13 febbraio 2016

Angelo Maria Ripellino

il sabato poesia

da "Lo splendido violino verde"

Oh, se invece di tanta minutaglia,
nei miei versi torpidi e sbandati,
si spiegasse l’intera carta del mondo.
Ma che fare se agli occhi si stagliano
solo frastagli di foglie, cavallini malati,
cionche reliquie, congedi con brividi,
e quindi lividi autunni che piangono?
La memoria fallisce e non sa dirvi dove
si trovino il Brahmaputra e Rio Branco,
gli affluenti dell’Orinoco, lo stretto della Sonda.
Conosceva tutto a menadito,
e ora invece è un trombone arrugginito,
una navicella che affonda.

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