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Andrea Zanzotto

 Ecloga III - La vendemmia - I Autunno, presto. E il colchico sui prati e la luna che si fa avanti regina e il molto frutto nei notturni adyti e i ruscelli lucenti millepiedi. Cose vive, ahi, vite che ora mi pare di avere perdute. Chi, tardo, si tratterrà a cantarvi? Ma in qualche luogo m’attendete, con qualche segno dell’umano, il più limpido, al limite. Morbido fianco dell’erba, fianco di luna nel giorno, pace in ripresa, lenti alberi, autorità e sostanza. Sì, è un’ubriachezza stolta questa, non durerà. Col dolce colchico e il sonno che oltre me traspare come una lata ricchissima rosa riavrò anche il supremo il superfluo l’azzurro. In esso mi ripristino: basta così poco alla mia precaria anima (rifrazione che ora cade falsa, e non so la ragione) così poco per tornare, per essere: raggio che s’acqueta d’un cielo ove cadere.

Andrea Zanzotto

Il 18 ottobre del 2011, muore a Conegliano Andrea Zanzotto La città dei papaveri, così concorde e gloriosa, così di pudori generosa, così limpidamente inimmaginabile nel suo crescere, così furtiva fino a ieri e così, oggi, follemente invasiva... (Le poesie e prose scelte, Premio Bagutta 2000)

Buonanotte del 25 ottobre 2012

La poesia si trova a essere investita di un ruolo fondamentale in questa melma di disvalori, che e’ quello di ricreare le connessioni vitali tra passato e futuro. Andrea Zanzotto

Buonanotte del 19 luglio 2012

Anche oggi, circondati come siamo da un pullulare continuo di novità e contraddizioni che ci mettono nella stessa situazione di quei personaggi dei film western costretti a saltellare di continuo per evitare le pallottole che gli sparano sui piedi. E così, tra sberle, pugni e pallottole, la stessa poesia non può far altro che saltellare. Procedendo per incerti frammenti. Andrea Zanzotto

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