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Visualizzazione dei post con l'etichetta Emile Cioran

FramMenti

Una volta che accettiamo le nostre debolezze queste cessano di farci del male.  (E. Cioran)

FramMenti

Le dispute umane mi sembrano talmente insulse che ripongo la mia speranza in un monastero appollaiato in cima a una stella invisibile.  (Emil Cioran, "Finestra sul nulla")

FramMenti

Ho desiderato solo una cosa: essere libero, e cioè che mi si lasci tranquillo, che non ci si occupi in alcun modo di me. È per questo che la sollecitudine, i regali mi danno fastidio quanto un insulto. Non mi piace dipendere da nessuno. Qui sta la fonte della mia solitudine e della mia assenza di fede. Cioran

Quaderni

Stamattina ho aperto un'antologia di testi religiosi e subito mi sono imbattuto in questa frase del Buddha:«Nessun oggetto merita di essere desiderato». Impressione straordinaria. Ho chiuso il libro: perché, dopo, leggere ancora? e leggere che cosa, poi? È una verità che mi ha trafitto il cuore, benche viva con lei da anni e me la ripeta ogni giorno (sussurrandomela più o meno consapevolmente). Ma imbattervisi all'improvviso in un momento in cui sentivamo il bisogno che venisse dall'esterno e fosse detta da qualcuno che anteponiamo a tutti gli uomini è ben altra cosa! Il solo modo di essere superiori a tutti è non desiderare niente. Quale beatitudine quando si vince il desiderio! Quindi la beatitudine totale non può essere che la vittoria su tutti i desideri! Che cos'è il paradiso? Il mondo prima del desiderio. E infatti è stato proprio il desiderio a distruggere il paradiso. (Emil Cioran, “Quaderni 1957-1972 - Adelphi)

FramMenti

 Inutile cercare di togliersi un'abitudine con la volontà; si smette solo quando si arriva al punto di saturazione, alla nausea e all'esasperazione. Si trionfa solo di ciò che si odia, dopo averlo amato. Emil Cioran, Quaderni 1957-1972

FramMenti

Finché non farò qualcosa che mi riabiliti ai miei occhi, mi porterò addosso per giorni questi umori acidi, questi sarcasmi automatici, questa desolazione in cui campeggia la mia ispirazione vacante, e la perdita del mio orgoglio. C’è in me qualcuno che mi ha abbandonato. — Emile Michel Cioran

FramMenti

Bisognerebbe rinunciare a cercare l’essenza delle cose. È una brutta piega presa dalla nostra mente questo voler fissare in ogni occasione l’evanescente e scovarne la ragione durevole. Non c’è niente dietro a niente. Ma può esserci qualcosa in noi. È a questo che è necessario aggrapparsi. — Emile Cioran

Ridiventare uomo

L'uomo tende sempre più a detenere il monopolio del dramma e della sofferenza del mondo. [...] coloro che sanno cosa significa essere uomo cercano di diventare tutto tranne questo. Se fosse possibile, mi trasformerei ogni giorno in una forma diversa di vita animale o vegetale. Sarei, di volta in volta, tutte le varietà di fiori, sarei malerba, spina, rosa o albero equatoriale dai rami contorti, alga sballotata dalle onde o arbusto di montagna in balia dei venti; oppure sarei un uccello dal canto melodioso o un predatore dal verso stridulo, migratore o stanziale, una bestia delle foreste o un animale domestico. Vivrei ogni specie con una frenesia selvaggia e incosciente, percorrerei tutta la sfera della natura, muterei forma con la levità di una grazia ingenua, senza ostentazione, come in un processo naturale. Come vagherei tra nidi o grotte, deserti montani e marini, colline o pianure! Solo questa avventura cosmica, vissuta nell'intima sostanza dell'esistenza, seguendo l...

Squartamento

“La scomparsa del silenzio deve essere annoverata fra gli indizi annunciatori della fine. Non è più a causa della sua impudicizia né delle sue dissolutezze che oggi Babilonia la Grande merita di crollare, ma a causa del suo frastuono e strepito, degli stridori della sua ferraglia e dei forsennati che non ne sono mai sazi. Accanita contro i solitari, ultimi martiri in ordine di tempo, li perseguita, li tortura, ne interrompe ad ogni momento le rimuginazioni, s'infiltra come un virus sonoro nei loro pensieri per corroderli, per disgregarli. Come potrebbero, nella loro esasperazione, non augurarsi di vederla sprofondare all'istante? Essa contamina lo spazio, essa insozza, nuova prostituta, esseri e paesaggi, essa caccia da ogni luogo la purezza e il raccoglimento. Dove andare, dove abitare? E che cosa cercare ancora nel baccano di un pianeta babilonizzato? Prima che vada in frantumi, quelli che vi hanno sofferto di più, quelli che essa ha tormentato, avranno finalmente la loro riv...

Se fosse possibile

 “L'uomo tende sempre più a detenere il monopolio del dramma e della sofferenza del mondo. […] coloro che sanno cosa significa essere uomo cercano di diventare tutto tranne questo. Se fosse possibile, mi trasformerei ogni giorno in una forma diversa di vita animale o vegetale. Sarei, di volta in volta, tutte le varietà di fiori, sarei malerba, spina, rosa o albero equatoriale dai rami contorti, alga sballotata dalle onde o arbusto di montagna in balia dei venti; oppure sarei un uccello dal canto melodioso o un predatore dal verso stridulo, migratore o stanziale, una bestia delle foreste o un animale domestico. Vivrei ogni specie con una frenesia selvaggia e incosciente, percorrerei tutta la sfera della natura, muterei forma con la levità di una grazia ingenua, senza ostentazione, come in un processo naturale. Come vagherei tra nidi o grotte, deserti montani e marini, colline o pianure! Solo questa avventura cosmica, vissuta nell'intima sostanza dell'esistenza, seguendo l...

Contraddizioni e inconseguenze

"Coloro che conoscono solo pochi stati d’animo, e che non arrivano mai al limite, non possono contraddirsi, perché le loro fiacche tendenze non saprebbero determinarsi in opposizioni. Quelli che, al contrario, provano in modo esasperato l’odio, la disperazione, il caos, il nulla o l’amore, che si consumano in ognuno di questi stati morendone a poco a poco, che non possono respirare se non al culmine, che sono sempre soli – tanto più se sono in mezzo agli altri –, come potrebbero seguire un’evoluzione lineare o cristallizzarsi in un sistema? Una perfetta unità, la ricerca di un sistema coerente sono segno di una vita personale povera di risorse, schematica e insulsa, come lo sono anche le contraddizioni dovute all'estro del momento o al paradosso facile. Solo le grandi e insidiose contraddizioni, le insolubili antinomie testimoniano una vita spirituale feconda, perché soltanto in esse il flusso e l’abbondanza interni trovano modo di realizzarsi. Non c'è vita spirituale feco...

Avventura cosmica

“L'uomo tende sempre più a detenere il monopolio del dramma e della sofferenza del mondo. [...] coloro che sanno cosa significa essere uomo cercano di diventare tutto tranne questo. Se fosse possibile, mi trasformerei ogni giorno in una forma diversa di vita animale o vegetale. Sarei, di volta in volta, tutte le varietà di fiori, sarei malerba, spina, rosa o albero equatoriale dai rami contorti, alga sballotata dalle onde o arbusto di montagna in balia dei venti; oppure sarei un uccello dal canto melodioso o un predatore dal verso stridulo, migratore o stanziale, una bestia delle foreste o un animale domestico. Vivrei ogni specie con una frenesia selvaggia e incosciente, percorrerei tutta la sfera della natura, muterei forma con la levità di una grazia ingenua, senza ostentazione, come in un processo naturale. Come vagherei tra nidi o grotte, deserti montani e marini, colline o pianure! Solo questa avventura cosmica, vissuta nell'intima sostanza dell'esistenza, seguendo l...

FramMenti

Se non si stenta a immaginare l’intera umanità in preda alle convulsioni o, quanto meno, allo sgomento, in compenso significherebbe tenerla in eccessiva stima credere che essa possa, nella sua totalità, elevarsi mai al dubbio, generalmente riservato a pochi reprobi. Eppure, essa vi accede, in una certa misura, nei rari momenti in cui cambia dei, e in cui gli animi, sottoposti a sollecitazioni contraddittorie, non sanno più quale causa difendere né a quale verità infeudarsi.  E. Cioran

Buonanotte del 20 novembre 2020

La sola cosa che possa salvare l’uomo è l’amore. E se molti hanno finito per trasformare in banalità questa asserzione, è perché non hanno mai amato veramente. Emile Cioran - da Al culmine della disperazione 1934

Divagazioni

Dio è una malattia del nostro cuore. Il bisogno di trovare un supporto ha forgiato quest'appiglio insicuro, che sorregge gli individui deboli e incapaci di sopportare la propria debolezza. I forti - coloro che portano sulle loro spalle le proprie insicurezze e hanno il coraggio di vivere senza un fondamento - restano per sempre distaccati da Lui; essi vivono senza la superstizione delle maiuscole, sapendo fin troppo bene quanto sia difficile per ogni creatura, persino quando si sia elevata al piano del pensiero, appiattire i concetti o le cose sulla catena di realtà sostituibili, nell'orizzonte della futilità universale. — Emil Cioran

Sommario di decomposizione

“Tu cerchi invano il tuo modello fra gli esseri umani: da quelli che si sono spinti più lontano di te non hai mutuato altro che l'aspetto compromettente e nocivo: dal saggio - la pigrizia; dal santo - l'incoerenza; dall'esteta - l'asprezza; dal poeta - la spudoratezza… e da tutti il disaccordo con se stessi, l'equivoco nelle cose quotidiane e l'odio di ciò che vive semplicemente per vivere. Puro - rimpiangi il fango; sordido - il pudore; sognatore - la rudezza. Tu non sarai mai nient'altro che ciò che non sei, e la tristezza di essere ciò che sei. Di quali contrasti fu impregnata la tua sostanza, e quale genio discordante presiedette alla tua relegazione nel mondo? L'accanimento a sminuirti ti ha fatto sposare negli altri la loro brama di rovina: in quel tale musicista - la tale malattia; in quel tale profeta - una certa tara; e nelle donne - poetesse, libertine o sante - la loro malinconia, la loro linfa alterata, la corruzione di carne e di sogno. L...

Buonanotte del 3 febbraio 2019

Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni. Emil Cioran

Buonanotte del 28 novembre 2018

Non posso fare distinzione tra la musica e le lacrime. — (E. Cioran)

Buonanotte del 10 settembre 2017

Più facciamo progressi ‘interiori’ più diminuisce il numero di coloro con cui possiamo realmente comunicare. — E. Cioran

Emile Cioran

Il 20 giugno del 1995, muore a Parigi lo scrittore e filosofo di origine romena, Emile Cioran E' venale la nostra memoria: sostiene la causa dei nostri dolori, si è venduta ai nostri dolori. ... Quanto alla felicità, la maggioranza di noi non riesce a resisterle, l'infelicità è ben altrimenti insidiosa. (La tentazione di esistere)

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