In questa maledetta notte oscura
In questa maledetta notte oscura
con una tentazione fui assalita
che ancora in cuore la vergogna dura.
Io così pudica, così compita,
vedevo un uomo a me venire piano e
avvolgermi quasi avido la vita;
un altro ne veniva e con la mano
oh delicatamente lui mi apriva, e
un altro e un altro e un altro
ch’era vano a guerra apparecchiarmi
d’armi priva già incatenata, e
senza una catena, nel tempo
che la vita non par viva.
“Non vuoi? piccola piccola sirena…”
Posso io non volere e star da lato?
“Oh lasciatemi!” e respiravo appena,
il cuore dalla sua sede saltato.
Con cento mani vinte le mie braccia.
Tutte le ossa mi avevano contato,
ad ogni cavità davan la caccia;
nel denso, nelle viscere spremuta,
in una tomba di carne che schiaccia e
macina e mette al niente… perduta.
Che mai feci, che mai feci mio Dio?
Mercè, pietà, perdono, chi mi aiuta? […]
con una tentazione fui assalita
che ancora in cuore la vergogna dura.
Io così pudica, così compita,
vedevo un uomo a me venire piano e
avvolgermi quasi avido la vita;
un altro ne veniva e con la mano
oh delicatamente lui mi apriva, e
un altro e un altro e un altro
ch’era vano a guerra apparecchiarmi
d’armi priva già incatenata, e
senza una catena, nel tempo
che la vita non par viva.
“Non vuoi? piccola piccola sirena…”
Posso io non volere e star da lato?
“Oh lasciatemi!” e respiravo appena,
il cuore dalla sua sede saltato.
Con cento mani vinte le mie braccia.
Tutte le ossa mi avevano contato,
ad ogni cavità davan la caccia;
nel denso, nelle viscere spremuta,
in una tomba di carne che schiaccia e
macina e mette al niente… perduta.
Che mai feci, che mai feci mio Dio?
Mercè, pietà, perdono, chi mi aiuta? […]
Patrizia Valduga
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