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FramMenti

Sembra quasi una perfida vendetta della natura contro l'uomo: tutte le conquiste della tecnica, con la quale egli si è impadronito dei suoi più segreti poteri, servono in pari tempo a turbarne l'anima. La tecnica ha gettato su di noi la più tremenda maledizione, impedendoci di sfuggire al presente anche per un momento solo. Le generazioni passate, in epoche di catastrofi, avevano la possibilità di rifugiarsi nella solitudine; a noi fu riservato invece di dovere apprendere e condividere ogni evento nella stessa ora, nello stesso minuto, dovunque esso si verifichi nella sfera terrestre.   (S. Zweig)

FramMenti

“Il nazionalsocialismo, con la sua tecnica di inganno senza scrupoli, si guardò sempre dal proclamare l'intero radicalismo delle sue mete prima di avervi allenato il mondo. Questo era il suo prudente metodo: una piccola dose seguita da una piccola pausa, poi un'altra dose. Una pillola ed un momento d'attesa, per vedere se non era troppo forte, se la coscienza mondiale tollerava quel dosaggio.” — Stefan Zweig, Il mondo di ieri

Breve novella estiva

«Ogni volta che la osservavo, quel suo sguardo umido e trasognato, quel modo selvatico, esuberante, con cui accarezzava ogni cane e ogni gatto, l'inquietudine che le faceva cominciare un po’ di tutto, per poi lasciarlo a metà, per me era un turbamento infinito. E poi, la furia ardente con cui, la sera, consumava i pochi, miseri libri della biblioteca dell'albergo o compulsava i due consunti libri di poesia che aveva portato con sé, il suo Goethe e il suo Baumbach… Ma perché sorride?» Dovevo scusarmi. «È solo l'accostamento, Goethe e Baumbach». «Ah, ecco! Certo, è buffo. Eppure non lo è. Mi creda, alle ragazzine, a quell'età, non importa leggere poesie belle o brutte, autentiche o insincere. Per loro i versi sono soltanto calici con cui dissetarsi, e non badano al vino perché l'ebbrezza è già dentro di esse, ancor prima di bere. Così era quella ragazza, traboccava di desiderio struggente, che le risplendeva negli occhi, le faceva tremare le dita appoggiate sul tav...

Ogni volta

«Ogni volta che la osservavo, quel suo sguardo umido e trasognato, quel modo selvatico, esuberante, con cui accarezzava ogni cane e ogni gatto, l'inquietudine che le faceva cominciare un po’ di tutto, per poi lasciarlo a metà, per me era un turbamento infinito. E poi, la furia ardente con cui, la sera, consumava i pochi, miseri libri della biblioteca dell'albergo o compulsava i due consunti libri di poesia che aveva portato con sé, il suo Goethe e il suo Baumbach… Ma perché sorride?» Dovevo scusarmi. «È solo l'accostamento, Goethe e Baumbach». «Ah, ecco! Certo, è buffo. Eppure non lo è. Mi creda, alle ragazzine, a quell'età, non importa leggere poesie belle o brutte, autentiche o insincere. Per loro i versi sono soltanto calici con cui dissetarsi, e non badano al vino perché l'ebbrezza è già dentro di esse, ancor prima di bere. Così era quella ragazza, traboccava di desiderio struggente, che le risplendeva negli occhi, le faceva tremare le dita appoggiate sul tav...

Buonanotte del 14 ottobre 2017

L'opinione ce l'hanno molti. La convinzione pochissimi. L'opinione arriva al volo dalla parola, dalla gazzetta, dal desiderio e dalla chiacchiera, riprende il volo al primo soffio di vento, è appiccicata ai fatti e sempre soggetta alla pressione dell'atmosfera, alla psicosi di massa. La convinzione nasce dall'esperienza vissuta, si nutre di cultura, resta personale e inerisce ai fatti. Stefan Zweig

Notte fantastica

Le sue dita piccole, di un'esilità malaticcia, giocherellavano inquiete con le posate, ma senza farle tintinnare; e quel silenzio che la circondava mi fece bene. Anche lei non toccava cibo, una volta soltanto la sua mano afferrò lesta e avida il bicchiere. Oh, anche lei la sentiva, la febbre del mondo, lo percepii subito - e la cosa mi rese felice -, alla vista di quel gesto che tradiva la sua sete. E con affettuosa complicità il mio sguardo le si posò dolcemente sulle spalle. Una persona, una sola, avevo trovato infine, che non fosse del tutto avulsa dalla natura, che ardesse anche lei dell'incendio del mondo, e volevo rivelarle la nostra affinità. Avrei voluto gridarle «Su, senti la mia presenza! sentimi! Anche io sono desto come te! Anch'io soffro! Sentimi! Sentimi!» l'avviso con l'ardente magnetismo del mio desiderio. Fissavo la sua schiena, accarezzavo con gli occhi i suoi capelli, la trafiggevo con lo sguardo, la chiamavo a fior di labbro, la tenevo stretta, ...

Sovvertimento dei sensi

Ci sono emozioni subitanee, moti dell’anima che raccontati suonerebbero forse sentimentali, parole che sono vere una volta soltanto, tra due individui, a quattr’occhi, che nascono da un inatteso tumulto di sentimenti. Fu l’unico vero dialogo che io abbia mai avuto con mio padre e non ebbi nessuna difficoltà a umiliarmi volontariamente: lasciai a lui ogni decisione. Lui però mi consigliò di abbandonare Berlino e di studiare il prossimo semestre in qualche piccola università e, quasi per consolarmi, aggiunse di esser certo che avrei fatto di tutto per riparare al tempo perduto. La sua fiducia mi emozionò profondamente; in quel minuto mi accorsi del torto che durante tutta la mia giovinezza avevo fatto a quel vecchio, in apparenza freddo e trincerato dietro un rigido formalismo. Dovetti mordermi le labbra per non scoppiare a piangere. Ma anch’egli dovette provare qualcosa di simile, perché improvvisamente mi porse la mano, la tenne un momento tremante, e uscì frettolosamente. — Stef...

Buonanotte del 5 aprile 2015

Soltanto la dedizione ad una passione esclusiva conferisce potenza. — Stefan Zweig

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