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Variazioni

Se dalla bocca degli arcangioli cadevano parole amare. Se dalle tue parole amare io conferivo carattere alla mia disciplina. Se dalle tue parole disordinate e confuse a tal punto ch’io  non potevo non rimuovere ogni disordine dalla mia mente nascessero cose buone. Se dalla tua testardaggine nascessero ancora fiori!  Se dalla mia stanchezza suonasse un ritornello d’amore. Se dall’amarezza nascesse qualche cosa di nuovo. Se dalla mia follia corresse una nuova vittoria. Se dal mio disordine nascesse un ordine nuovo. Se dalla mia preghiera potesse sorgere la sicurezza…  io avrei trovato te.  S e nell’incavo della tua mano vi fosse la  moneta perfetta –  Se dall’amore della disciplina nascesse  il passo del soldato  che non vince ma si ritira senza  colpo ferire.  Se dalla luce si sprigionasse un nuovo sole fiammeggiante d’amore e di silenzi… Amelia Rosselli (1930-1996)

Amelia Rosselli

L'11 febbraio 1996 muore suicida a Roma Amelia Rosselli , poetessa italiana, figlia di Carlo Rosselli Dissipa tu se tu puoi  la mia fanciullaggine; dissipa tu se tu vuoi,  o puoi, il mio incanto di te, che non è finito:  il mio sogno di te che tu devi per forza assecondare, per diminuire [...] (La libellula -Panegirico della libertà)

La Nomentana

Con uno stipendio di mezza giornata ho visto e conosciuto Roma con l’ottica di una persona molto povera e dal punto di vista di un «giovinotto». Perché a Roma era impensabile affittare una stanza ad una donna sola. Non l’ho visto fare nel mio ambiente. All’inizio ho abitato in via Nomentana. Era un viale triste di impiegati non era ricco come lo è oggi. Ciò che mi colpì subito vivendo in quella zona della città fu la tetraggine del luogo. Ho poi il ricordo ben intatto degli autobus tetri pieni di impiegati statali. Via Nomentana era isolante e triste. Vissi in gran solitudine per un periodo lavoravo e continuavo a studiare musica e mi buscai un forte esaurimento nervoso. Ho conosciuto quindi Roma come trapiantata tra camere in affitto con entrate separate. Amelia Rosselli racconta la Nomentana, L’Unità 1988

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