Corpo celeste

 «A me sembra che vada diffondendosi il concetto di libertà come furto del respiro altrui; libertà come sopraffazione. Mi riferisco alla violenza, che ne è l’emblema. Ma subito dietro la violenza vi è una sopraffazione più grande, così estesa da fare impallidire. Vi è il diritto di mentire, di presentarsi (pubblicamente) come altri, che è tipico della forza; vi è il diritto universale, legittimato dalla sola forza, di mercanteggiare e corrompere ciò che dovrebbe essere intoccabile: gli spazi terrestri e celesti, con le loro creature che respirano; gli spazi sociali, con i figli dell'uomo che respirano. Distruggere campi e foreste, mutare e pervertire il ritmo delle stagioni; procedere tranquillamente alla reclusione e al massacro di milioni di creature ogni giorno solo per nutrirsi di carne o per indossare pellicce; torturare liberamente, in liberi laboratori, milioni di esseri sensibili e ignoti quanto l'uomo, torturarli fino alla morte… tutto questo viene presentato come difesa del proprio respiro (o libertà) dell'uomo! […] Quando anche l’ultima libertà della Terra e dei suoi figli meno forti potrà essere comprata - com’è effettivamente comprata e ridotta un’agonia, e distrutta – allora il concetto di libertà che ne esce è deturpato e sconvolto. Non è più un respiro; non è di tutti! È del più forte e il più bruto. Diciamo che è una tirannia.»

(Anna Maria Ortese)


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