Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Cristiano de Majo

Indagine sulle feste

Ci sono tante scene cinematografiche di feste che rendono perfettamente l’idea di cosa sia una festa anche per una persona che per assurdo non ne avesse mai vista una, ma ce n’è una che mi torna sempre in mente, fortissima, persino definitiva. È una festa in una casa di campagna in un bellissimo film francese di Oliver Assayas ambientato negli anni Settanta con protagonisti due adolescenti della provincia parigina che si chiama L’eau froide (1994). In questa grande casa, che sembra disabitata, abbandonata, si trovano ragazzi e ragazze ripresi dalla telecamera senza una direzione precisa; ci sono i baci, c’è la droga, si accende un falò sul prato davanti alla costruzione. Un pezzo dei Credence Clearwater Revival (“Up Around The Bend”) messo sul giradischi rompe la narcosi collettiva. Alcuni ragazzi iniziano a frantumare i vetri delle finestre con le sedie e poi a buttare le sedie nel falò, con la fiamma che diventa sempre più alta e incontrollata. Altri ragazzi iniziano a uscire di cor...

Incredulità

Quando, dopo un annetto, Laura e il mio amico si lasciarono in malo modo, io e lei iniziammo a sentirci, ad andare al cinema insieme, poi a fare telefonate sempre più lunghe, a giocare senza impegni sopra e sotto le lenzuola, e, qualche mese più tardi, senza alcuna ufficialità dichiarata, partimmo insieme per Itaca in Grecia. Era il 1998. Una caldissima estate di quindici anni fa. Le schiene sui sassi, gli occhi pieni di luce, le barche nella corrente del canale di Cefalonia. Mi piacerebbe poter consultare oggi una registrazione delle nostre conversazioni in quelle lunghe giornate sulla spiaggia. Di cosa parlavamo? In che modo cercavamo di conoscerci? È così strano pensare al fatto che un tempo siamo stati estranei. In certi momenti il passato sembra frutto della nostra immaginazione tanto quanto il futuro. Cristiano de Majo, Incredulità (Nuovi Argomenti #63)

Etichette

Mostra di più