Prima non avevo mai fatto caso ai sogni, e forse in realtà non erano neanche così importanti, affollati com’erano, con tutto quell’andirivieni, e talvolta colorati, ma adesso, come sono tormentosi, poiché non è qualcosa di estraneo, no, è qualcosa che mi appartiene, ecco finalmente i miei sogni, i miei enigmi diurni, sono più grandi di quelli dei miei sogni notturni, e allora ti accorgi che non esistono gli enigmi dei sogni, ma soltanto enigmi, enigmi diurni, l’ineffabile caotica realtà che tenta di articolarsi nel sogno, che talvolta ti mostra in modo geniale, in una composizione, che cosa ti sta capitando, poiché in altro modo non lo capiresti mai, ma poi il tuo sognare s’imbroglia, diventa dilettantesco, allora non conduce più a nulla, un mediocre drammaturgo cui le scene sfuggono da tutte le parti e i motivi si confondono, che fa morire l’eroe troppo presto, che scambia i personaggi di una scena precedente con quelli di una scena successiva, finché all’improvviso il tuo sogno radu...