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FramMenti

Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro?   (A. Baricco)

Principi

 Io ho compreso una sola cosa da quando tento di sostenere civilmente e ragionevolmente i principi che io credo siano giusti, la gran parte degli italiani ama, brama, adora e smania dalla voglia di proferire insulti, denigrazioni, illazioni, calunnie, giudizi violenti e rozzi, non oso immaginare cosa voglia dire in questo momento storico, in cui agli italiani è stato consegnato lo scudo dei social dietro i quali nascondersi come struzzi, essere bambini o adolescenti e vivere in una nazione nella quale gli adulti anziché essere d'esempio sarebbero da tenere ben lontani dagli occhi e dalle orecchie di chiunque possa assimilare tale scempio.

FramMenti

  «Dio mi sta bene, e anche la patria e la famiglia; ma il trilogismo Dio-Patria-Famiglia non mi sta più bene. Dico no a quel dio usato come cemento nazionale, a quella patria spesso usata per distruggere altre patrie, a quella famiglia chiusa nel proprio egoismo di sangue. Non mi riconosco tra quei cittadini ligi e osservanti che vanno in chiesa senza fede, che esaltano la famiglia senza amore, che osannano alla patria senza senso civico». Adriana Zarri - teologa, giornalista e scrittrice italiana.  

Esercizi

 Inizia finalmente a fare meno male la schiena. Negli ultimi tempi ho esagerato con gli esercizi, volevo diventare più forte per poter tenere in braccio il nuovo nipote appena nato e il vecchio nipote e il mio gatto. Ci ho creduto davvero, di non soffrire di questa orribile condizione chiamata: sono oramai un vecchio di merda. Il nuovo arrivato è minuscolo, lo riesco a tenere su con un braccio solo, pesa di più il mio telefono. Emana calore peggio di una patata estratta dal forno senza guanti. Avevo paura di non emozionarmi questa volta, di aver esaurito tutta la commozione quando è nato il primo e infatti ero calmo non appena me l'hanno dato e piangeva. È successo dopo, quando mi sono steso sul divano e l'ho poggiato sulla mia pancia e l'ho visto addormentarsi quando mi sono messo a cantare una canzone in napoletano, che ho iniziato a piangere. Era giusto per fargli capire che, anche se è nato a Vienna, pure lui non potrà scappare dalla malinconia che noi tutti ci portiamo...

FramMenti

 Qualcuno ha detto che i momenti di felicità ci prendono di sorpresa e a volte - spesso -  non ce ne accorgiamo nemmeno. Scopriamo di essere stati felici soltanto dopo, che è una cosa assai stupida.  Gianrico Carofiglio, Le perfezioni provvisorie

Gheorghiţă Ghinea

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Finestre dei bar

Birra di troppo liquida il sonno, regala la veglia alcoolica di un presente verticale e dolore dentro gli occhi, nausea fredda per il corpo e ancora necessità di non fare, di stare senza pensare, di guardare la vita, da fuori protetto, da una smagliatura temporale, una dissolvenza sull'ora della morte.  Luca Vaglio Milano dalle finestre dei bar, Marco Saya Edizioni, 2013

La guerra invernale

Arrivano annunci di vittorie folgoranti, la vittoria finale è imminente, dicono già conseguita, eppure la guerra invernale continua. I mercenari non sanno perché combattono, perché muoiono, perché subiscono amputazioni in primitivi ospedali da campo e vengono rispediti all’inferno del fronte con protesi rozze, alcuni con viti e ganci nelle mani, altri ciechi, la faccia ormai solo una massa di carne viva, al fronte, che è ovunque. Sanno soltanto che combattono contro il nemico. Compiono atti eroici, assurdi e disumani, senza sapere perché; hanno ormai scordato da tempo di essersi arruolati volontari; cominciano a cercare un senso nella guerra invernale, elaborano teorie stravaganti – forse la guerra è necessaria, forse le sorti dell’umanità dipendono da loro –, e queste sono le uniche domande che ancora reputano sensate. La speranza che un senso esista dà loro la forza di cui hanno bisogno, è il processo attraverso il quale la carneficina diventa possibile e sopportabile. Per questo mot...

FramMenti

 Avevamo dove alloggiare, ma questo non ci bastava; avevamo da mangiare, ma ciò non ci bastava; avevano di che vestirci, ma ciò non ci bastava; avevamo dei libri da leggere, ma ciò non ci bastava, come sempre! Perché intorno a noi vi sono ancora molte, molte persone che non hanno dove alloggiare, nulla con cui vestirsi, nulla da mangiare e nulla da leggere. Ora queste persone sono precisamente coloro da cui dipendiamo per vivere. Vediamo chiaramente, non possiamo non vedere che tutta la nostra felicità poggia sulle loro spalle. Noi, i nostri padri e i nostri antenati siamo stati gli uni e gli altri degli sfruttatori. — Ba Jin - Distruzione

Cura d'urto

 Uno vive così, protetto, in un mondo delicato, e crede di vivere. Poi legge un libro (L’amante di Lady Chatterley, per esempio), o fa un viaggio, o parla con Richard, scopre che non sta vivendo, che è ibernato. I sintomi dell’ibernazione sono facili da individuare: primo: inquietudine, secondo (quando l’ibernazione diventa pericolosa e può degenerare nella morte): assenza di piacere. Questo è tutto. Sembra una malattia innocua. Monotonia, noia, morte. Milioni di uomini vivono in questo modo (o muoiono in questo modo), senza saperlo. Lavorano negli uffici. Guidano una macchina. Fanno picnic con la famiglia. Allevano bambini. Poi interviene una cura “urto”, una persona, un libro, una canzone, che li sveglia, salvandoli dalla morte”. Anais Nin

FramMenti

 Vi possono essere dei casi in cui la resistenza passiva è un’arma efficace, ed allora sarebbe certamente la migliore delle armi, poiché sarebbe la più economica di sofferenze umane. Ma, il più delle volte, professare la resistenza passiva significa rassicurare gli oppressori contro la paura delle ribellione, e quindi tradire la causa degli oppressi. Errico Malatesta

FramMenti

Quando due persone si incontrano ci sono in realtà sei persone presenti: c’è ogni uomo come egli si vede, ogni uomo come l’altro lo vede, e ogni uomo come egli è in realtà.  (W. James)

Biodiversità

 La biodiversità di fiumi, laghi e zone umide è in drammatico declino: come evidenziato nel Living Planet Report del Wwf, negli ultimi cinquant'anni negli ecosistemi d'acqua dolce si è registrato un catastrofico calo che ha raggiunto l'85%. Un'attenzione particolare va rivolta alla situazione italiana: nel nostro Paese, infatti, su 15 specie di decapodi (granchi e gamberi) d'acqua dolce censite ben 7 (quasi il 50%) sono aliene. E, come se non bastasse, nelle acque interne italiane oltre il 60% dei pesci è ormai di origine alloctona, dal siluro (nel Po sono stati avvistati esemplari che sfiorano i 3 metri di lunghezza) alla Gambusia. Dall'articolo "Specie ittiche alloctone: 'In Italia quasi il 50% di gamberi e granchi e oltre il 60% dei pesci è di origine aliena. Importante scongiurare nuove immissioni'" di Silvia Morosi

Gerhard Richter

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Abstraktes Bild (nr. 421), 1977

Amuleto

Passerà questo tempo come passano tutti i giorni orribili della vita. Si placheranno i venti che ti abbattono. Stagnerà il sangue della tua ferita. L’anima errante tornerà al suo nido. Quel che ieri si perse sarà trovato. Il sole senza macchia concepito uscirà di nuovo nel tuo costato. E dirai al mare: Come ho potuto - annegato senza bussola e smarrito - giungere al porto con le vele rotte? E una voce ti dirà: Non comprendi? Lo stesso vento che ha rotto le navi è quello che fa volare i gabbiani. Óscar Hahn

FramMenti

 Un pessimista vede la difficoltà in ogni opportunità; un ottimista vede l’opportunità in ogni difficoltà. (W. Churchill)

La Sibilla

 I tedeschi non sono più i baldanzosi occupanti che si sono visti marciare a Parigi: sono banditi che rapinano i passanti e razziano i negozi, ridendo e insultando. Le persone assistono inebetite. Joyce è frustrata e furiosa, lei che conosce il tedesco capisce cosa dicono delle donne italiane quei rozzi crucchi e non lo sopporta. Ripensa al coltello a serramanico che ha imparato a usare nel suo addestramento inglese per la guerriglia cittadina. «Un’arma terribile: dove prendevi prendevi, ammazzavi di sicuro». Gira dunque ore per la città con il coltello in tasca cercando l’occasione giusta per ammazzare un tedesco. È un pensiero che da quando le si è formato in testa non l’abbandona. A differenza di Parigi, dove tutti erano stati presi alla sprovvista ed erano quasi in stato di shock, ora si arrivava da anni di guerra e si cominciava a sapere qualcosa sulle torture e sui campi di sterminio. Joyce è decisissima ad agire, «mi trovavo in uno stato di psicosi». Si vuole proprio «toglie...

FramMenti

 Non puoi essere te stesso, se non sai prima chi sei…  (P. Neruda)

Fragile

 ...Ci ha insegnato la fragilità come fondazione esistenziale, la sua complessità e le sue metamorfosi. Riconoscerla in noi stessi e negli altri, senza soluzione di continuità: quasi un dovere morale, un servizio al quale siamo tutti chiamati. Oggi piú che mai, in un mondo governato da uomini prepotenti e slogan mondani o muscolari che confinano la fragilità, considerata disadattiva e inutile, nei luoghi piú reietti. Della fragilità si occupa la psichiatria, non solo perché immersa nelle fragilità dei suoi pazienti, ma perché immersa anche nella sua stessa fragilità. « Le emozioni fragili», scrive, «si scheggiano e si frantumano facilmente: non resistono all'avanzata dei ghiacciai della noncuranza e dell'indifferenza, delle tecnologie trionfanti e degli idoli consumistici». Ricordo una sua definizione di fragilità folgorante, solo apparentemente tautologica: «fragile è una cosa che non può essere se non fragile»..." (Vittorio Lingiardi su Eugenio Borgna nella postfazione a...

FramMenti

 Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.  (Proverbio cinese)

Gabriele Münter

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Staffelsee in Autumn - 1923

Porti Sepolti

Tutta la verità del mondo mi trova nelle ore del mattino orizzontale sul letto, si contorce sotto la trapunta aggrovigliata tra le lenzuola si gira minacciosamente verso il cuscino, si avvicina alle mie orecchie, urla - mi urla - ma il mio corpo non vuole obbedire - si spaventa - e la memoria rifiuta ostinatamente di registrarla. La luce del giorno la trova sepolta, in quella vetrina con gli articoli per bambini al battesimo a cui siamo stati, tra le zie, nei rimpianti della nonna. Erina Charalambous

I ragazzi della Nickel

 Il primo giorno di scuola, gli studenti della Lincoln High School ricevevano i nuovi libri di seconda mano dalla scuola superiore per bianchi lì di fronte. Gli studenti bianchi, sapendo dove erano diretti i libri, lasciavano una dedica per i proprietari successivi: Strozzati, negro! Puzzi. Mangia la mia merda. Settembre era un periodo di aggiornamento sugli epiteti in voga tra la gioventù bianca di Tallahassee, che, come la lunghezza degli orli e le acconciature, variavano di anno in anno. Era umiliante aprire un libro di biologia, andare alla pagina sull’apparato digerente e trovarsi davanti la scritta Crepa negro, ma col procedere dell’anno scolastico gli studenti della Lincoln High School smettevano di notare le invettive e i suggerimenti sgarbati. Come arrivavi a fine giornata, se ogni affronto ti ribaltava dentro un fosso? Dovevi imparare a concentrare l’attenzione.  Colson Whitehead, I ragazzi della Nickel, traduzione di Silvia Pareschi, Mondadori (collana Oscar Absolut...

FramMenti

L’uomo veramente grande è colui che fa sentire grande ogni altro uomo.  (G. K. Chesterton)

All'ombra delle fanciulle in fiore

 Siccome il rischio di piacere dipende soprattutto da ciò che passa o no inosservato, si dovrebbe almeno per prudenza, non parlare mai di sé, perché è un argomento su cui si può esser sicuri che la visione degli altri e la nostra non concordano mai. Se quando si scopre la vera vita degli altri, l'universo reale sotto l'universo apparente, si resta sorpresi come nel visitare una casa, in apparenza qualsiasi, ma che dentro sia piena di tesori, grimaldelli e cadaveri, non meno sorpresi si resta quando, il luogo dell'immagine che ci eravamo fatta di noi stessi, in base a ciò che ciascuno ce ne diceva, si scopre quale immagine completamente diversa gli altri racchiudono in sé di noi e della nostra vita dai discorsi che tengono sul nostro conto in nostra assenza. [...] Il rischio minore è di irritare gli altri con la sproporzione esistente tra l'idea che abbiamo di noi stessi e le nostre parole, sproporzione che rende generalmente i discorsi degli uomini su sé stessi altretta...

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