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Illusioni

Possiamo dunque affermare che le illusioni del cuore sono necessarie per l'affinamento dei suoi atti immaginativi. Allora il cuore diventerà consapevole che le sue realtà non sono reali e che le sue irrealtà sono reali, che i suoi sentimenti sono la sua verità e che tuttavia quei sentimenti sono fantasie del suo desiderio e le aure delle sue immagini; sarà consapevole che, mentre ama, mente allo scopo di inventare ulteriormente quell'amore; e che il sulfureo mondo dei sensi, di cui brucia, è così cogente a causa della nostra cardiaca fame di forme, di bellezza, forme e bellezza che esso, appunto, incarna. Il cuore vuole essere toccato, chiede al mondo di toccarlo con sapori, suoni, odori; aisthesis; essere toccati dall'immagine. L'anima del mondo e il pensiero del cuore.  (J. Hillman)

FramMenti

“A questo punto, diventa straordinariamente facile comprendere la nostra vita: comunque siamo, non potevamo essere altrimenti. Niente rimpianti, niente strade sbagliate, niente veri errori. L’occhio della necessità svela che ciò che facciamo è soltanto ciò che poteva essere.”  — James Hillman, Il codice dell’anima

La forza del carattere

Se il carattere di una persona è una complessità di immagini, allora per conoscerti devo immaginarti, assorbire le tue immagini. Per mantenermi in contatto con te, devo mantenere un interesse immaginativo non per il processo del nostro rapporto o per i miei sentimenti nei tuoi confronti, ma per le immagini che ho di te. Il contatto attraverso l’immaginazione produce un’intimità straordinaria. Quando l’immaginazione si concentra intensamente sul carattere dell’altro… l’amore segue presto. Può ben darsi che i rapporti umani traggano beneficio della ripetuta esortazione ad amarsi l’un l’altro, ma perchè un rapporto continui a vivere, l’amore da solo non basta. Senza l’immaginazione, l’amore ammuffisce in sentimentalismo, dovere, noia. I rapporti falliscono non perchè abbiamo smesso di amare, ma perchè, prima ancora, abbiamo smesso di immaginare. James Hillman

La forza del carattere

Il desiderio di un altrove indefinibile ci fa sentire vagamente estranei, senza radici, suscettibili di un inspiegabile senso di esilio, stati d'animo ai quali la psicologia attribuisce nomi come "solitudine" e "sentimenti abbandonici".Quando sono i vecchi a provarli, il consiglio è di cercare di lasciarsi coinvolgere di più. Ma il coinvolgimento con altre creature terrene non lenisce una nostalgia che non è di questa terra. Poiché questi desideri non riguardano questo mondo, qualsiasi cosa facciamo, dovunque e con chiunque, non li potrà mai soddisfare. Anzi, spesso essi ci colgono in compagnia di familiari o amici, o tra le braccia della persona amata. Questi sentimenti esprimono l'impulso utopico, l'urgenza che l'anima ha di ritornare, la sua nostalgia di casa, di un regno che non può essere compreso con la logica e con il pragmatismo... Non sappiamo dove situare questo luogo né come ricevere le sue comunicazioni. Del resto per trovare prove...

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