Propaganda

 Anche il divertimento è un’attività imprenditoriale ed è una delle maggiori d’America. All’inizio c’era il circo, con i suoi ciarlatani e imbonitori da fiera, poi il teatro, il quale ha insegnato l’abc della pubblicità all’industria e al commercio che, dopo aver utilizzato il tipico battage degli spettacoli popolari, trasse subito le lezioni da tale esperienza e iniziò a raffinare quei metodi grossolani, per adattarli agli scopi precisi che voleva raggiungere. A sua volta il teatro imparò dal commercio e dirozzando le sue tattiche pubblicitarie, finì per abbandonare i metodi chiassosi di una volta.

Oggi il direttore della pubblicità di un’agenzia teatrale o di una compagnia cinematografica è un uomo d’affari, responsabile di un capitale che ammonta a decine e perfino centinaia di milioni di dollari. Una simile attività non consente di fare gli acrobati o i danzatori di quadriglia in materia di pubblicità, bisogna conoscere a fondo il pubblico cui ci si rivolge, influenzare i pensieri e le azioni degli spettatori potenziali, utilizzando i metodi inculcati agli ambienti dello spettacolo dai suoi vecchi allievi, l’industria e il commercio. Quanto più si arricchisce la cultura del pubblico, tanto più i suoi gusti diventano raffinati e l’impresa deve soddisfarli. 

Edward Louis Bernays, Propaganda. Della manipolazione dell’opinione pubblica in democrazia, traduzione di Augusto Zuliani, Fausto Lupetti Editore, 2008.

[Edizione originale: Propaganda, New York: Horace Liveright publisher, 1928]


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