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L'uomo sincero

[…] L'uomo che io chiamo sincero fa tutto il contrario. Nelle cose perfettamente indifferenti, poco o nulla lo tocca quella verità che invece l'altro rispetta così tenacemente, e non si farà scrupoli a divertire la compagnia con fatti controversi, ma da cui non risultino giudizi ingiusti né a favore né contro altre persone, vive o morte che siano. Ma qualunque discorso suscettibile di creare danno o vantaggio per qualcuno, disprezzo o stima, lode o biasimo verso la verità e la giustizia è una menzogna che non si avvicinerà mai al suo cuore, né alla sua bocca o alla sua penna. Egli è saldamente sincero anche contro il proprio interesse, pur senza far mostra di esserlo nelle conversazioni amene: egli è sincero perché non cerca di ingannare nessuno, per la sua fedeltà tanto alla verità che lo accusa quanto a quella che lo onora, e perché non la imporrà mai a proprio vantaggio né per nuocere al nemico. È questa dunque la differenza tra il mio uomo sincero e quell'altro: che l...

Buonanotte del 16 aprile 2019

Ammetto che se lo studio delle lingue fosse solo lo studio delle parole, cioè delle figure o dei suoni che le esprimono, potrebbe essere adatto ai bambini. Ma le lingue, cambiando i segni, modificano anche le idee che i segni rappresentano. Le teste si formano col linguaggio, i pensieri prendono la tinta degli idiomi. Solo la ragione è comune, la mente ha in ogni lingua la sua forma particolare. — J. J. Rousseau, Émile o Dell’Educazione

Jean-Jacques Rousseau

Il 28 giugno del 1712, nasce a Ginevra il filosofo scritto re Jean-Jacques Rousseau Il despota è il padrone solo finché è il più forte, e [...] appena si può cacciarlo, non è in condizione di reclamare nulla contro la violenza. La sommossa che finisce per strangolare o detronizzare un Sultano è un atto giuridico alla stessa stregua di quelli mediante i quali egli disponeva fino al giorno prima delle vite e dei beni dei suoi Sudditi. (Discours sur l'inègalitè)

Émile

Perché dunque l’educazione di un bambino non dovrebbe cominciare prima che parli e che capisca, dal momento che la sola scelta degli oggetti che gli si mostrano è tale da renderlo pavido o coraggioso? Voglio che lo si abitui a vedere oggetti nuovi, animali sporchi, disgustosi, bizzarri, ma a poco a poco, di lontano, fin quando non ci abbia fatto l’abitudine, e che a forza di vederli toccare da altri finisca per toccarli egli stesso. Se, durante l’infanzia, il bambino ha visto senza spaventarsi rospi, serpenti, gamberi, vedrà senza orrore, da grande, qualunque animale. Non esistono più oggetti spaventosi per chi ne vede ogni giorno. — Jean-Jacques Rousseau

Théodore Rousseau

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Wooded Stream (1859)

Buongiorno del 4 giugno 2014

Prendi la direzione opposta all'abitudine e quasi sempre farai bene. Jean Jacques Rousseau

L'unità

L’uomo naturale è tutto in sé; è l’unità numerica, l’intero assoluto che non ha altro rapporti se non con se stesso o con il suo simile. L’uomo civile non è che un’unità frazionaria che dipende dal suo denominatore ed il cui valore sta nel rapporto con l’intero che è il corpo sociale. Le buone istituzioni sociali sono quelle che riescono meglio a snaturare l’uomo, a togliergli la sua esistenza assoluta per dargliene una relativa; a trasportare l’ “io” nell’unità comune di modo che ogni singolo non si creda più uno ma parte dell’unità. Jean Jacques Rousseau

Buongiorno del 25 settembre 2012

“[…] nessun cittadino sia tanto ricco da poterne comprare un altro, e nessuno tanto povero da essere costretto a vendersi […]” Jean-Jacques Rousseau

Buongiorno del 23 dicembre 2011

L'uomo è nato libero e dappertutto è in catene. persino chi si crede il padrone degli altri non è meno schiavo di costoro. Jean-Jacques Rousseau

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