteva sperare di veder pubblicato un proprio racconto. Inutile cercare di dissuaderlo e io non mi ci provai nemmeno, tanto più che questo suo modo di ragionare era tipico di chi non sapeva scrivere. Joe Fante

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