Francisco Ruiz Udiel
Lascia la porta aperta Lascia la porta aperta. Che le tue parole entrino come un arco tessuto dai cipressi, un po’ più leggeri dell’ineludibile vita. Lontano è il porto dove le barche di ebano riposano con tristezza. Poco m’importa arrivare a loro, perché lungo è l’abbraccio con la notte e breve la speranza con la terra. Dovunque io vada il mare mi scaglia da tutte le parti, un’altra alba dove l’immaginazione ormai non può trasformare il fango in vasellame per immagazzinare ricordi. Mi stanco, di svegliarmi, la luce mi ferisce quando vedere non voglio, il viaggio a Itaca nulla mi offre. Se ci fosse almeno un po’ di vino per ubriacare i giorni che ci restano ubriacare i giorni che ci restano che ci restano.