Ogni giorno

 Ogni giorno mi sento diversa, cioè non proprio diversa come fossi un'altra persona, mi correggo, ogni giorno una parte della mia personalità prende le redini della mia giornata, mi sveglio la mattina e posso sentirmi più pigra, o più curiosa, o più triste, o ancora romantica, o forse vivace, coraggiosa e così via e quello che accadrà in quel giorno, come accadrà e se accadrà dipende tutto da questo. Esco dalla porta di casa e scopro, sento, percepisco una cosa chiara, la maggior parte del tempo, la gran parte del tempo che trascorro con le persone, anche e purtroppo con quelle più vicine a me, non è sufficiente per condividere quella che sono in quello specifico giorno, le sensazioni, le emozioni, il mio mondo. A differenza di chi mi circonda, della gran parte delle persone che mi circondano (per fortuna conto delle importanti e salvifiche eccezioni) a me piace profondamente ascoltare e lo reputo un necessario atto di generosità e di empatia, mi piace scavare nel profondo del pensiero umano, così variegato, mutevole, soggettivo, vittima o figlio di eventi e disastri.  Amo se possibile scavare fino negli abissi e scavare è ascoltare. Sono poche però, sono pochissime le persone che desiderano ascoltare, ed è una constatazione questa qui che non mi rende propriamente triste, piuttosto mi fa sentire affamata, inappagata, come fossi illuminata da una luce troppo fioca per vedermi, anziché mirata dal sole, e il sole per me è il confronto, aiuta a scoprirmi a conoscermi a sentirmi, a sentire l'altro. Non avviene, non avviene quasi mai, strisciano sulla superficie dei miei pensieri, famelici di attenzioni, dimenticano di scavare, continuo ad essere affamata, faccio dieta d'arte e di malinconia questo sabato mattina, prima di andare a lavoro, per sentirmi più umana, per sentirmi, qui nessuno vuole sentire l'altro, così mi sento da sola, con amore.


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