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Visualizzazione dei post con l'etichetta Eduardo Galeano

FramMenti

"L’utopia sta all’orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Faccio dieci passi e l’orizzonte si allontana di dieci passi. Per quanto cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l’utopia? A questo: serve a camminare."    (Eduardo Galeano)

Le guerre mentono

“Le guerre dicono di esserci per nobili ragioni: la sicurezza internazionale, la dignità nazionale, la democrazia, la libertà, l’ordine, il mandato della Civiltà o la volontà di Dio. Nessuno ha l’onestà di confessare: “Io uccido per rubare”. In Congo, nel corso della guerra dei quattro anni che è in sospeso dalla fine del 2002, sono morti non meno di tre milioni di civili. Sono morti per il coltan, ma neppure loro lo sapevano. Il coltan è un minerale raro, e il suo strano nome designa la mescolanza di due rari minerali chiamati columbio e tantalio. Il coltan valeva poco o nulla, finché si scoprì che era imprescindibile per la fabbricazione di telefoni cellulari, navi spaziali, computer e missili; e allora è diventato più caro dell’oro. Quasi tutte le riserve conosciute di coltan sono nelle sabbie del Congo. Più di quarant’anni fa, Patrice Lumumba fu sacrificato su un altare d’oro e di diamanti. Il suo paese torna ad ucciderlo ogni giorno. Il Congo, paese poverissimo, è molto ricco di ...

FramMenti

Viviamo in un mondo dove il funerale è più importante del morto, il matrimonio più dell'amore, e il corpo più dell'intelletto. Viviamo la cultura del contenitore che disprezza il contenuto. (Eduardo Galeano)

FramMenti

Viviamo in un mondo dove il funerale è più importante del morto, il matrimonio più dell'amore, e il corpo più dell'intelletto. Viviamo la cultura del contenitore che disprezza il contenuto.  (Eduardo Galeano)

Lo sguardo oltre l’infamia

Puntiamo lo sguardo oltre l’infamia, per indovinare un altro mondo possibile: l’aria sarà pulita da tutto il veleno che non venga dalla paure umane e dalle umane passioni; nelle strade, le automobili saranno schiacciate dai cani; la gente non sarà guidata dalla automobile, non sarà programmata dai calcolatori, né sarà comprata dal supermercato, né osservata dalla televisione; la televisione cesserà d’essere il membro più importante della famiglia e sarà trattato come una lavatrice o un ferro da stiro; la gente lavorerà per vivere, invece di vivere per lavorare; ai codici penali si aggiungerà il delitto di stupidità che commettono coloro che vivono per avere e guadagnare, invece di vivere unicamente per vivere, come il passero che canta senza saper di cantare e come il bimbo che gioca senza saper di giocare; in nessun paese verranno arrestati i ragazzi che rifiutano di compiere il servizio militare; gli economisti non paragoneranno il livello di vita a quello di consumo, né paragonerann...

FramMenti

“Viviamo in un mondo dove il funerale è più importante del morto, il matrimonio più dell'amore, e il corpo più dell'intelletto. Viviamo la cultura del contenitore che disprezza il contenuto.”   Eduardo Galeano (1940-2015)

FramMenti

Sono piccole cose. Non eliminano la povertà, non ci fanno uscire dal sottosviluppo, non socializzano i mezzi di produzione, non espropriano la grotta di Alì Babà. Ma forse scatenano la gioia del fare, e la traducono in atti. In fin dei conti, agire sulla realtà e cambiarla, anche se di poco, è l’unico modo per dimostrare che la realtà è modificabile.  (Eduardo Galeano)

FramMenti

“L’utopia sta all’orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Faccio dieci passi e l’orizzonte si allontana di dieci passi. Per quanto cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l’utopia? A questo: serve a camminare.”  (Eduardo Galeano)

Primitivo

“Penso al linguaggio «primitivo», alla gente che usa poche parole, che non ha cultura. Uso questa parola, solo per spiegarmi meglio. Dal punto di vista degli esperti, i «primitivi» sarebbero persone di poco conto, perché possiedono un linguaggio «povero». Per non essere «povero», cosa dovrebbe essere, «miliardario»? Invece è impressionante e spaventosa la ricchezza che custodiscono. Al contrario, il linguaggio di molti «eruditi» è di una povertà imbarazzante e penosa, perché non nasce dalla necessità del dire. Alla base del linguaggio c'è sempre una necessità espressiva. In America latina si verificano casi sempre più frequenti in cui gli indigeni sono costretti a parlare lo spagnolo, che molti di loro generalmente non dominano. Pur conoscendo solo poche parole, la corruzione cui sottopongono la lingua ha un impatto espressivo talmente forte da provocare una specie di rottura. Dove l'esperto vede un errore, io vedo una breccia. Una ferita, un taglio espressivo, una nuova risors...

Non si può

Viviamo in questo processo di riduzione, che è al tempo stesso un processo di costruzione della paura, una paura che sta contagiando ogni cosa. La sua diffusione avviene come un gas paralizzante di ogni aspetto della vita. C'è una dittatura del «non si può». Non si può fumare, non si può amare, non si può parlare, non si può ricordare. C'è un timore diffuso e paralizzante che impedisce di vivere. E la paura viene usata come pretesto dal terrorismo: quello «privato», perché chi fabbrica la paura è il terrorismo di Stato, che non può certo confessare le proprie intenzioni. Questa forma di terrorismo si serve del timore e del fanatismo per imporre il proprio dominio attraverso la logica del «non si può». È questo fatalismo, che potremmo chiamare ideologia dell'impotenza, che blocca i governi. — (Eduardo Galeano)

Uccelli proibiti

Per incredibile che possa sembrare, la principale prigione della dittatura militare uruguaiana, si chiamava Libertà. E per incredibile che possa sembrare, era proibito in quella prigione chiamata Libertà che i carcerati disegnassero o ricevessero disegni di farfalle, stelle, coppie ed uccelli. Uno dei carcerati, Didaskó Pérez, maestro di scuola, carcerato per avere, come disse l'ufficiale che lo fermò, delle “idee ideologiche”, ricevette una domenica la visita di sua figlia Milay di cinque anni. La figlia gli portò un disegno di uccelli. Siccome gli uccelli erano proibiti, la censura lo strappò; i censori strapparono il disegno all'entrata della prigione. La domenica seguente Milay portò un disegno di alberi, e siccome gli alberi non erano proibiti, il disegno, passò. Ed il padre gli domandò: “Questi frutti, questi frutti piccoli e tanto colorati che si vedono… Che cosa sono? Arance, limoni, mele? Che cosa sono?” E la bambina lo fece tacere: “Ssshhh, stupido! Non vedi che sono ...

I figli dei giorni

4.12.17 - La memoria verde di Eduardo Galeano  "Come noi, gli alberi ricordano. Ma loro non dimenticano: vanno formando anelli nel tronco, e di anello in anello vanno conservando la loro memoria. Gli anelli raccontano la storia di ogni albero e rivelano la sua età, che in alcuni casi arriva a duemila anni; raccontano che climi ha conosciuto, che inondazioni e siccità ha patito, e conservano le cicatrici degli incendi, dei flagelli e delle scosse della terra che lo hanno attaccato. Un giorno come oggi, uno studioso del tema, José Armando Boninsegna, ricevette dai bambini di una scuola argentina, la migliore spiegazione possibile: "Gli alberelli vanno a scuola e imparano a scrivere. Dove scrivono? Sulla loro pancia. E come scrivono? Con gli anelli. E questo si può leggere". (da "I figli dei giorni", Eduardo Galeano)

Disperata speranza

Che ci sia dato di esseri degni della disperata speranza. Di avere il coraggio della solitudine e il valore di azzardarci a stare insieme, perché a nulla serve un dente fuori dalla bocca, o un dito senza la mano. Di ribellarci agli ordini, ogni volta che ci viene impartito un ordine che umilia la nostra coscienza o viola il nostro senso comune (…) Di essere così caparbi da continuare a credere, contro ogni evidenza, che la condizione umana vale la pena, perché siamo stati fatti male, ma non siamo ancora conclusi. Di essere capaci di continuare ad andare sulle strade del vento, nonostante le cadute e i tradimenti e le disfatte, perché la storia continua il suo cammino, al di là di noi, e quando ci dice addio, in verità sta dicendo: a tra poco. (Eduardo Galeano)

Buonanotte del 27 giugno 2020

Molto recentemente abbiamo saputo che la natura si stanca, come noi, suoi figli: e abbiamo saputo che, come noi, può morire assassinata. Ormai non si parla di sottomettere la natura: ora perfino i suoi carnefici dicono che bisogna proteggerla. Però nell'uno o nell'altro caso, natura sottomessa o natura protetta, essa è fuori di noi. La civiltà che confonde gli orologi con il tempo, la crescita con lo sviluppo, e la mole con la grandezza, confonde anche la natura con il paesaggio, mentre il mondo, labirinto senza centro, si dedica a rompere il suo stesso cielo. — Eduardo Galeano - Le labbra del tempo

Buonanotte del 10 maggio 2014

L’utopia è come l’orizzonte: cammino due passi e si allontana di due passi. Cammino dieci passi e si allontana di dieci passi. E allora a cosa serve l’utopia? A questo: serve per continuare a camminare. Eduardo Galeano

L’origine del mondo

Erano passati pochi anni dalla fine della guerra di Spagna, e la croce e la spada regnavano sopra le rovine della Repubblica. Uno dei vinti, un operaio anarchico appena uscito di carcere, cercava lavoro. Ma invano sconfondeva cielo e terra. Non c’era lavoro per i rossi. Chi non lo accoglieva a muso duro si stringeva nelle spalle o si voltava di là. Nessuno lo capiva, nessuno lo ascoltava. L’unico amico che gli restava era il vino. Tutte le sere, davanti al piatto vuoto, sopportava senza dir nulla i rimproveri della moglie bigotta, donna di una messa al giorno, intanto che il figlio, un bambino, gli recitava il catechismo. L’ho saputo, molto tempo dopo, da Josep Verdura, il figlio di quell’operaio maledetto. Me lo raccontò a Barcellona, dove ero giunto in esilio. Mi raccontò. Lui era un bimbo disperato che voleva salvare il padre dalla dannazione eterna, e quell’ateo, quel cocciuto, non voleva sentire ragioni. «Ma babbo», gli disse Josep, piangente. «Se Dio non esiste, chi ha creat...

Buongiorno del 19 luglio 2012

Nella notte dei tempi, gli alberi non morivano e neppure le genti. Quando il primo dolore si fece sentire, nessuno sapeva se era rosso, nero o bianco. Quando ci fu la prima morte, non c'era una parola per nominarla. Eduardo Galeano

Buongiorno del 5 marzo 2012

Sono solo nella città straniera, non conosco nessuno, e non capisco la lingua che parlano qui. Ma qualcuno brilla all'improvviso in mezzo alla folla, così come all'improvviso brilla una parola perduta nella pagina o un piccolo pascolo nell'arida terra. Eduardo Galeano

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