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FramMenti

 E avvertii forte il trascorrere del tempo. Non il tempo delle nuvole e del sole e della pioggia e il passare delle stelle ornamento della notte, non il tempo delle primavere dentro il tempo delle primavere e il tempo degli autunni dentro il tempo degli autunni, non quello che mette foglie sui rami o quello che le strappa via, non quello che increspa e leviga e colora i fiori, ma il tempo dentro di me, il tempo che non si vede e ci impasta. Quello che ruota e ruota in cuore e lo fa ruotare con sè, e ci va cambiando dentro e fuori e lentamente ci va riducendo come saremo l'ultimo giorno. Mercé Rodoreda, La piazza del Diamante

Less is more

Nel Simposio Platone descrive la nascita di Eros come il risultato di una festa piuttosto turbolenta, data dagli dèi in onore della nascita di Afrodite: era presente Pòros (Espediente) figlio di Metis (Sagacia) che, come tutti i personaggi del dialogo di Platone, amava bere parecchio. Ubriacatosi di nettare, si addormentò in giardino, dove Penìa, la povertà, approfittò di lui. Come abbia fatto Penìa a fare l’amore con Pòros mentre era addormentato non è poi così importante. Il risultato di quel pomeriggio di festa fu la nascita di Eros, intelligente e scaltro come il padre, affamato come la madre. Di tutti i miti platonici, forse questo è il più bello. Sicuramente è il più vicino all’arte di non avere niente, perché è fondamentale per comprendere come il coraggio della povertà sia necessario per ottenere quel che realmente desideriamo. Soltanto Penìa ci libera dai ricatti della proprietà, e soltanto Pòros orienta i nostri desideri in maniera razionale. Se Penìa non genera Eros, se rima...

FramMenti

In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro. A tutti i nevrotici del successo, dell'apparire, del diventare... A questa antropologia del vincente, preferisco di gran lunga chi perde. È un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco. Pier Paolo Pasolini

Considerazioni inattuali

Osserva il gregge che pascola davanti a te: non sa che cosa sia ieri, che cosa sia oggi: salta intorno, mangia, digerisce, salta di nuovo. È così dal mattino alla sera e giorno dopo giorno, legato brevemente con il suo piacere ed il suo dispiacere, attaccato cioè al piolo dell'attimo e perciò né triste né annoiato… L'uomo chiese una volta all'animale: "Perché mi guardi soltanto senza parlarmi della felicità?" L'animale voleva rispondere e dice: "Ciò avviene perché dimentico subito quello che volevo dire" – ma dimenticò subito anche questa risposta e tacque: così l'uomo se ne meravigliò. Ma egli si meravigliò anche di se stesso, di non poter imparare a dimenticare e di essere sempre accanto al passato: per quanto lontano egli vada e per quanto velocemente, la catena lo accompagna. È un prodigio: l'attimo, in un lampo è presente, in un lampo è passato, prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come fantasma e turba la pace di un istant...

FramMenti

Esiste anche una seconda forma della nostalgia che assomiglia di più a una specie di visitazione. E la nostalgia-gratitudine. In questi casi il passato ci visita e ci porta luce, ci ricorda non qualcosa che è morto e impossibile da avere, ma la bellezza e lo splendore di ciò che abbiamo vissuto e dal quale possiamo continuare ad attingere linfa vitale. È la nostalgia al servizio della vita e non della morte Massimo Recalcati

Il silenzio della ragione

Tutti erano indifferenti, qui, quelli che desideravano salvarsi. Commuoversi, era come addormentarsi sulla neve. Avvertita dal suo istinto più sottile, la borghesia non smetteva di sorridere, e urtata continuamente dalla plebe, dai suoi dolori sanguinosi, dalla sua follìa, resisteva pazientemente, come un muro leccato dal mare. Non si poteva prevedere quanto questa resistenza sarebbe durata. Infine, anche la borghesia aveva dei pesi, ed erano l'impossibilità di credere che l'uomo fosse altra cosa dalla natura, e dovesse accettare la natura in tutta la sua estensione: erano l'antica abitudine di rispettare gli ordinamenti della natura, accettare da essa le illuminazioni come l'orrore. Dove nel popolo scoppiava di tanto in tanto la rivolta, e dalle alte mura della prigione uscivano bestemmie e rumore di pianti, qui la ragione taceva in un silenzio assoluto, temendo di rompere con una benché minima osservazione l'equilibrio in cui ancora la borghesia si reggeva, e vede...

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C’è qualcosa di più importante della logica: è l’immaginazione. Alfred Hitchcock

I corpi del Paradiso

Ho visto le donne che piangono nei parchi, quelle che danzano nella notte e svaniscono all’improvviso davanti allo sguardo di un uomo, le fiorite nell’amore, le ragazze che volano ai nidi più alti, quelle che mi vogliono senza sapere se le amo e suonano l’arpa nei pomeriggi di nebbia, quelle che soffrono nel mio cuore e profumate in musica sognano uccelli, quelle che hanno un dolore, quelle nude sulla riva di un fiume, le addormentate per sempre su un cuscino di neve, e quelle che cantano, le miti con un’allodola nel petto, quelle che malinconiche, tristi, rifugiate nell’ombra... Le intatte dall’aria, le silenziose, le belle ragazze mielate dell’autunno. Io ho visto le amare che attraversano un ponte e gridano e la morte le unisce a me, le dolci abbattute che mormorano sotto un velo e sono belle come pallide vergini, le soddisfatte nel piacere che sono fiore di una domenica quando fa buio e le rinchiuse in alcova mentre passa la vita. Io ho visto una donna che aveva un lampo ed un fia...

FramMenti

L’ignoranza non è semplicemente uno spazio vuoto sulla cartina mentale di una persona. Ha dei contorni e una coerenza interna, e per quel che ne so funziona in base a certe regole. […] Dobbiamo imparare a capire la nostra ignoranza e il potenziale di cui dispone. Thomas Pynchon, Un lento apprendistato

Ellsworth Kelly

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Green 1964-65

FramMenti

Parla ma soprattutto canta, cammina ma soprattutto danza, sorridi ma soprattutto ridi, sogna ma soprattutto vivi. Mike Dooley

La luna

Io amo la luna, assai più del sole. Amo la notte, le strade vuote, morte, la campagna buia, con le ombre, i fruscii, le rane che fanno qua qua, l’eleganza tetra della notte. È bella la notte: bella quanto il giorno è volgare. Il giorno… che schifo! Le automobili, gli spazzini, i camion, la luce, la gente… che schifo! Io amo tutto ciò che è scuro, tranquillo, senza rumore. La risata fa rumore. Come il giorno. Totò

FramMenti

Qualche sciocchezza di tanto in tanto aiuta l’uomo a vivere d’incanto. Willy Wonka

Laicità

Laico non vuol dire affatto, come ignorantemente si ripete, l’opposto di credente (o di cattolico) e non indica, di per sé, né un credente né un ateo né un agnostico. Laicità non è un contenuto filosofico, bensì una forma mentis; è essenzialmente la capacità di distinguere ciò che è dimostrabile razionalmente da ciò che è invece oggetto di fede, a prescindere dall’adesione o meno a tale fede; di distinguere le sfere e gli ambiti delle diverse competenze, in primo luogo quelle della Chiesa e quelle dello Stato. La laicità non si identifica con alcun credo, con alcuna filosofia o ideologia, ma è l’attitudine ad articolare il proprio pensiero (ateo, religioso, idealista, marxista) secondo principi logici che non possono essere condizionati, nella coerenza del loro procedere, da nessuna fede, da nessun pathos del cuore, perché in tal caso si cade in un pasticcio, sempre oscurantista. La cultura— anche cattolica — se è tale è sempre laica, così come la logica — di San Tommaso o di un pen...

FramMenti

Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero. Anonimo

La guardiana di Ulisse

Una malata di Alzheimer un angelo e una domanda di Alessandro Borio Un angelo all’inferno Dal buio che lo circondava emergevano improvvisamente, come fatue falene impazzite, gemiti profondi e monotonali, più scuri della notte che li avvolgeva, i quali concorrevano, unendosi e alternandosi in un’angosciosa staffetta, a formare un panorama sonoro particolarmente disperato. Non si potevano chiamare grida; le grida sono espressioni di dolore che comunque hanno una connotazione di denuncia del torto subito o di richiesta di aiuto. Si grida per farsi sentire, per ricevere un ausilio, perché comunque si ha nell’animo ancora una scintilla di speranza; quelle che raggiungevano le orecchie dell’angelo, invece, erano voci di una disperazione rassegnata, rivolte a nessuno e forse emesse senza alcun fine logico, se non quello di riempire in qualche modo l’assurda solitudine che regnava sovrana in quel luogo. In quell’oceano di buio, l’unica cosa che appariva chiara a Ulisse Man...

FramMenti

La migliore filosofia ha sempre sostenuto che il punto più elevato, più fresco e più compiuto della ragione è il meravigliarsi. Fabrice Hadjadj

L’amicizia

Ho amici che non sanno quanto sono miei amici. Non percepiscono tutto l’amore che sento per loro né quanto siano necessari per me. L’amicizia è un sentimento più nobile dell’amore. Questo fa sì che il suo oggetto si divida tra altri affetti, mentre l’amore è imprescindibile dalla gelosia, che non ammette rivalità. Potrei sopportare, anche se non senza dolore, la morte di tutti i miei amori, ma impazzirei se morissero tutti i miei amici! Anche quelli che non capiscono quanto siano miei amici e quanto la mia vita dipenda dalla loro esistenza… Non cerco alcuni di loro, mi basta sapere che esistono.Questa semplice condizione mi incoraggia a proseguire la mia vita. Ma, proprio perché non li cerco con assiduità, non posso dir loro quanto io li ami. Loro non mi crederebbero. Molti di loro, leggendo adesso questa “crônica” non sanno di essere inclusi nella sacra lista dei miei amici. Ma è delizioso che io sappia e senta che li amo, anche se non lo dichiaro e non li cerco. E a vo...

FramMenti

Niente si assomma al resto, al passato. Ricominciamo sempre. Cesare Pavese

Gli amici

Gli amici senza dubbio si muovono, seguono la loro via, si rendono ridicoli, sbagliano, perdono pezzi, spariscono per lunghi periodi; ma per me, ai miei occhi, la loro vera essenza è l’immutabilità, una sorta di persistenza naturale come di albero, di isola o di tempio greco, se vogliamo. Non è questione di lealtà, fedeltà, confidenza, affinità o altro. Stanno lì, ci sono comunque, li ritrovi anche al buio. Carlo Fruttero (1926 – 2012)

FramMenti

La passione mi convince in un modo, la ragione in un altro. Vedo il meglio e lo approvo, ma seguo il peggio. Ovidio - Metamorfosi

Contro i poeti

Perché non mi piace la poesia pura? Per le stesse ragioni per le quali non mi piace lo “zucchero” puro. Lo zucchero è fenomenale quando lo sciogliamo nel caffè ma nessuno si mangerebbe un piatto di zucchero: sarebbe troppo. È l’eccesso ciò che stanca nella poesia: eccesso di poesia, eccesso di parole poetiche, eccesso di metafore, eccesso di nobiltà, eccesso di depurazione e di condensazione che fanno somigliare la poesia a un composto chimico. Witold Gombrowicz (Tea, 1999)

FramMenti

L’unico uomo che possa considerarsi educato è colui che ha imparato ad imparare. Carl Rogers

August Strindberg

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The Birch Tree I (Autumn), 1902 by August Strindberg (Swedish, 1849–1912)

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La mia solitudine non dipende dalla presenza o assenza di persone; al contrario, io odio chi ruba la mia solitudine, senza, in cambio, offrirmi una vera compagnia. F. Nietzsche

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