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All'alba

 Mia madre all’alba non ha colore ma il freddo celesti aurore le porta nel seno, dolci paesi d’albicocca. Alle sue mani la musica degli anni, ascolta come l’oriente sereno indora i mesti inganni del suo sorriso. E d’un palpito ha gli occhi, d’un soffio il suo viso. Alfonso Gatto

Alfonso Gatto

Arietta settembrina Ritornerà sul mare la dolcezza dei venti a schiuder le acque chiare nel verde delle correnti. AI porto, sul veliero di carrubbe l’estate imbruna, resta nero il cane delle sassate. S'addorme la campagna di limoni e d'arena nel canto che si lagna monotono di pena. Così prossima al mondo dei gracili segni, tu riposi nel fondo della dolcezza che spegnilini.

Alfonso Gatto

Un'alba Com'è spoglia la luna, è quasi l'alba. Si staccano i convogli, nella piazza bruna di terra il verde dei giardini trema d'autunno nei cancelli. È l'ora fioca in cui s'incide al freddo la tua città deserta, appena un trotto remoto di cavallo, l'attacchino sposta dolce la scala lungo i muri in un fruscìo di carta. La tua stanza leggera come il sonno sarà nuova e in un parato da campagna al sole roseo d'autunno s'aprirà. La fredda banchina dei mercati odora d'erba. La porta verde della chiesa è il mare.

Alfonso Gatto

Il 17 luglio 1909 - nasce a Salerno lo scrittore e poeta Alfonso Gatto Sorriderti forse è morire, porgere la parola a quella terra leggera alla conchiglia in rumore al cielo della sera, a ogni cosa che è sola e s'ama col proprio cuore. (Sorriderti, Poesie d'amore)

Alfonso Gatto

L' 8 marzo del 1976, muore a Capalbio (Grosseto) Alfonso Gatto Le ragazze moderne non sono moderne [...] ..... Il rosso le veste di blu l'azzurro le veste di rosa, un poeta non sa più quale scegliere per sposa. Sceglierà la più bella? Nessuna è tutta brutta nessuna è tutta bella. Sceglierà la più caduca, sceglierà  la passeggera della fresca primavera col nastrino sulla nuca. (La forza degli occhi, Premio Bagutta 1955)

Buongiorno del 13 luglio 2012

...Il cielo tramonta, ma aggiorna sui vetri della prigione. Sono passati trent'anni, vivesti d'amore, di danni felici. Il torto che opprime è l'ansia d'avere ragione, e tu non l'avesti, perdevi. Alfonso Gatto

Buongiorno del 12 giugno 2012

Il sole resta della guerra, il mare che abbatte nei millenni i templi e l'oro e quel pianto infinito della sera che lascia le speranze sulle soglie delle case distrutte come un'erba fresca e soave... Resta la luce squallida dei lidi, là dove i negri parlano ai fanciulli di Napoli ed insieme nella notte del sangue antico scendono feroci. Alfonso Gatto

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