Cacciari: "Mi sembra una follia" - Guerri: "È come un rogo di libri"
«Che commenti vuoi fare. Mi sembra una follia. In Francia metà degli intellettuali e degli scrittori francesi ha firmato quell’appello, giusto o sbagliato che sia. E qui invece si vanno a censurare i libri degli scrittori italiani». Così Massimo Cacciari all’Adnkronos commenta l’invito-appello lanciato dall’assessore Elena Donazzan. «E poi -prosegue il filosofo- che potere ha l’assessore regionale alla Cultura. non sarà mica la Donazzan a decidere che cosa si legge a scuola, nelle biblioteche o all’università? Non sarà mica la Donazzan a dovermi dire che libri adotto nella mia università? Se poi, ci sarà una scuola che decide di censurare uno di quegli scrittori la responsabilità sarà solo sua». E Cacciari continua «e poi che ne sa la Donazzan di quegli anni?» E più in generale Massimo Cacciari stigmatizza: «Sarebbe ora di fare un discorso definitivo su quegli anni. Ma è mai possibile che dopo solo cinque anni dalla fine della guerra si fece un discorso serio di pacificazione nazionale. E invece sugli anni di piombo, a distanza ormai di quasi quaranta anni, non si riesce. Questo è un altro esempio della miseria intellettuale di questa classe politica e di quanta differenza ci sia con gli uomini politici di allora». «Credo che un politico non dovrebbe impicciarsi nelle decisioni scolastiche, e sarebbe comunque grave anche se fosse un Provveditore agli Studi a dire cosa gli studenti devono leggere o non leggere e quali libri non mettere nelle biblioteche scolastiche». Lo afferma lo scrittore e storico Giordano Bruno Guerri. «Su Battisti io sono dello stesso parere dell’assessore Donazzan - spiega Guerri - e penso che dovrebbe essere portato in Italia e messo in carcere, ma questo non significa che si debba dire a chiunque, e soprattutto agli studenti che si devono formare e per questo devono essere aperti a tutti gli stimoli, cosa è bene leggere e cosa no. Inoltre -prosegue Guerri- tra questi scrittori che hanno firmato l’appello ci sono persone degnissime che hanno scritto cose anche molto importanti». «È qualcosa di simile a un rogo di libri -va giù duro Guerri- un tentativo che non avrà alcun esito perché confido nell’autonomia mentale degli studenti. È come -conclude- se un assessore di sinistra vietasse la presenza nelle scuole di libri editi da Mondadori perché è una casa editrice di Berlusconi».”
via | Il Gazzettino
La scuola dalle elementari all'università (i maestri non sono tutti uguali)E'una ordinata
RispondiEliminaconfusione. Soltanto la nostra curiosità le nostre
domande ci portano alla ricerca,che non ha un termine.Chi cerca è uno studioso. I titoli non
rappresentano niente altro che titolo.La ricerca rappresenta il sapere, un pericolo per il potere cieco ignorante Sottomettere la dignità umana.Maledetti orbi e il loro dio denaro.