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FramMenti

Talvolta, in caratteri assetati di attività, assetati di vita immediata, di realtà, ma deboli, femminei, delicati, nasce pian piano quella che si chiama tendenza alla fantasticheria, e l’uomo finisce col diventare non più un uomo, bensì uno strano essere di genere neutro il sognatore. F. Dostoevskij

FramMenti

“Capitano a volte incontri con persone a noi assolutamente estranee, per le quali proviamo interesse fin dal primo sguardo, all’improvviso, in maniera inaspettata, prima che una sola parola venga pronunciata.” — Fedor Dostoevskij, Delitto e Castigo.

FramMenti

 Ne parlai quasi tacendo. Io sono un maestro nel parlare tacendo, ho parlato tacendo per tutta la mia vita e ho vissuto delle vere tragedie dentro me stesso tacendo.  Fëdor Dostoevskij

FramMenti

Non c’è nulla di più ammaliante per l’uomo che la libertà della propria coscienza: ma non c’è nulla, del pari, di più tormentoso. — F. Dostoevskij

FramMenti

Chiunque voglia sinceramente la verità è sempre spaventosamente forte. F. Dostoevskij

FramMenti

Ci sono fra i ricordi d’ogni uomo, cose che non si raccontano a tutti, ma appena agli amici. Ce ne sono altre che neanche agli amici si raccontano, ma appena a se stessi, e per di più sotto suggello di segreto. Ce ne sono, infine, altre ancora che persino a se stessi si ha paura di raccontare, e di tali ricordi ogni uomo, anche ammodo, ne mette insieme parecchi. — Fëdor Dostoevskij

FramMenti

Cos’è meglio, una felicità a buon mercato oppure un’eletta sofferenza? Fedor M. Dostoevskij

FramMenti

Non c'è nulla di più facile che tagliare teste, e nulla di più difficile che diffondere un pensiero. Fedor Dostoevskij

L'idiota

 A Mosca viveva un vecchio generale, che aveva passato tutta la sua vita ad andare in giro per penitenziari; si fermava davanti ai deportati e domandava di cosa avessero bisogno. Raramente chiedeva dei loro reati, sebbene ascoltasse con attenzione se era il condannato che cominciava a parlare. Parlava con loro come fossero fratelli, ma loro per primi, alla fine, lo considerarono un padre. Così aveva fatto per molti anni, fino alla sua morte; era arrivato al punto che tutti in Russia lo conoscevano. Mi ha raccontato un ex deportato che aveva personalmente verificato come i più inveterati criminali si ricordassero del generale. In verità, non lo ricordavano con fervore o particolare solennità. Ma avveniva che uno di quei “disgraziati”, che magari aveva ucciso una dozzina di persone, a un tratto, di punto in bianco, sospirava e diceva: “Ma ora sarà ancora vivo il vecchio buon generale?”.  Come fate a sapere quale seme avesse lasciato cadere quel “vecchio buon generale” nell’anima...

Delitto e castigo

Ormai convalescente, ricordava i sogni che aveva fatto quando aveva la febbre e delirava. Aveva sognato, durante la malattia, che tutto il mondo era condannato a esser vittima di un’epidemia letale spaventosa, inaudita e mai vista, che avanzava verso l’Europa dalle profondità dell’Asia. Tutti dovevano morire, tranne alcuni, pochissimi eletti. Erano comparse delle specie di nuove trichine, esseri microscopici che si insediavano nei corpi degli uomini. Ma questi esseri erano spiriti, dotati d’intelletto e volontà. Chi li aveva accolti in sé diventava subito indemoniato e folle. Ma mai, mai uomini si erano creduti cosí intelligenti e incrollabili nella verità, come si credevano quegli infettati. Mai avevano considerato piú incrollabili le loro sentenze, le loro deduzioni scientifiche, le loro convinzioni morali e le loro fedi. Interi villaggi, intere città e popoli erano contagiati e impazzivano. Tutti erano inquieti, gli uomini non si capivano fra loro, ciascuno si credeva l’unico deposi...

FramMenti

Camminavo su un ponte di assicelle sottili, senza parapetto, al di sopra di una voragine, ed ero lieto di procedere così, anche quando abbassavo gli occhi sulla voragine. C'era un rischio e ciò mi rallegrava.  Fëdor Michajlovic Dostoevskij, L'adolescente

FramMenti

Vedete: la ragione, signori, è una bella cosa, è indiscutibile, ma la ragione non è che la ragione e non soddisfa che la facoltà raziocinativa dell'uomo, mentre il volere è una manifestazione di tutta la vita, cioè di tutta la vita umana, con la ragione e con tutti i pruriti. E sebbene la nostra vita, in questa manifestazione, riesca sovente una porcheriola, pur tuttavia è la vita, e non è soltanto un'estrazione di radice quadrata. — Fëdor Michajlovič Dostoevskij - Memorie del sottosuolo

FramMenti

“È nella separazione che si sente e si capisce la forza con cui si ama.”  (Fëdor Dostoevskij)

FramMenti

Certo, certo sarò un logorroico, un innocuo e fastidioso logorroico, come tutti noi. Ma che fare se la prima e unica destinazione dell'uomo intelligente è la chiacchiera, cioè il meditato travasamento di un vuoto in un vuoto più grande? Fëdor Dostoevskij, Memorie del sottosuolo

FramMenti

 “Peccando, ogni uomo pecca contro tutti gli altri e ogni uomo è in qualche modo colpevole dei peccati altrui. Non esiste peccato individuale”. Il monaco Tichon a Stavrogin, nei Demoni

FramMenti

Quando un uccello impara ad ingozzarsi a sufficienza senza essere costretto ad usare le ali, rinuncia al privilegio del volo e se ne resta a terra, in eterno. Qualcosa di simile vale anche per gli uomini. Date all’uomo pane abbondante e regolare tre volte al giorno, e in parecchi casi egli sarà contentissimo di vivere di pane solo.   Fëdor Dostoevskij 

FramMenti

Annullate i miei desideri, cancellate i miei ideali, mostratemi qualcosa di meglio, e io vi seguirò. Voi, magari, direte che non ne vale neppure la pena; ma in tal caso anch’io posso rispondervi lo stesso. Stiamo ragionando seriamente; e se non volete degnarmi della vostra attenzione, non starò a pregarvi. Io ho il sottosuolo.   Fëdor Dostoevskij, Memorie del sottosuolo

La monetina

Gli apparvero ora in una specie di voragine, appena visibile in basso, sotto ai suoi piedi, tutto quel passato e i pensieri di una volta, i problemi e gli argomenti e le impressioni di un tempo, e tutto quel panorama, e lui stesso, e tutto, tutto... Gli sembrava di volar via in alto, chissà dove, e che tutto dileguasse ai suoi piedi... Avendo fatto un movimento involontario con la mano, ebbe improvvisamente la sensazione del ventino che stringeva nel pugno. Disserrò la mano, guardò fisso la monetina, levò il braccio e la gettò nell'acqua; poi si volse e andò a casa. Gli parve di essersi in quel momento staccato, come con un colpo di forbici, da tutti e da tutto.   Fëdor Dostoevskij, Delitto e castigo

Una vera impresa

Il fatto è che leggendo nella sua lettera che lei sta scrivendo queste ballate, una cosa sopratutto mi ha stupito: com’è possibile che a noi due, separati da così lungo tempo, sia venuta in mente la stessa idea di uno stesso poema? Dapprima me ne sono rallegrato e poi ci ho riflettuto sopra e mi sono chiesto: noi due la pensiamo proprio allo stesso modo e si tratta proprio della stessa idea? Vede, la mia idea è che queste ballate potrebbero costituire un grande libro popolare e servire potentemente alla resurrezione dell’autocoscienza dell’uomo russo. Pensi un po’ Apollon Nikolaevic: tutti i bambini impareranno a scuola e manderanno a memoria quelle poesie! E inoltre, mandando a memoria la poesia, il bambino apprenderà l’idea e la visione in essa contenute, e siccome questa visione risponde a verità, essa rimarrà impressa nella sua anima per tutta la vita. E siccome questi versi e queste poesie saranno relativamente brevi, è sicuro che tutti coloro che sanno leggere in Russia le legger...

Per quanto mi riguarda

Nei ricordi di qualsiasi uomo vi sono cose che egli non rivela a tutti, ma forse solo agli amici. Ve ne sono anche di quelle che egli non rivela neanche agli amici, ma forse soltanto a se stesso, e per giunta sotto il vincolo del segreto. E infine ci sono cose che l’uomo ha paura di svelare persino a se stesso. , solo poco tempo fa mi sono deciso a rammentare certi avvenimenti del passato, ma fino a quel momento li avevo sempre evitati, e perfino con una certa inquietudine. Ma adesso che non soltanto li rammento, ma ho deciso di metterli sulla carta, voglio fare appunto questo esperimento: è possibile essere completamente franchi con se stessi e non aver paura di tutta la verità? Fëdor Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo

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