Etica dell'intelligenza artificiale
... L'etica in generale, e l'etica digitale in particolare, non puo essere una mera suppellettile, un ripensamento, un ultimo arrivato, una civetta di Minerva, per usare la metafora di Hegel sulla filosofia, che si alza in volo solo quando le ombre della notte si stanno addensando, una volta che l'innovazione digitale è avvenuta e sono state implementate soluzioni forse sbagliate, sono state scelte alternative meno buone o sono stati commessi errori. Anche perché alcuni errori sono irreversibili, alcune opportunità mancate sono irrecuperabili e qualsiasi male prevenibile che accade è un disastro morale. Né l'etica può consistere solamente nel mettere in questione qualcosa. La costruzione della consapevolezza critica è importante, ma è anche solo uno dei quattro compiti di un corretto approccio etico al design e alla governance del digitale. Gli altri tre consistono nel segnalare quali sono i problemi etici rilevanti, nell'impegnarsi con le parti interessate da tali problemi etici e, soprattutto, nel disegnare e implementare soluzioni condivisibili. Qualsiasi esercizio etico che non riesca alla fine a fornire e attuare alcune raccomandazioni accettabili è soltanto un timido preambo-lo. Perciò, l'etica deve informare le strategie per lo sviluppo e l'uso delle tecnologie digitali fin dal principio, quando cambiare rotta è più facile e meno costoso, in termini di risorse, impatto e opportunità mancate...
(Luciano Floridi, "Etica dell'intelligenza artificiale" - Cortina Edizioni)
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