I soldi vanno spesi per prevenire i disastri naturali. Altro che Ponte sullo Stretto

Munich Re ha pubblicato in questi giorni l’annuale rapporto informativo sui disastri naturali. In estrema sintesi, il pianeta ha sperimentato nel 2020: 1. Il record degli uragani – mai registrati tanti eventi nel Nord Atlantico. 2. Record degli incendi, focalizzati soprattutto negli Stati Uniti occidentali. 3. In tutto il mondo, i disastri naturali hanno prodotto perdite per 210 miliardi di dollari, di cui 82 soltanto coperti da assicurazione. 4. Le inondazioni in Cina sono state responsabili del danno più elevato a livello nazionale, 17 miliardi di dollari, di cui solo il 2 per cento era assicurato. 5. Cinque anni dopo l’accordo di Parigi sul clima, il 2020 si avvia a essere il secondo (o il primo?) anno più caldo degli ultimi due secoli. Munich Re non è un’associazione ambientalista, ma una delle maggiori compagnie di riassicurazione del mondo (...) Misure di mitigazione dei disastri naturali e strategie di adattamento dovrebbero entrare con più forza nell’agenda di chi governa l’Europa. Al momento l’Unione pianifica un vasto impegno economico pubblico sul lungo periodo. L’Europa sta contraendo un debito enorme per rinascere. È un contratto stipulato a nome e per conto delle generazioni future che lo dovranno onorare – e nessuno chiede loro se sono d’accordo. Non sarebbero soldi mal spesi quelli dedicati a ridurre la futura gabella dei disastri che colpiranno i futuri debitori. E pazienza se gli eredi dovranno traghettare tra Messina e Reggio Calabria, e viceversa. (...) Se, assieme al risparmio sui disastri, i nuovi italiani potessero contare su maggiore istruzione, migliore educazione e profili culturali meno imbarazzanti dei contemporanei, sono convinto che i nostri eredi non soffrirebbero troppo per l’inquietante assenza del Ponte. Siamo il paese più ignorante dell’Ocse, che non si esime da farlo notare ogni anno nel suo rapporto. Forse per questo l’abuso della credulità popolare da parte dei potenti non è mai stato tanto efficace quanto lo sia diventato oggi. E sono gli stessi potenti che hanno predicato la crescita senza saperla praticare con successo, condannando il paese alla decrescita infelice degli ultimi 10 anni. 

Renzo Rosso

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