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Contare e raccontare

Carlo V, che era analfabeta, ma aveva a che fare con dignitari di lingue assai diverse, diceva – racconta una fonte – che per pregare gli andava bene lo spagnolo, per parlare alle dame il francese, l’italiano per jouer la farce e, infine, il tedesco per parlare à son cheval (ma il bon mot girava per l’Europa con varianti e aggiustamenti a seconda dei paesi…). I comici dell’Arte e gli attori di teatro e di melodramma che recitavano con successo per l’Europa sei e settecentesca convinsero che l’italiano, come già Carlo V pensava (almeno in una variante), era la lingua del bel canto e del teatro. Più o meno nello stesso torno di tempo lo sviluppo degli studi filosofici, matematici e scientifici in Francia convinse gli europei che il francese era la lingua della ragione e della scienza, e via seguitando. Ci sono ragioni storiche dietro questi stereotipi, ma di stereotipi spesso si tratta, Corneille e Molière, da un lato, Galilei dall’altro, e di rincalzo Shakespeare, Locke, le cantate tede...

Col sorriso

Un grande poeta latino, forse il più grande dei poeti latini, Virgilio (71-19 a.C.), ha scritto un verso famoso: Incipe, parve puer, risu cognoscere matrem... “Comincia, bambinetto, a riconoscere tua madre col sorriso”. Virgilio ha fissato così un momento emozionante per ogni persona che abbia allevato un bambino. È il momento in cui il bambino per la prima volta sorride intenzionalmente. Oggi gli psicologi di lingua inglese che hanno studiato con cura lo sviluppo dei piccoli esseri umani nei primi mesi di vita parlano a questo proposito di smiling response, di “reazione del sorriso”. Uno di loro, René Spitz, ha scritto un intero libro su questo argomento. Già nel secondo mese di vita il lattante manifesta grande interesse per il viso umano e lo preferisce a ogni altro oggetto che lo circonda. Nel terzo mese corpo e mente si sono sviluppati ancora di più. Ora il lattante è capace non solo di riconoscere e percepire, ma anche di reagire in modo voluto, con intenzione, a quel che lo inte...

Buonanotte del 15 dicembre 2018

«La distruzione del linguaggio è la premessa a ogni futura distruzione». Tullio De Mauro

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