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Giro di vite

Eravamo rimasti seduti accanto al camino col fiato sospeso a sentire il racconto ma, a parte il fatto che era semplicemente agghiacciante, così come dovrebbero esserlo ogni racconto fuori dall'ordinario che sia oggetto di una narrazione in un'antica e vetusta magione, non mi ricordo di alcun commento particolare finché qualcuno fece rilevare che si trattava dell'unico caso in cui un'esperienza di questo tipo era accaduta a un bambino. Per parte mia devo dire che quel caso riguardava un'apparizione che si era verificata in una casa simile a quella dove ci trovavamo.  Henry James

Buonanotte del 26 luglio 2017

La vita è, di fatto, una lotta. Su questo punto pessimisti e ottimisti si trovano d'accordo. Il male è insolente ed è forte; la bellezza è stupenda, ma è rara; la bontà è spesso soggetta a essere debole, la follia a essere arrogante e la malvagità ad avere la meglio: gli imbecilli ai posti d'onore e i migliori in disparte; e l'umanità, nel suo complesso, infelice. — Henry James

Storia

Il momento non è storico, ma doveva diventare alla luce della storia così indimenticabile che ogni sua minima caratteristica vive ancora per lui: giace lì come l’arcata iniziale del ponte. La copertina della vecchia Revue de Paris era gialla, come quella nuova se non erro; e Madame Bovary: mœurs de province, nell’interno, appariva subito come un titolo misteriosamente attraente, imperscrutabilmente carico di implicazioni. Non sapevo che cosa avesse preceduto quella puntata, e non dovevo sapere se non molto più tardi che cosa l’avrebbe seguita; ma è ancora vivo nella memoria l’atto di stare in piedi davanti al fuoco, la schiena contro il basso caminetto francese decorato e ornato di felpa, assorbendo quanto più potevo della lettura, con un interesse così stupito e forse anche con una tale sensazione di vaga prescienza che il piccolo salotto pieno di sole, la giornata autunnale, la finestra socchiusa e l’allegro frastuono della Rue Montaigne sono ormai per me più o meno parte della stor...

Il giro di vite

Passai la giornata all’aperto insieme a lei; convenimmo, con sua grande soddisfazione, che sarebbe toccato a lei, a lei sola, farmi conoscere il luogo. Me lo fece visitare passo a passo, stanza per stanza, segreto per segreto, commentando ogni cosa con il suo chiacchiericcio infantile, incoerente e delizioso, e con il risultato che, nel giro di mezz’ora, eravamo diventate grandissime amiche. Durante il nostro piccolo giro, fui colpita dalla sicurezza e dal coraggio con cui, piccola com’era, affrontava il percorso; in camere vuote e corridoi bui, su scale a chiocciola che mi costringevano a fare una sosta e persino sulla cima di una vecchia torre quadrata e merlata che mi dava le vertigini, il suo cinguettio mattutino, la sua tendenza a dirmi molte più cose di quante ne chiedesse, suonavano festosi e mi stimolavano. Henry James

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