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FramMenti

Nessuno si aspettava più informazioni personali, perché non sentiva più il bisogno di informarsi di qualcosa. Le domande erano diventate tutte retoriche, e le risposte tanto stereotipate che per esse non c’era più bisogno di persone, bastavano le cose… Peter Handke

FramMenti

Nessuno si aspettava più informazioni personali, perché non sentiva più il bisogno di informarsi di qualcosa. Le domande erano diventate tutte retoriche, e le risposte tanto stereotipate che per esse non c’era più bisogno di persone, bastavano le cose… Infelicità senza desideri Peter Handke

FramMenti

Nessuno si aspettava più informazioni personali, perché non sentiva più il bisogno di informarsi di qualcosa. Le domande erano diventate tutte retoriche, e le risposte tanto stereotipate che per esse non c’era più bisogno di persone, bastavano le cose…  — Infelicità senza desideri Peter Handke

Quando...

Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese, voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente e questa pozza il mare. Quando il bambino era bambino, non sapeva d’essere un bambino, per lui tutto aveva un’anima e tutte le anime erano un tutt’uno. Quando il bambino era bambino, su niente aveva un’opinione, non aveva abitudini, sedeva spesso a gambe incrociate e di colpo sgusciava via, aveva un vortice tra i capelli e non faceva facce da fotografo. Quando il bambino era bambino, era l’epoca di queste domande: perché io sono io, e perché non sei tu? perché sono qui, e perché non sono lì? quando comincia il tempo, e dove finisce lo spazio? la vita sotto il sole è forse solo un sogno? non è solo l’apparenza di un mondo davanti al mondo quello che vedo, sento e odoro? c’è veramente il male e gente veramente cattiva? come può essere che io, che sono io, non c’ero prima di diventare, e che, una volta, io, che sono io, non sarò più quello...

Pensieri postumi

Ho la sensazione di essere l'unico sopravvissuto e il fatto che al di fuori di me non ci sia più niente è stomachevole. Se per questo ci fosse almeno una spiegazione appetibile! Ma la mia autocoscienza è la coscienza di un mucchio di immondizia in uno spazio infinito e vuoto. Si immagini un po’: il telefono non squilla più, il postino non viene, i rumori di strada hanno smesso, soltanto il vento ulula trascinandosi via un sogno; il mondo è già tramontato, io soltanto non so ancora niente della catastrofe. Io sono propriamente soltanto ancora la mia forma fantomatica, quello che io vedo sono immagini postume, quel che io penso sono pensieri postumi. — Peter Handke, Esseri irragionevoli in via di estinzione

Quando il bambino era bambino

Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese. Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare. Quando il bambino era bambino, non sapeva d’essere un bambino. Per lui tutto aveva un’anima, e tutte le anime erano tutt’uno. Quando il bambino era bambino, su niente aveva un’opinione. Non aveva abitudini. Sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via. Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo. Quando il bambino era bambino, era l’epoca di queste domande: Perché io sono io, e perché non sei tu? Perché sono qui, e perché non sono lì? Quando è cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio? La vita sotto il sole, è forse solo un sogno? Non è solo l’apparenza di un mondo davanti a un mondo, quello che vedo, sento e odoro? C’è veramente il male? E gente veramente cattiva? Come può essere che io, che sono io, non c’ero prima di diventare? E che un giorno io, che sono io, non sarò più...

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