Post

Visualizzazione dei post da maggio, 2024

FramMenti

Adoro le persone che mi fanno ridere. Penso che ridere sia la cosa che mi piace di più. E’ la cura per moltissimi mali. — Audrey Hepburn

Solastalgia

I cambiamenti climatici e la depressione degli Inuit dell'Artico: malati di "solastalgia" Oltre allo scioglimento accelerato dei ghiacciai e alle temperature record, nell'Artico i cambiamenti climatici stanno causando danni psicologici alle popolazioni indigene: la solastalgia. A soffrirne, fra i tanti, sono gli Inuit del Canada che provano un forte sentimento di nostalgia da casa pur vivendo ancora a casa loro, una casa che, però, non riconoscono più poiché profondamente alterata dagli effetti del riscaldamento globale. E' proprio questa la solastalgia: l'impatto psicologico e più intimo dei cambiamenti climatici avvertito dai singoli cittadini. A documentare la dolorosa ferita psicologica patita sulla propria pelle è il Guardian che ha rilanciato le testimonianze di alcuni Inuit. (...) Le popolazioni dell'Artico fanno da sempre i conti con un ambiente e condizioni meteorologiche complessi da gestire, in particolare durante le stagioni intermedie. In prat...

FramMenti

L’italiano teme la morte, ma non quella degli altri. Spesso uccide per spiegarsi con un esempio, per dare una lezione, perché teme di essere frainteso. L’omicidio lo rende quasi sempre migliore. Ennio Flaiano, Frasario esistenziale per passare inosservati

Un giorno forse

Ma qui gli uomini hanno occhi torbidi e facce ispide, ancora, e Kim è affezionato a questi uomini, al riscatto che si muove in loro. Quel bambino del distaccamento del Dritto, come si chiama? Pin? Con quello struggimento di rabbia nel viso lentigginoso, anche quando ride... Dicono sia fratello di una prostituta. Perché combatte? Non sa che combatte per non essere più fratello di una prostituta. E quei quattro cognati « terroni » combattono per non essere più dei «terroni», poveri emigrati, guardati come estranei. E quel carabiniere combatte per non sentirsi più carabiniere, sbirro alle costole dei suoi simili. Poi Cugino, il gigantesco, buono e spietato Cugino... dicono che vuole vendicarsi d'una donna che l'ha tradito... Tutti abbiamo una ferita segreta per riscattare la quale combattiamo. Anche Ferriera? Forse anche Ferriera: la rabbia a non poter fare andare il mondo come vuoi lui Lupo Rosso, no: per Lupo Rosso tutto quel che vuole è possibile. Bisogna fargli volere delle co...

FramMenti

Il progresso non consiste per lo più che nella partecipazione di un sempre maggior numero di individui a un bene. Antonio Gramsci, “La città futura”, numero unico (febbraio 1917)

I bordelli del vescovo

Nella Londra medievale fiorì la prostituzione, tanto che nel XII secolo Southwark divenne, per ordine d’Enrico II, il quartiere a luci rosse della città. Southwark si trova sulla sponda opposta del Tamigi rispetto all’antica Londinium. Storicamente questa zona della città formava un borgo appartenente alla contea del Surrey che, gradualmente, finì sotto l’influenza e la giurisdizione della Città di Londra. Enrico II trasformò questo borgo in un bordello legale affidato all’amministrazione delle autorità ecclesiastiche che, dalla gestione dei luoghi di piacere, riuscirono a ricavarne grosse somme di denaro. Al momento dell’ordinanza d’Enrico II vi erano 18 bordelli con regolare licenza che impiegavano, circa, 1000 prostitute. Possiamo affermare che, grazie all’amministrazione ecclesiastica della mercificazione del corpo femminile, la maggior parte delle chiese costruite tra il XII ed il XIII secolo vide la luce grazie alla prostituzione. Una domanda cui si dovrebbe cercare di trovare ri...

FramMenti

C’è un oltre in tutto. Voi non volete o non sapete vederlo. — Pirandello

L'immortale spirito nella natura

 «Sul finire del Sedicesimo secolo la volta celeste si alzava, come la vediamo noi ancora oggi, non di venti metri come nel planetario, ma circa a non più di trenta chilometri sopra di noi, come un’inflessibile costruzione. Sopra questa fortezza celesta troneggiava il malefico Dio, la cui vista penetrava in tutti gli errori degli uomini, che puniva senza pietà con la guerra, la peste, gli incendi. La volta celeste, che sosteneva i palazzi e i giardini di Dio, cingeva come un guscio d’uovo la Terra liberamente sospesa nel vuoto. «A questo punto entrò in scena Giordano Bruno e ruppe il guscio dell’uovo cosmico aprendo lo sguardo meravigliato e felice dell’umanità sull’infinità dello spazio. Le stelle fisse non erano più i bottoni dorati inchiodati all’immobile parete celeste, ma divennero barche dorate che si muovevano liberamente nell’etere a grande distanza le une dalle altre. Tutta la magnificenza dei palazzi divini si era volatilizzata. Se fossi un grande artista come lei», disse...

FramMenti

Ti auguro la meraviglia, la perfezione non è umana, è distante dalla pelle e dal cuore. La meraviglia invece è la capacità di vedere, di sentire la vita che scorre dentro e fuori, oltre gli occhi, oltre le parole. Che non esiste nulla in grado di contenere e raccontare tutta la forza della vita, quando ama, quando inonda e sconfina. Silvano Bottaro

L'arte di amare

La fede negli altri ha la sua massima espressione nella fede per la specie umana. Nel mondo occidentale questa fede era espressa in termini religiosi nella religione ebraico-cristiana, e in linguaggio secolare ha trovato la sua espressione più alta nelle idee umanistiche e sociali degli ultimi centocinquant'anni. Come la fede nel bambino, essa è basata sul concetto che le potenzialità dell'uomo sono tali che, in condizioni adatte, egli sarà in grado di costruire un ordine sociale governato dai principi dell'eguaglianza, della giustizia e dell'amore. L'uomo non ha ancora conquistato tale ordine e perciò la convinzione che riuscirà a farlo richiede fede. Come ogni fede razionale anche questa non è una vaga speranza, bensì fondata sull'evidenza delle passate conquiste della razza umana, e sull'intima esperienza di ogni individuo, sulla propria esperienza di ragione e d'amore. Erich Fromm - L'arte di amare

FramMenti

«Come tutti gli esseri senz’anima, non potete sopportare chi ne ha troppa. La gente sana detesta i malati.Chi è felice non può vedere chi soffre.Troppa anima! Che seccatura, no? Allora si preferisce chiamarla malattia: e tutti sono in regola, contenti». - Albert Camus

FramMenti

Costa una fatica del diavolo conservare una buona opinione di sé. Chissà come fanno, certuni. (G. Bufalino)

Damiano Sinfonico

L’aria è piena di piume ovvero di neve annota Erodoto parlando del clima degli Sciti. Miopi per fitta leggerezza non avevano un termine per designare la neve e nella privazione giunsero a un’immagine che dalle Storie si deposita sull’atlante delle lingue. Le spente lingue (Vydia, 2024)

FramMenti

Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo “amare”, il verbo “sognare”. Naturalmente si può sempre provare. Dai, forza: “Amami!” “Sogna!”; “Leggi!”; “Leggi! Ma insomma, leggi, diamine, ti ordino di leggere!”; “Sali in camera tua e leggi!” Risultato? Niente. Si è addormentato sul libro. — Dal libro “Come un romanzo” - Daniel Pennac

Le guerre dentro

La Russia non sta vincendo la guerra dell’informazione e non sembra destinata a recuperare. Probabilmente, non vuole nemmeno recuperare. Infatti, la guerra dell’informazione che si sta combattendo non è rivolta alla Russia, ma a tutto l’Occidente, e in particolare a noi europei. In Russia non arriva molto della propaganda ucraina, e ciò che arriva è così smaccatamente antirusso che può generare una sorda repulsione nella popolazione e un motivo in più per indurre i vertici politici e militari a reagire in modo ancora più violento. La propaganda ucraina sta però riuscendo a penetrare nel nostro sistema di pensiero dopo averlo fatto, in profondità, nelle strutture politiche e nei conglomerati mediatici internazionali. È una propaganda facile, perché sfrutta gli effetti delle tragedie di tutte le guerre separandoli dalle cause, spostando nel tempo e nello spazio le responsabilità. Sfrutta l’emotività a danno della razionalità. Tutte tecniche “standard” nel marketing, come negli show telev...

FramMenti

Per il futuro vorrei un passato migliore da ricordare.  Kill_My_Idols 

Tribù bianca

Il 1° marzo 1896 un corpo di spedizione di diecimila soldati guidati dal generale Baratieri attaccò ad Adua un esercito di centoventimila etiopi guidati da Menelik. L’Italia subì una pesantissima sconfitta, lasciando sul terreno quasi cinquemila morti. Questa vittoria permise all'Etiopia di rimanere indipendente e insegnò ai popoli africani che gli invasori potevano essere sconfitti. L’Italia cercò allora di mettere le mani sulla Libia, con un corpo di spedizione italiano che sbarcò a Tripoli il 5 ottobre 1911. Ma l’invasione della Tripolitania e della Cirenaica da parte di un corpo militare di oltre centomila soldati italiani fece scattare la rivolta araba. Ne seguì una feroce repressione da parte italiana: migliaia di libici furono impiccati, fucilati, deportati. La resistenza, però, non si piegò e durò oltre vent’anni, nonostante la brutalità della repressione, soprattutto sotto la dittatura di Mussolini. Nel 1930, per ordine del Duce, per isolare i partigiani, vennero deportati...

FramMenti

L'anima è tinta del colore dei suoi pensieri. Pensa solamente a quelle cose che sono in linea con i tuoi principi e che possono sopportare la luce piena del giorno. Tu puoi scegliere il contenuto della tua personalità. Giorno dopo giorno divieni ciò che scegli, ciò che pensi e ciò che fai. La tua integrità è il tuo destino. Essa è la luce che illumina il tuo sentiero. Eraclito

Da Internazionale

Alcuni dei grandi pensatori ebrei sopravvissuti all’Olocausto hanno trascorso il resto della loro vita cercando di dire al mondo che quell’orrore, pur essendo stato letale come nessun altro, non doveva essere visto come un’aberrazione. Il fatto che l’Olocausto fosse successo significa che era e rimane possibile. Il sociologo e filosofo Zygmunt Bauman sosteneva che la natura imponente, sistematica ed efficiente dell’Olocausto era legata alla modernità, anche se non era affatto predeterminata, ed era in linea con altre invenzioni del novecento. Theodor Adorno studiò quello che rende le persone inclini a seguire i leader autoritari e cercò un principio morale che impedisse un’altra Auschwitz. Nel 1948, Hannah Arendt scrisse una lettera aperta che cominciava così: “Tra i fenomeni politici più inquietanti dei nostri tempi c’è l’emergere nell’appena nato stato di Israele del Partito della libertà (Tnuat haherut), una forza politica strettamente affine per organizzazione, metodi, filosofia po...

FramMenti

La vicenda umana è lacerata tra l'ordinato incedere della ragione che consente di abitare un mondo a tutti comune dove è possibile la comunicazione, e l'insorgenza dell'irrazionale che spezza quel mondo, disarticola la comunicazione e dissolve i confini del paesaggio nel senza-confini dello spaesamento. Claudio Magris - Itaca e oltre

Ogni albero è un poeta

 Il bosco è un corpo vivente. È un magnete che ha la forza d’attrazione più intensa nel cuore e più lasca alla periferia. Il bosco è una città con i tesori concentrati in certi punti: sono gli organi, i polmoni, il cervello, il fegato, e intorno sta la pelle e la sfera dell’esistenza, dove le gambe si agitano, le braccia si alzano e indicano. Il bosco è un oceano in continuo movimento, che arretra in certi punti e si allunga in altri. Il bosco è una lingua che nasce e muore continuamente, che subisce intrusioni e colonizzazioni, che smarrisce vocaboliradice precipitati in disuso, come se fossero stati inghiottiti nel fondo d’una grotta che si richiude immediatamente. Il bosco è una nuvola che scarica energia appena entra in contatto con altre nuvole, che si modifica a seconda delle depressioni in cui fluisce. E quando ti giri e ritorni sui tuoi passi, orma dopo orma, diretto alla parola “casa”, perdendo l’ombra del patriarca, lasciandoti alle spalle i confini stessi del bosco, rich...

FramMenti

Felice solamente colui che avendo provato la vertigine fino a tremare in tutte le sue ossa e a non misurare più la sua caduta ritrova d’improvviso la potenza insperata di fare della sua agonia una gioia capace di gelare e di trasfigurare quelli che la incontrano. — Georges Bataille, Il labirinto

It's evolution baby

Il progresso vive per mangiare, e a volte dimostra addirittura di poter morire per mangiare. Sopporta ogni pena al fine di essere felice. Volge il pathos verso le premesse. L’estrema affermazione del progresso ha decretato ormai da tempo che la domanda si regoli sull’offerta, che si mangi perché sia un altro a diventare sazio, e che il venditore ambulante interrompa persino i nostri pensieri offrendoci cose di cui non abbiamo alcun bisogno. Il progresso, sotto i cui piedi l’erba si mette a lutto e il bosco diventa carta da cui crescono fogli di giornale, ha subordinato la vita ai viveri, trasformando noi stessi nelle viti di ricambio dei nostri utensili. Il dente dell’epoca è cavo; poiché quando era sano giunse la mano che vive di otturazioni. Là dove si è spesa ogni forza per togliere ogni asperità alla vita, non rimane nulla che ancora necessiti di essere protetto. In quei luoghi l’individualità può vivere, ma non può più nascere. Potrà forse, coi suoi desideri nevrotici, far compars...

FramMenti

Prendetevi cura della vostra erba, prima di dire che quella del vicino è più verde. — manuela_reich

FramMenti

La vita è responsabilità. E invece stiamo facendo appassire la nostra vita, il nostro futuro nell’eterna assoluzione di noi stessi. La colpa è sempre degli altri: di chi è al governo o al municipio, della dottoressa dell’Asl, del vigile urbano. La colpa è del geometra. Siamo poveri per colpa degli altri, stiamo male per colpa degli altri. Colpa loro: la scelta più agevole per un ignavo. L’indice puntato.  A. Celestini

Laura D’Angelo

Stanchezze Stanchezze, amiche, sorelle mute compagne di giornate gemelle, tutte uguali, in serie in fila per uno, in fila per sei stanchezze datemi un segno che non sia magnesio o potassio, datemi un segno che sia un sogno, una svolta, un nuovo passo. Stanchezze, amiche, sorelle compagne di nome e di fatto, di stress, nervosismi, isterismi pianti con il cuscino in braccio a sciogliere un laccio, un laccio sul cuore, di ali gelate, stanchezze, nemiche, siete i voli più belli di ali spezzate. Stanchezze, amiche, verità, insonnie, rughe, saggezze compagne di parole non dette, di strade vissute, pensate, urlate, raccontate al telefono, ad una nuvola, al mare, ad uno sguardo che sorride per non farti invecchiare. Cuore puro (Interno Libri Edizioni, 2024)

FramMenti

Dipende soltanto da noi essere in un modo piuttosto che in un altro. Il nostro corpo è un giardino e il suo giardiniere è la nostra volontà. Spetta a noi decidere, secondo la nostra volontà.  William Shakespeare, Othello

Non sanno...

I ragazzi delle scuole imparano chi fu Muzio Scevola o Orazio Coclite, ma non sanno chi furono i fratelli Cervi. Non sanno chi fu quel giovanetto della Lunigiana che, crocifisso ad una pianta perché non voleva rivelare i nomi dei compagni, rispose: «Li conoscerete quando verranno a vendicarmi», e altro non disse. Non sanno chi fu quel vecchio contadino che, vedendo dal suo campo i tedeschi che si preparavano a fucilare un gruppo di giovani partigiani trovati nascosti in un fienile, lasciò la sua vanga tra le zolle e si fece avanti dicendo: «Sono io che li ho nascosti (e non era vero), fucilate me che sono vecchio e lasciate la vita a questi ragazzi». Non sanno come si chiama colui che, imprigionato, temendo di non resistere alle torture, si tagliò con una lametta da rasoio le corde vocali per non parlare. E non parlò. Non sanno come si chiama quell'adolescente che, condannato alla fucilazione, si rivolse all'improvviso verso uno dei soldati tedeschi che stavano per fucilarlo, l...

FramMenti

Stammi bene a sentire, figlia mia: le razze umane non esistono. Esiste un genere umano nel quale ci sono uomini e donne, persone di colore, di alta statura o di statura bassa, con attitudini differenti e variate. (T. Ben Jelloun)

Baci razzisti

 La maestra puntò la bacchetta sull’immagine di una chitarra acustica. «Chi vuole sillabare questa parola?». Alzai la mano, col sorriso della certezza stampato in faccia. «g-h-i-t-a-r-e . Ghitare». La classe scoppiò a ridere. «Marilena, in italiano questa è una chitarra. So che in africano è diverso. Cerca solo di non confondere più le due lingue, va bene?». L’ africano raggruppava, a dire della maestra Pennacchia, le migliaia di lingue e dialetti che costellavano l’Africa intera. Ghitare fu la prima di tante parole che dovetti re-imparare a scuola. Cortero fu corretto in coltello, aise in aids. Mamma mi parlava in un italiano immigrato. Un misto di parole francesi, bergamasche e rwandesi. Era un italiano approssimato il suo, appreso da cartoni animati e vicini di casa che parlavano solo dialetto. Quel pomeriggio, di rientro dal lavoro, mamma accostò una sedia alla mia per leggere con attenzione ciò che stavo scrivendo. «Vai via, smettila di farmi sbagliare». La scansai, ma lei non...

FramMenti

Quando usciremo di nuovo in strada troveremo un mondo che ha lasciato indietro i più deboli. Eppure la lezione è che o stiamo tutti bene o non sta bene nessuno. Emanuele Nannini (Emergency)

Maledetti toscani

Se è cosa difficile essere italiano, difficilissima cosa è l’esser toscano: molto più che abruzzese, lombardo, romano, piemontese, napoletano, o francese, tedesco, spagnolo, inglese. E non già perché noi toscani siamo migliori o peggiori degli altri, italiani o stranieri, ma perché, grazie a Dio, siamo diversi da ogni altra nazione: per qualcosa che è in noi, nella nostra profonda natura, qualcosa di diverso da quel che gli altri hanno detto. O forse perché, quando si tratta d’esser migliori o peggiori degli altri, ci basta di non essere come gli altri, ben sapendo quanto sia cosa facile, e senza gloria, esser migliore o peggiore di un altro. Nessuno ci vuol bene (e a dirla fra noi non ce ne importa nulla). E se è vero che nessuno ci disprezza (non essendo ancora nato, e forse non nascerà mai, l’uomo che possa disprezzare i toscani), è pur vero che tutti ci hanno in sospetto. Forse perché non si sentono compagni a noi (compagno, in lingua toscana, vuol dire eguale). O forse perché, dov...

FramMenti

Nella vita ci vuole determinazione, costanza, coraggio, forza, sacrificio senza mai lamentarsi. Cosi si arriva ad un traguardo… vittoriosi, stanchi, anzi, stanchissimi… ma la vittoria ce la si gode fino alla fine… lottare sempre lungo il proprio percorso! Silvano Bottaro

Ho bisogno di vivere

Nella mia anima sta avvenendo una battaglia fra il desiderio ardente di andare a Pietroburgo a sentire Wagner e altri concerti e il timore di dare un dispiacere a Lev NikolaeviČ e di sentirmi questo suo dispiacere sulla coscienza. Stanotte ho pianto a causa di questa pesante sensazione di mancanza di libertà che grava sempre più su di me. Di fatto, naturalmente, sono libera. Ho soldi, cavalli, vestiti, tutto: potrei fare le valigie, salire in carrozza e andare. Sono libera di leggere le bozze, di comprare le mele per L. N., di cucire i vestiti per Saša e le camicie per il marito, di fotografarlo in tutte le pose, di ordinare il pranzo, di sbrigare le faccende di tutta la famiglia; sono libera di mangiare, di dormire, di tacere e di rassegnarmi. Ma non sono libera di pensare a modo mio, di amare quello e quelli che scelgo io stessa, di andare dove mi interessa e dove mi sento spiritualmente a mio agio; non sono libera di occuparmi di musica, non sono libera di cacciar fuori dalla mia ca...

FramMenti

Sono sempre in procinto di vivere. Aspetto che le cose cambino, credo di avere tempo, di essere meno stanca, di riuscire a chiarire, di sistemare…. Sembra sempre come se ci sia qualcosa che deve accadere nella mia vita prima di iniziare a vivere.   Emily Dickinson

La Sibilla

 Il rapporto di Joyce [Lussu] con i compagni dei partiti, con le sezioni, con i circoli, con le camere del lavoro, non è rose e fiori. Certo non è limitato ai garofani rossi che Joyce trova ad accoglierla sui palchi accanto alle bandiere e ai microfoni pronti per lei. Joyce lo racconta allegramente: arrivava magari dopo dieci ore di treno verso sud o verso nord, nelle piazze e nelle sale, e le trovava stipate di uomini. Volenterosi giovanotti che avevano montato il palco, ex partigiani che volevano abbracciarla, segretari locali imbarazzati davanti alla richiesta di Joyce: «Dove sono le donne?». Le donne sono a casa, balbettavano quelli, non vengono in sezione, non si intendono di politica, non vogliono stare tra gli uomini, devono preparare il pranzo domenicale, badare ai bambini piccoli, andare a messa. Ma sono tesserate, eh! E allora Joyce prendeva a urlare «Ah sì? Restano a casa perché sono donne oneste! E io che giro con voi per le piazze e le osterie, che cosa sono? Il vostro...

FramMenti

A distanza d'anni, quando ci si ripensa, si vorrebbe poterle riafferrare, le parole che hanno dette certe persone e anche le persone stesse per poter domandar loro quel che hanno voluto dirci. Ma se ne sono andate!… Non si aveva abbastanza istruzione per capirle allora… Si vorrebbe sapere se poi hanno cambiato idea… Ma è troppo tardi… Finito!… Nessuno sa più nulla di loro. Bisogna allora continuare la propria strada da soli, nella notte.   Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte

FramMenti

L’indignazione in Italia dura come un orgasmo, anche meno. E dopo viene sonno. — Marco Paolini

Patrizia Cavalli

Se posso perdonare, allora devo riuscire a perdonare anche me stessa e smetterla di starmi a giudicare per come sono o come dovrei essere. Qui non si tratta di consapevolezza ma è la superbia che mi tiene stretta in una stolta morsa che mi danna. Eccomi infatti qui dannata a chiedermi che cosa fare per essere perfetta. Tenersi all’apparenza, forse descrivere soltanto cose in mutua tenerezza. Vita meravigliosa (Einaudi, 2020)

FramMenti

In tutte le cose è meglio sperare che disperare.  Johann Wolfgang von Goethe

Il cimitero di Praga

 Il nemico per essere riconoscibile e temibile deve essere in casa, o alla soglia di casa. Ecco perchè gli ebrei. La divina provvidenza ce li ha dati, usiamoli, perdio, e preghiamo perché ci sia sempre qualche ebreo da temere e da odiare. Occorre un nemico per dare al popolo una speranza. Qualcuno ha detto che il patriottismo è l'ultimo rifugio delle canaglie: chi non ha principi morali si avvolge di solito in una bandiera, e i bastardi si richiamano sempre alla purezza della loro razza. L'identità nazionale è l'ultima risorsa dei diseredati. Ora il senso dell'identità si fonda sull'odio, sull'odio per chi non è identico. Bisogna coltivare l'odio come passione civile. Il nemico è l'amico dei popoli. Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria. L'odio è la vera passione primordiale. E' l'amore che è una situazione anomala. Per questo Cristo è stato ucciso: parlava contro natura. Non si ama qualcuno per tu...

FramMenti

E’ difficile combattere con il desiderio del proprio cuore. Tutto ciò che desidera lo compera al prezzo dell'anima. Eràclito

Le istituzioni della violenza

Nel 1925, un manifesto di artisti francesi che si firmavano la « revolution surrealiste », indirizzato ai direttori dei manicomi, cosi concludeva: « Domattina, all’ora della visita, quando senza alcun lessico tenterete di comunicare con questi uomini, possiate voi ricordare e riconoscere che nei loro confronti avete una sola superiorità: la forza ». Quarant’anni dopo - legati come gran parte dei paesi europei, ad una legge antica ancora incerta fra l’assistenza e la sicurezza, la pietà e la paura - la situazione non è di molto mutata: limiti forzati, burocrazia, autoritarismo regolano la vita degli internati per i quali già Pinel aveva clamorosamente reclamato il diritto alla libertà… Lo psichiatra sembra, infatti, riscoprire solo oggi che il primo passo verso la cura del malato è il ritorno alla libertà di cui finora egli stesso lo aveva privato. La necessità di un regime, di un sistema nella complessa organizzazione dello spazio chiuso nel quale il malato mentale è stato isolato per ...

FramMenti

È al mattino che bisogna nascondersi. La gente si sveglia, fresca ed efficiente, assetata d’ordine, di bellezza e di giustizia, ed esige la contropartita. — Samuel Beckett, Molloy, 1951

L'Agnese va a morire

 Si volevano bene: adesso lei non aveva più nessuno, e parlavano della fine della guerra, di quando si sarebbero sposati. Poi una volta Tom disse che era meglio sposarsi subito, in brigata si poteva fare, il Comandante era come un ufficiale di stato civile. Si sposarono una sera che un aereo inondava la valle di bengala. Pareva che volesse illuminare la cerimonia. Ma tutti dovettero mettersi a terra e stare immobili in quella luce; era pericoloso farsi vedere in tanti, potevano prenderli per tedeschi. Poi l'aereo se ne andò, rimase il buio, più buio dopo tanto bianco. - Forza! - disse Clinto. - Sta’ in gamba, Rina, che tu non sposi un altro. - Attenti! - comandò Gim. In mezzo al quadrato dei partigiani disarmati, sull'attenti, c'erano Tom e la Rina, muti e commossi come in chiesa. Ma era una notte scura, non si vedevano che macchie nere, e una macchia più chiara, il vestito di lei. Il Comandante disse, con la sua voce quieta: - Voi tutti siete testimoni che quest'uomo c...

FramMenti

Il vostro compito non è cercare l’amore, ma, semplicemente, cercare e trovare dentro di voi tutte le barriere che avete costruito contro di esso. — Carlo Lombardi

Magnolie

Gli alberi non parlano, non comunicano tra loro né tantomeno comunicano con noi. Cosí ci è stato insegnato. Tutto ciò che uno può vedere, guardando un albero, non è che un albero; e tutto ciò che uno può pensare di quell’albero non viene dall’albero, che non dice nulla, ma da lui stesso. Comunque, c’erano queste due magnolie una di fronte all’altra. Erano venute su insieme: una nel giardino dell’ultima casa in fondo alla via sulla destra; l’altra nel giardino dell’ultima casa sulla sinistra. Fin da quando eravamo bambini le avevamo sempre viste belle e rigogliose, ed eravamo convinti che si parlassero e si mettessero d’accordo su quando fiorire, quando fare i frutti e quando lasciarli cadere, visto che lo facevano sempre nello stesso momento. Eravamo addirittura convinti che si volessero bene, che si facessero compagnia nelle fredde notti d’inverno cosí come nell’insopportabile canicola di agosto. Pensavamo anche che le due magnolie si parlassero in continuazione, e approfittassero del...

FramMenti

Per quanto il mondo possa sembrarti assurdo, non dimenticare mai che offri un bel contributo a questa assurdità con il tuo agire o con il tuo astenerti. Arthur Schnitzler

Grande Russia

Mentre gli oligarchi venivano costretti ad accettare le nuove regole del Cremlino, esistevano nel Paese altri boiari. Erano i governatori degli oblast e dei kraj, potenti notabili eletti localmente che avevano trasformato la loro provincia in un feudo personale e trattenevano per sé, con vari pretesti, il gettito delle imposte locali. Questo federalismo russo risaliva all'epoca di El’cin e Putin attendeva da tempo l’occasione per restaurare il potere centrale. Decise di agire dopo l’attentato alla scuola di Beslan in Ossezia. Fra i due problemi, quello del terrorismo ceceno e quello delle autonomie locali, non esisteva alcuna relazione, ma il presidente russo capì che l’eliminazione dei governatori sarebbe stata più facilmente accettata se decisa in un momento in cui la società russa si sentiva minacciata. Il potere dello Stato russo ha bisogno di un forte consenso popolare, ma il consenso è tanto più forte quanto più il leader, nei momenti cruciali, dimostra di sapere agire con au...

FramMenti

Poiché in fondo non ci siamo interessati a nient’altro che alle nostre acrobazie e al nostro lavoro, disse, ci siamo trovati nella terribile impossibilità di intenderci con il mondo circostante, che in cambio ci ha punito con il suo totale disinteresse. Il mondo circostante semplicemente ci ha ignorati nel momento in cui non gli abbiamo più dimostrato il minimo interesse, è ovvio, disse.  Midland a Stilfs Thomas Bernhard

FramMenti

La lontananza rimpicciolisce gli oggetti all’occhio, li ingrandisce al pensiero.

Pedro Salinas

Il modo tuo d’amare è lasciare che io ti ami. Il sí con cui ti abbandoni è il silenzio. I tuoi baci sono offrirmi le labbra perché io le baci. Mai parole o abbracci mi diranno che esistevi e mi hai amato: mai. Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi; tu, no. E sto abbracciato a te senza chiederti nulla, per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami. E sto abbracciato a te senza guardare e senza toccarti. Non debba mai scoprire con domande, con carezze, quella solitudine immensa d’amarti solo io. La voce a te dovuta (Einaudi, 1979) trad. it. E. Scoles

FramMenti

L’amore e l’odio falsano completamente il nostro giudizio: nei nostri nemici non vediamo altro che difetti e in coloro che amiamo soltanto i pregi; dei secondi perfino i difetti ci sembrano amabili.

Lara non mente

 Vorrei che tu per una volta ci credessi. Che riuscissi a fidarti, senza porti domande. Vorrei che accettassi le emozioni che ti scorrono dentro, senza averne paura. Vorrei che imparassi a dire di no, come sanno dirlo gli altri, senza per questo sentirti in colpa. Vorrei che non pensassi di essere sempre meno di chi ti sta intorno. Che non ti domandassi ogni volta: «Dove ho sbagliato?». Vorrei che ti rendessi conto che la gente smette di chiedersi il perché di un errore già un minuto dopo che l'errore è avvenuto.  Perché a nessuno importa di trovare un senso agli sbagli, mentre tu lo pretendi, tu in assenza di senso ti senti mancare. Vorrei che imparassi a difendere i tuoi sogni dal cinismo del mondo, senza per questo sentirti stupida. Che comprendessi che non sempre è giusto preoccuparsi degli altri, se gli altri sono gli stessi che non si preoccupano di te e poi tu sei costretta a raccoglierti l'anima fatta a pezzetti. Nonostante questo, vorrei che perdonassi. Vorrei che non...

FramMenti

"Io credo che potrei voltarmi e andare a vivere con gli animali, così placidi e controllati, resto a guardarli per ore. Non si affaticano, non frignano per la loro condizione, non stanno svegli al buio piangendo i loro peccati, non mi scocciano coi loro doveri verso Dio, nessuno è insoddisfatto, nessuno impazzisce per la mania di possedere, nessuno s'inginocchia davanti a un altro, o addirittura davanti a uno della sua specie vissuto migliaia di anni fa. Sopra l'intera terra nessuno, tra loro, ha onori o compassione...”  (Walt Whitman dal Canto di me stesso in Foglie d'erba) 

La montagna è donna

Ieri, in quello che forse è stato l'ultimo scampolo d'inverno, ho inforcato la bicicletta per vedere tradotta in neve la pioggia delle basse quote.Nonostante le nuvole fossero saldamente aggrappate alle montagne, nascondendole alla vista, dal Pedemonte era chiaro che lassù avesse fatto neve. Lo si percepiva dall'aria, dalla sua fresca limpidezza e dal suo profumo delicato. Bianco.Avevo da poco superato Bassano quando i nembi hanno iniziato a sfilacciarsi, offrendo alla vista ciò che fino a poco prima era riservato all'olfatto. Gli spalti del Monte Grappa scendevano bianchi verso la pianura, dilatando le forme, offrendo al massiccio una veste pulita. Ero in procinto di infilare la prima rampa dell'eterna salita che accompagna fino alla vetta, fino al Sacrario Militare, quando ho incrociato due signori molto anziani, marito e moglie, accompagnati da un cane ancora più anziano. Stavano passeggiando lungo la strada.Non appena sono giunto a tiro di voce lei mi fa, con un...

FramMenti

"Sempre caro mi fu quest’ermo colle, E questa siepe, che da tanta parte Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati Spazi di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete Io nel pensier mi fingo; ove per poco Il cor non si spaura. E come il vento Odo stormir tra queste piante, io quello Infinito silenzio a questa voce Vo comparando: e mi sovvien l’eterno, E le morte stagioni, e la presente E viva, e il suon di lei. Così tra questa Immensità s’annega il pensier mio: E il naufragar m’è dolce in questo mare."  L’infinito, Giacomo Leopardi

Etichette

Mostra di più