Giappone

 Quando sono andata a vivere in Giappone, qualche anno dopo aver sposato a Parigi il suo secondogenito, Misa ha avuto la pazienza, durante gli otto mesi in cui ho abitato in casa sua, di passare ore a parlare con me, che mi esprimevo in un giapponese rudimentale imparato su un paio di testi. Se ho potuto fare rapidi progressi in questa lingua e arrivare a sostenere una semplice conversazione nel giro di qualche settimana, lo devo a lei. In nessun posto al mondo sono mai stata accolta con tanta benevolenza, con tanta sollecitudine, come in quella vecchia casa di legno e di carta intorno alla quale, in autunno, una siepe dalle bacche gialle emanava un profumo intenso, simile a quello dei fiori d’arancio, che ancor oggi, per me, è l’odore stesso della serenità. 

Antonietta Pastore, Nel Giappone delle donne, Giulio Einaudi, 2004. 

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