Mi devo rassegnare all’idea nuda e cruda che, pur con tutto l’entusiasmo possibile, pur con la convinzione che il carattere sia il destino, niente è reale, passato o futuro, quando sei sola in camera tua, sola con il ticchettio dell’orologio che rimbomba nello scintillio falsamente allegro della luce elettrica. E se non ha nè passato nè futuro, che a ben vedere costituiscono il presente, allora puoi benissimo sbarazzarti del guscio vuoto del presente e suicidarti. Ma la fredda, razionale materia grigia che ho nel cranio e che ripete a pappagallo “penso,dunque sono” mi sussurra che ci sono sempre un’alternativa, un miglioramento, una nuova svolta. Così aspetto. A cosa serve un certo fascino? A garantirsi una sicurezza temporanea? A cosa serve il cervello? Semplicemente a dire: “Ho visto, ho compreso”? Oh,si, mi odio perchè non sono scesa di sotto senza tante storie a cercare conforto in mezzo alle altre. Mi odio perchè me ne sto qui seduta a lacerarmi per non so nemmeno io che cosa den...