Il mio domani
Vivo nell’Illinois, ho trentatré anni e lavoro presso una fabbrica di dentifrici. Non c’è molto da dire su di me: da quando George mi ha lasciata conduco una vita sedentaria e noiosa che farebbe venire il latte alle ginocchia a chiunque la raccontassi. La mattina il gallo canta all’alba, mi alzo e prendo una tazza di caffè dolce accompagnato da un cornetto comprato la sera prima rientrando dal lavoro. Trangugiata la colazione, mi infilo la divisa ancora umida perché non ha avuto il tempo di asciugarsi la notte, esco di casa salutando Fred, il mio vecchio cane da guardia, e prendo il mio rottame di pick-up che mi porta davanti al cancello della fabbrica. Ormai sono già tre lunghi anni che lavoro per otto ore come avvitatappi in questa maledettissima fabbrica ma, visto che questo impiego è l’unica cosa che mi mantiene e dato che non vedo proposte migliori all’orizzonte, me lo tengo stretto. Ringraziando il cielo ho Sally, la mia migliore amica, la sorella che non ho mai avuto, l...