Ferito a morte
Immagina che Napoli sia la Foresta… L'avevo immaginato, I'avevo immaginato, figuriamoci se non l'avevo immaginato! — …Che uno di noi, in questa Foresta, completamente solo, voglia conservare la sua indipendenza, il suo carattere e insomma il suo io autentico. Voglia conservarlo svilupparlo o modificarlo senza interferenze deformatrici immune dalla sopraffazione inevitabile e corruttrice dell'ambiente, che sta lì a bocca spalancata, pronto a ingoiarlo. Ammetto anche che questo Giona sia un forte, che non sia nato e cresciuto sotto il segno dell'indulgenza, infatuato dal suo particulare, senza insomma le tare ed i vizi della nostra gente. Ammetto che niente impedisca, ma questa è una supposizione azzardata, che egli un giorno prenda coscienza di se stesso e dell'ambiente in cui vive. A questo punto io affermo che egli sarà ugualmente sopraffatto. Allora la cosa era semplicissima: eravamo fregati, punto e basta. — Ma se te che vai in un posto dove è possibile stabi...