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FramMenti

Nessuna paura che mi calpestino. Calpestata, l’erba diventa un sentiero. Blaga Dimitrova

Sala d'aspetto

L’intero spazio della mia vita fu una sala d’aspetto da soglia a soglia, racchiusa da vetri con aria in cornici d’acciaio sotto le picche incrociate di lancette d’orologio. Stare in ascolto. Sussurrare. Trattenere il respiro. Attendere un qualche segnale. Ritardo. E di nuovo. Ancora un poco. Già domani. Ancora un attimo di pazienza infinita. Se sbattevo l’ala contro l’aria vitrea, invece di infrangerla, era l’aria a spezzare la mia ala. Sono già trascorsi i miei secondi. Non saprò aspettare. Ma confuso come in un sogno apparve attraverso i vetri sporchi, quasi in uno specchio nella nebbia, il mio volto riflesso. Era il volto stesso dell’attesa, giunto al punto di pietrificazione. E ho capito, all’improvviso: c’è sempre un’ultima scadenza per infrangerlo col naso - per smuovere quest’aria inchiodata. Non arriverà più un treno da altri luoghi. Non più. Dovrò io stessa diventare il fischio di un treno lontano, e un ritmo affannoso sempre più veloce, sempre pi...

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Erba Nessuna paura che mi calpestino. Calpestata, l’erba diventa un sentiero. Blaga Dimitrova

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“Non so se mi ero innamorata di te. Mi innamorai però di altre cose, lo so: di una stanza scomoda rivolta a nord, di una teiera che crepitava di sera. Degli alberi mi innamorai che toglievano spazio, dei solitari e soffocanti cinema di quartiere, dei dolorosi ricordi di prigione, di un muro ferito dalle bombe. Delle fermate del tram, delle foglie ricoperte di brina, di una calda tasca con castagne bruciate, della pioggia scrosciante, del suono del telefono, perfino della nebbia fonda color cenere. Di tutto il mondo mi ero innamorata, non di te. Lo scoprivo nuovo, interessante, ricco. Per questo soffro… Non per averti perso. Altro ho perduto – il mondo intero.” — Blaga Dimitrova

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