Mario Stefani
Una solitudine inquieta una solitudine inquieta popolata di voci e di ricordi ha il tuo volto e mi dispero giovane amato fra sorrisi incerti e incerte promesse umiliato vivo e chiedo il perché di tanto dolore amore è pazzo e viene quando vuole e mi deride ed io stanco dei miei anni corro a lui incontro come bambino fiducioso non ha rispetto alcuno del mio affanno che mi assale a volte e fa tumulto nel mio cuore chiudermi in un silenzio di parole? questo giovane mi ha strappato le radici cadute le speranze non riverdisco più a volte nel buio lo chiamo chissà che mi ascolti che i suoi giovani anni abbiano pietà del mio soffrire.