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La lezione delle piante per uscire dalla quarantena

Nel luglio del 2010 ero a Oxford per il mio primo TED. Il TED è quel concentrato esplosivo di idee e discorsi su scienza, tecnologia e ottimismo tenuti assieme dal fatto che è evidente che, anche senza volerlo, stiamo costruendo un mondo migliore. Quando esci da lì ti sembra di avere le ali. Tra gli speaker quell’anno c’era un italiano che non avevo mai sentito nominare: Stefano Mancuso, professore di neurobiologia a Firenze, che in tredici minuti fece un discorso spettacolare sull’intelligenza delle piante (qui il video). Quando scese dal palco mi spiegò che in fondo Internet funziona proprio come una pianta, ed è per questo che funziona: non ha un quartier generale che controlla tutto, e se isoli un nodo, la rete continua a trasmettere dati. Come una pianta. Da allora non ci siamo più persi di vista. Lui ha continuato a fare ricerche bellissime che lo hanno portato, un anno fa, a curare una parte della profetica mostra andata in scena alla Triennale di Milano, Broken Nature; una...

Perché internet cambierà tutto

Il rapporto Wired-Cotec sulla cultura dell’innovazione in Italia, è diventato un libretto fuori commercio distribuito alla Giornata Nazionale dell’Innovazione. La prima copia è stata consegnata al presidente Napolitano. I dati fondamentali erano su Wired 4. Questa la prefazione. E’ l’alba di un nuovo mondo, di una nuova Italia. Se alziamo lo sguardo possiamo già scorgerne i confini. E i futuri leader. Hanno meno di 24 anni, sono uno diverso dall’altro, hanno paure e speranze spesso contraddittorie. Vorrebbero cambiare tutto ma si muovono con una prudenza che è già diffidenza; sono affascinati dal progresso ma pretendono di soppesare prima attentamente i rischi delle nuove tecnologie, senza deleghe in bianco a nessuno, nemmeno agli scienziati. Vorrebbero che a decidere fossero piuttosto ciascuno di loro e tutti assieme. I cittadini: questa è democrazia diretta. Sono divisi su tanti temi come nucleare, Ogm, nanotecnologie, cellule staminali. Magari non ne sanno ancora abbastanza...

Frammenti di un discorso amoroso per internet

Questi sono gli appunti per un discorso. Che forse farò domani. Se sarà il caso, se ci sarà l’aria giusta, la gente giusta. O forse il discorso resterà qui. Un modo per mettere in fila pensieri e timori, progetti e speranze. Che riguardano internet. Perché io amo internet. Non sembri velleitario o esagerato. Se oggi mi chiedessero a quale strumento di comunicazione non potrei mai rinunciare fra giornali, radio, tv e internet, io, che di comunicazione vivo, non avrei dubbi. Internet. Anche se sono fra quelli che ancora hanno un rapporto fisico, quasi feticistico con la carta stampata (colleziono giornali antichi o storici e i più belli li trovate incorniciati nel corridoio di casa mia). Ma Internet è un’altra cosa. La potenza del mezzo è ineguagliabile. Racchiude insieme le potenzialità della radio, della tv e della stampa. Aggiunge a tutto questo la ricerca personalizzata, con archivi praticamente infiniti e velocità di risposta supersoniche. E soprattutto, ora che c’è il...

Così ho regalato il web al mondo

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Parla Tim Berners Lee, il padre del www. "Con la mia invenzione non mi sono arricchito e c'è ancora una sfida da vincere: il divario digitale. Oggi festeggia a Roma i 20 anni della sua creatura Tim Berners Lee "NON C'E' STATO un momento "eureka" nella creazione del Web. Un momento preciso in cui ho detto: è fatta! È stato piuttosto un percorso lungo. Se devo indicare un inizio potrebbe essere addirittura il 1980 quando scrissi un programma che si chiamava Enquire: io ero un giovane fisico e lavoravo al Cern di Ginevra. Quel programma mi serviva a tenere traccia del complesso di relazioni fra persone, idee, progetti e computer di quella straordinaria comunità di scienziati. Era solo ad uso personale. Poi nel 1989 scrissi un memo ai miei capi, un memo storico anche se allora non potevo saperlo. Proponevo di creare uno spazio comune dove mettere le informazioni a disposizione di tutti: lo chiamai il Web. L'idea era avere una rete dove chiunque ...

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