Lo scemo del villaggio
Si tratta di una figura ricorrente nella società umana: per Michel Foucault "era tradizionale [...] che in tutti i villaggi ci fosse qualcuno che veniva chiamato lo scemo del villaggio", un tratto caratteristico di queste realtà comunitarie che si poteva rinvenire ancora come sopravvivente nell'Europa del Novecento, "in alcune regioni [...] un po' arretrate e arcaiche".
Da un punto di vista socio-antropologico, lo scemo del villaggio è stato a lungo considerato un ruolo sociale accettato, come un individuo singolare, deviante dalla "norma", dipendente dalla comunità di appartenenza ma anche in grado di essere partecipe della stessa e capace di contribuire al suo tessuto sociale.
Questa condizione sociale "accettata" e in certa misura "integrata", è stata gradualmente travolta dall'avvento della società industriale, il cui realizzarsi non ha modificato solo le condizioni di lavoro, ma ha creato la classe sociale del proletariato industriale e ha determinato una modificazione profonda delle relazioni sociali, erodendo, in modo progressivo, le comunità esistenti e riducendo la possibilità di contribuirvi a varie figure marginali (come il mendicante e, appunto, lo scemo di paese), i cui ruoli sociali, un tempo riconosciuti e accettati, sono andati man mano eclissandosi col tempo, fino alla loro virtuale sparizione.
Già in epoca bizantina, lo "scemo del villaggio" era trattato come una forma accettabile di individuo squilibrato, compatibile con le allora prevalenti concezioni normative dell'ordine sociale. Anche nell'Europa del Medioevo, lo scemo del villaggio trovava un suo ruolo e una legittima collocazione, personaggio in certo qual modo tollerato, accolto, e nutrito dalla società.
La sua vita si svolge in un orizzonte che si può definire come una forma di integrazione sociale, una dimensione esistenziale limitata, comunque, che gli riservava uno statuto marginale e affievolito: gli scemi del villaggio "non lavoravano, non erano sposati, non facevano parte del sistema del gioco, e il loro linguaggio era piuttosto svalutato".
Il concetto dello "scemo di paese" è in relazione stretta, sul versante opposto, con quello di "sapiente del villaggio", o "genio del villaggio", spesso legato al concetto dell'anti intellettualismo preindustriale, dal momento che entrambe le figure sociali potevano essere oggetto tanto di pietà quanto di derisione.
I ruoli sociali dei due sono combinati e applicati, soprattutto in un contesto sociopolitico, nel giullare di corte dell'Europa medievale e rinascimentale.
Fabio Casalini
Bibliografia
Michel Foucault, La follia e la società (1978), in Alessandro Pandolfi (a cura di), Archivio Foucault 3. Interventi, colloqui, interviste. 1978-1985
I viaggiatori ignoranti

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