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“Così parlò Zarathustra” di Friedrich Nietzsche

Dall’incipit del libro: Allorchè Zarathustra ebbe raggiunto il trentesimo anno, abbandonò il paese nativo ed il nativo lago e andò sulle montagne. Ivi godè del suo spirito e della sua solitudine e non se ne stancò per dieci anni. Ma alla fine il suo cuore si cangiò – e un mattino, levatosi con l’aurora si mise di fronte al sole e gli disse così: «O grande astro! Che sarebbe della tua beatitudine, se tu non avessi coloro ai quali risplendi? Da dieci anni vieni quassù nella mia caverna; ti saresti tediato della tua luce e di questo cammino, se non fosse per me, per l’aquila mia e pel mio serpente. Ma noi ti attendevamo ogni mattina, prendevamo il tuo superfluo, benedicendoti in cambio. Guarda! mi è venuta in disgusto la mia sapienza, come l’ape che ha raccolto troppo miele, ho bisogno di mani che si tendano. Vorrei donare e distribuire fin che i savi tra gli uomini fossero ridivenuti lieti della loro follia e i poveri della loro ricchezza. Perciò debbo discendere nel pro...

“Figli e amanti” di David Herbert Lawrence

Dall’incipit del libro: I «Bottom» furono costruiti dopo «Hell Row». «Hell Row» era un branco di casette tozze, dal tetto di paglia, sparse lungo la riva del torrente, dalla parte di Greenhill Lane. Servivano d’abitazione ai minatori che lavoravano nei piccoli pozzi, due campi più in là. Il torrente scorreva sotto gli ontani, e appena lo intorbidivano quelle miniere di poco conto, dalle quali il carbone veniva tirato su dagli asini che giravano pigramente intorno al pozzo. E tutta quanta la regione era sparsa di quei medesimi pozzi, alcuni dei quali erano in efficienza fin dai tempi di Carlo II, e i pochi minatori e gli asini brulicavano sottoterra come formiche, formando bizzarri rialzi e piccole macchie nere tra i campi di grano e i prati. E le casette di questi minatori, a gruppi, a coppie qua e là, unitamente a qualche fattoria solitaria e alle case dei tessitori, sparse per tutta la parrocchia, formavano il villaggio di Bestwood. Poi, una sessantina di anni fa, avvenne un c...

“L’isola dei brillanti” di Augusto De Angelis

Dall’incipit del libro: — Ecco! Ascoltate… Samuele Beck sudava di paura. Certo il pericolo doveva esser reale, forse insfuggibile. Guardò il suo compagno con ansia. Un bel giovane, senza dubbio; ma i suoi lineamenti mancavano di regolarità e di simmetria; rughe precoci rivelavano un’esistenza tempestosa, dominata dal vizio e dalla passione. Tuttavia l’espressione mobilissima dello sguardo, la bocca sensuale, il naso fortemente piantato erano indizio d’intelligenza e di volontà. Aveva parlato a voce bassa soffiata, scoprendo i denti regolari che avevano aperto per un istante una macchia bianca sul colorito bronzeo del suo volto. Manfredo Vatel faceva subito pensare a una di quelle bestie da preda, pronte a mordere, dure e crudeli. — Sì, vengono… Avete ragione… – e Samuele Beck rabbrividì. Adesso, lo aveva afferrato un tremito convulso. Non tanto la vita aveva paura di perdere in quel momento, vecchio com’era, quanto quel piccolo involto che Vatel gli aveva dato contro la rime...

“La legge della vita” di Jack London

Dall’incipit del libro: Il vecchio Koskoosh ascoltava avidamente. Benchè la sua vista fosse scomparsa da tempo, l’udito era ancora buono, e il suono leggerissimo penetrava fin nella vaga intelligenza che dimorava ancora dietro la fronte rugosa, ma che non contemplava più le cose concrete del mondo. Ah! Il rumore era prodotto da Sit-cum-to-ha, che ingiuriava i cani, mentre li costringeva a forza di scapaccioni sotto la bardatura. Sit-cum-to-ha era la figlia di sua figlia, ma in quel momento era troppo occupata per dedicare un pensiero al misero nonno seduto solo lì nella neve, abbandonato e disperato. Bisognava disfare il campo. La lunga pista attendeva, mentre il breve giorno si rifiutava di attendere. La ragazza sentiva il richiamo della vita, non della morte. E il vecchio era ormai prossimo alla morte. A questo pensiero, il panico invase per un momento Koskoosh, che tese le mani paralizzate, tastando con gesti tremanti la piccola catasta di legna secca che aveva accanto. Rassicu...

“Il processo originale di Galileo Galilei...” di Domenico Berti

Dall’incipit del libro: Questo volume che noi possiamo chiamare meritamente famoso per le dispute cui fu e sarà segno, contiene gli originali degli atti dei due processi condotti in Roma contro Galileo Galilei. Nei primi anni di questo secolo, e durante l’occupazione francese, esso fu levato dagli archivii romani e trasportato in Parigi dove restò per otto e più lustri, e dove fu veduto da molti e tra gli altri dallo storico Carlo Denina, il quale disse che nulla vi trovò che fosse meritevole a risapersi. Se ne cominciò la stampa con la versione a fronte per ordine di Napoleone primo. Ma poi la si lasciò in sospeso e non si progredì oltre quei primi documenti che furono comunicati dall’astronomo Delambre, al nostro Venturi. Negli anni 1814, 15, 16 e 17, Monsignor Marino Marini nominato commissario in Francia per rivendicare gli oggetti di proprietà della Santa Sede che colà erano stati trasportati non ostante le più vive e rinnovate istanze presso il Governo della ristorazione per...

“Memoria sulle condizioni dell’agricoltura...” di Antonio Cefalì

Dall’incipit del libro: «Ma la prefazione d’un terzo qualunque a un libro non suo può ella mai essere altro che inutile?» Questa domanda ho fatto a me stesso, quante volte ho afferrato risoluto la penna ed ho scritto quella prima parola; e la penna e restata lì sospesa in aria per un bel pezzo, poi è andata giù sullo scrittoio, e non se n’è fatto più nulla. Se le prefazioni son cosa inutile per loro stesse, a che scriverne una che sarebbe per riuscire inutile, per un’altra e più potente ragione: l’incapacità di chi deve scriverla? Doppia inutilità dunque e doppia ragione di non farne nulla assolutamente. Mi pare ce ne sia tanto da bastare a scoraggire il più fervido e convinto fautore del celebre volere e potere! Ed io, che non m’inchino tanto facilmente alla fama usurpata di questa massima pericolosa – dei suoi pericoli informino tanti poveri diavoli, che han voluto, voluto, voluto e non son riusciti che . . . . a provare la fallacia del proverbio! – io, dico, mi sono inteso pi...

“La scienza occulta nelle sue linee generali” di Rudolf Steiner

Dall’incipit del libro: Chi si accinge alla descrizione dei risultati ottenuti dall’investigazione spirituale scientifica, del genere di quelli esposti in questo libro, deve anzitutto tener conto del fatto che, all’epoca attuale, questa specie di ricerche è dai più ritenuta impossibile. Qui infatti verrano dette cose, che un modo di pensare, oggidì considerato rigorosamente esatto, afferma «dovere probabilmente restar sempre insolute per la mente umana». Chi conosce e sa apprezzare le ragioni, che spingono tante persone serie a tale affermazione, sente sempre nuovamente il desiderio di cercare di dimostrare quali siano i malintesi, su cui si basa la convinzione che alla conoscenza umana sia vietato l’accesso nei mondi supersensibili. Due considerazioni si affacciano. Primo: nessun’anima umana, dopo profonda riflessione, potrà continuare a lungo a negare, che le questioni più gravi sul significato e l’importanza della vita dovrebbero rimanere insolute se non fosse possibile l’accesso n...

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